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Editoriali

Berlusconi e Sheva, il Milan festeggia due leggende

Il compleanno di due uomini che hanno fatto la storia del Milan

Passato e dolci ricordi. Quando hai avuto Silvio Berlusconi come presidente e Andriy Shevchenko come fuoriclasse, quella di oggi non può che essere stata una giornata speciale. Doppio compleanno per due uomini che hanno scritto pagine importanti nella storia del Milan. Silvio Berlusconi è sinonimo di vittoria. 29 trofei in bacheca in 31 anni di presidenza. Pochi possono dire di essere riusciti a compiere un’impresa simile. Davvero pochi, se non addirittura nessuno. Prese in mano una società reduce da due retrocessioni in Serie B e in pochi anni la condusse sul tetto d’Europa e del mondo. Da sempre amante del bel gioco e di un calcio offensivo, ha sempre dimostrato di essere una persona molto competente e preparata in questo sport. Se il Milan è diventato la squadra italiana con più trofei internazionali, gran parte del merito va attribuita a lui. Un presidente che ha il fiuto per i grandi giocatori.

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Da Van Basten, a Baggio, a Andriy Shevchenko. Prototipo dell’attaccante moderno, Andriy Shevchenko arriva a Milanello nel 1999, dopo aver conquistato 5 Scudetti con la Dinamo Kiev allenata dal mentore Valeriy Lobanovski. L’ucraino ci mette un attimo ad adattarsi alla Serie A, risultando subito capocannoniere con 24 gol. Ambidestro, incontenibile nelle accelerazioni e negli stacchi aerei, Sheva realizza il rigore decisivo, indimenticabile per intensità di concentrazione e precisione di esecuzione, nella finale di Champions del 2003. 176 reti in rossonero in 373 presenze. Solo Nordahl, in rossonero, ha segnato più di lui. Sheva sta tendando di intraprendere una nuova strada, da allenatore. Berlusconi vuole far diventare grande il Monza. Lunga vita a due grandi del calcio.

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