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CS, Oltre il campo l’impero di Zlatan

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Se il campione, tra sponsor e brand, diventa personaggio

MILANO – La notizia riguardante l’acquisizione del 10% delle quote di una società di scommesse da parte di Zlatan Ibrahimovic non deve affatto sorprendere. Come delinea l’edizione odierna del Corriere dello Sport, nel giro dei business che ruotano intorno a campioni iconici come Zlatan, l’aspetto sportivo è solo uno dei risvolti. Il monte ingaggi complessivo della carriera dello svedese dovrebbe superare i 160 milioni. Da 1,7 milioni annui della Juve nel 2005 arrivò a percepirne 15 annui nel biennio del Manchester United. Ha avuto poi la forza di ripartire dai Galaxy, con un ingaggio modesto 1,4 milioni. Ma tra visibilità e tutto quello che ne deriva, questi ultimi anni al Milan rappresentano un vero e proprio andamento in crescita per il numero 11 rossonero.

OLTRE GLI STIPENDI – A rivestire un ruolo molto importante anche gli sponor: Nike, Adidas per poi tornare nuovamente a Nike. Poi i vari brand di cui lo svedese è testimonial: televisori, gomme da masticare, marchi di abbigliamento e tanto altro ancora. Nel 2016 Ibra promosse senza successo la sua linea di abbigliamento A-Z chiusa nel 2018. Recentemente una linea di profumi ma, in generale, gli sportivi diventati imprenditori non hanno mai riscontrato grandi risultati. Attività di questo tipo richiedono impegno, devozione e una buona dose di conoscenza in materia imprenditoriale. Esiste anche un altro modo per ottenere ingenti ricavi per i calciatori, ma in generale per tutti i vip: i post su Instagram. Stando a quanto riferisce  la rivista britannica Hopper, con 200 mila dollari guadagnati per ogni post, Zlatan è nella top-ten mondiale degli sportivi guidata da CR7 con 800 mila. Si fa riferimento a post sponsorizzati. Quelli in cui il campione è associato ad un brand oppure un prodotto lanciato sul mercato. Tanti modi per accumulare soldi. Ibra è sempre sotto i riflettori, in un modo o nell’altro.

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TATTICA-MENTE, Un tempo di ombre e un tempo di luci in Milan-Verona

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L’analisi della partita di ieri

PRIMO TEMPO – Durante la prima frazione è andato in scena il momento più difficile di questo inizio di campionato. Mai il Milan finora aveva sofferto tanto il pressing avversario, non riuscendo praticamente mai a prendere in mano le redini del gioco. L’intensità del Verona dà i suoi frutti già al minuto 7 con il goal di Caprari. L’azione è nata da un clamoroso appoggio sbagliato di Ballo Touré, da lì in poi si possono evidenziare almeno tre errori in serie: il primo è di Bennacer che respinge centralmente nel tentativo di anticipare Kalinic, poi Kessie arriva in netto ritardo sulla respinta, e infine un Calabria distratto si fa infilare dal movimento dello stesso Caprari. In generale gli Scaligeri sembravano assatanati per quanto corressero: i raddoppi erano sistematici e il centrocampo rossonero ha fatto una fatica immensa nel costruire azioni. Data la presenza di Giroud, si è cercato spesso di alzare il baricentro per via aerea, più che con il fraseggio. Il rigore del raddoppio è un svista del var che non segnala il pestone di Kalinic su Romagnoli, ma anche qui Tomori si ritrova solo contro due avversari prima del cross di Lazovic.

SECONDO TEMPO – L’Hellas ha subito diverse rimonte in questo campionato e non è un caso. Giocare in maniera così intensa alla lunga non paga se non si hanno tutti i giocatori in forma smagliante. Il calo degli avversari è stato evidente, ma è dovuto anche al diverso atteggiamento del Milan, molto più propositivo e convinto rispetto al primo tempo. Dunque, prima Giroud di testa, poi Kessie su rigore e infine l’autorete di Gunter ribaltano la partita. Non sono le uniche occasioni: i rossoneri hanno creato almeno due o tre altre palle-goal nitide e dopo l’1-2 si è avuta la costante impressione che sarebbero arrivati i 3 punti. É bastato un tempo di assedio per risolvere una pratica che all’intervallo sembrava insormontabile. Per questa ragione questa vittoria vale più delle altre e ci permette di continuare a sognare.

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Calciomercato

MILAN, Adli: “Quando Maldini ti chiama non c’è bisogno di pensarci troppo”

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Le parole del centrocampista francese prossimo ad indossare la casacca rossonera

LE PAROLE – Attraverso un’intervista concessa a Telefoot, Yacine Adli ha parlato del suo prossimo trasferimento al Milan. Di seguito le parole del centrocampista in prestito al Bordeaux:

“Quando Maldini ti chiama per spiegarti che un grande club come il Milan ti vuole, non c’è bisogno di pensarci molto. È motivo d’orgoglio, anche per le mie origini. Non lo avrei mai immaginato”

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SOCIAL, Ibrahimovic: “Voi camminate, io volo”

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SOCIAL – Sul proprio profilo Instagram, Zlatan Ibrahimovic ha commentato con grande soddisfazione il suo rientro in campo, verificatosi nella sfida contro il Verona. Lo svedese è entrato sul rettangolo di gioco al 77′ minuto, proprio qualche istante prima che arrivasse l’autorete di Gunter.

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