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Dida alla Gazzetta dello Sport: “Il Milan può rivincere lo scudetto. E su Maignan…”

Nelson Dida, ex allenatore e portiere del Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”. Queste le sue parole:

Dida
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Quanto c’è di Dida in Maignan? “Abbiamo puntato sulla sua integrazione nel calcio italiano, doveva capirne i meccanismi, come il vostro calcio si sviluppa. All’inizio ha fatto un po’ di fatica ma poi ha imparato tanto in così poco tempo che è stato sorprendente. Siamo rimasti tutti contentissimi della sua dedizione, in ogni partita si notavano miglioramenti”

Mike ha detto di lei: “Il fatto che ci fosse lui come allenatore dei portieri è stato uno stimolo in più, perché sapevo che mi avrebbe permesso di migliorare, visto che è stato uno dei top al mondo. Quando l’ho incontrato ho capito che è anche una persona umile, che vive di calcio. E’ stato un punto di riferimento”. Come vuole ricambiare? “Le sue parole mi fanno un immenso piacere – ha detto Dida -. Per me è stato bellissimo aver contribuito alla sua formazione. Sapere di aver lasciato qualcosa vuol dire avere lavorato nella maniera giusta”.

Nonostante il suo addio vi sentite ancora? “Certo che lo facciamo. Deve continuare il percorso di crescita grazie ai professionisti che lo seguono oggi. E’ eccezionale sia dal punto di vista tecnico che umano”.

Il Milan può rivincere lo scudetto? “Sicuramente parte tra le favorite e con altrettanta sicurezza dico che ha la forza di ripetersi – afferma Dida -. Questo campionato sarà strano per l’interruzione del Mondiale, ma il gruppo è solido e di qualità”

Sarà un derby determinante? “Sì, perché è troppo importante, coinvolge non solo una intera città ma tutto il paese. Spesso si dice che tutte le partite sono uguali ma non è così: il derby è differente. Lo è per l’atmosfera in città nei giorni precedenti, per quella in spogliatoio, per quello che rappresenta per Milano e per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia rossonera. Non parlo di tensione o ansia, ma di adrenalina, di carica positiva e di voglia di prevalere”.

Il suo derby più bello? “Tutti quelli vinti… Ma ancora di più quelli di Champions – ammette Dida -. La parata preferita quella su Veron in un derby di campionato del 2005”.

Sul Milan in Champions League: “Un anno di esperienza in più tornerà molto utile. Lo scorso anno abbiamo affrontato un girone particolarmente impegnativo e questo ha permesso anche ai più giovani di confrontarsi subito in partite ad alta intensità e di alto livello. Questo Milan ha tutte le carte in regola per arrivare più avanti possibile”.

De Ketelaere le ha ricordato Kakà? “Mi ha fatto un’ottima impressione, ma come tutti i nuovi, soprattutto i giovani che arrivano in Serie A, ha bisogno di tempo e serenità per esprimersi al meglio. Charles ha tutte le potenzialità e le caratteristiche tecniche per essere un campione”.

Sull’abbraccio con Pioli in Sassuolo-Milan del 22 maggio: “Un abbraccio profondo e sincero. Ci stimiamo e ci vogliamo bene, ho fatto parte di un gruppo straordinario – ha dichiarato Dida, ex portiere del Milan -. Il suo merito è quello di essere stato sempre lucido, chiaro, soprattutto determinato. Non ha mai mollato di un centimetro e ha saputo spronare tutto lo spogliatoio ogni giorno per raggiungere il risultato”.

Su Paolo Maldini: “Paolo è una persona eccezionale, in campo è stato un campione, anzi il campione, un leader e un compagno leale. Dopo aver smesso di giocare è stato bravo a prendersi del tempo, a stare con la famiglia, a osservare da lontano. Questo lo ha aiutato a diventare il dirigente vincente che è oggi. Non avevo dubbi, ha sempre dimostrato una spiccata professionalità anche fuori dal campo”.

Ibrahimovic può essere ancora decisivo? “Lo è sempre stato e lo sarà ancora. È nel suo Dna“.

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