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EDITORIALE, Milan: ti farai mandare al diavolo anche da Kessie?

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Verba volant, scripta manent. Eppure le parole rilasciate da Franck Kessie durante le Olimpiadi di Tokyo ce le ricordiamo molto bene. Il centrocampista ivoriano, per tutti i rossoneri il presidente, aveva giurato di risolvere la questione legata al rinnovo una volta rientrato dal Sol Levante. Ebbene i giochi olimpici si sono conclusi lo scorso 8 agosto. Ora siamo al 4 settembre, il campionato è già iniziato da due giornate. Mentre il calciomercato ha chiuso i battenti da quasi una settimana. Del rinnovo pare evidente che non ci sia alcuna traccia. Anzi, lo stesso Kessie, proprio colui che aveva giurato e promesso amore per questi colori, ora sta battendo i piedi per vedersi aumentato, e non di poco, il suo stipendio. Il club di Via Aldo Rossi ha messo recentemente sul tavolo una proposta da 6,5 milioni. Sembrano già abbondantemente sufficienti, ma il presiedente ora ne chiede addirittura 8 più bonus, come se non bastassero. Una somma che supera le linee politiche imposte da Elliott. Dal prossimo gennaio, se non si trova una soluzione, il giocatore sarà libero di accordarsi con la squadra che più desidera. In questo senso, il Paris Saint Germain di Leonardo resta all’orizzonte. Con una disponibilità economica pressoché illimitata. Con la possibilità di poter spendere a destra e a manca senza dover sottostare ai parametri Uefa, i transalpini sono pronti ad impossessarsi a titolo gratuito di un’altra colonna portante di questo Milan. Prima è toccato a Gianluigi Donnarumma, che ad ogni modo sta ancora attendendo di effettuare il proprio debutto con il club parigino, ora può essere il turno di Kessie. Destini incrociati, verrebbe da pensare. E anche legittimamente. L’estremo difensore, in seguito ad una sconfitta last minute contro la Juventus, aveva baciato lo stemma rossonero cucito sulla sua maglia. Era il 2017, ma sembra successo ieri. Il diavolo lo sa molto bene. Nel 2021, nell’anno del ritorno del diavolo in Champions League, Gigio ha preparato i bagagli ed è partito verso la capitale francese. Certo, giocare al fianco di Messi, Neymar, Sergio Ramos non capita tutti i giorni. Ma questa è stata l’ennesima conferma di come le bandiere, non esistano più. Adesso ci sono giocatori che arrivano addirittura al punto di rinnegare o quasi, il proprio passato. E’ il caso di Hakan Calhanoglu, passato nell’altra sfonda di Milano, quella nerazzurra. Anche lui, perso dal Milan a titolo gratuito. Gigio, Hakan ed ora Franck. Se per quanto riguarda i casi del portiere azzurro e del trequartista turco c’è sempre stato un rapporto di odio e amore con i supporters rossoneri, per l’ivoriano la situazione è molto diversa. Il suo impegno sul terreno di gioco, la sua professionalità lo hanno reso di fatto un idolo indiscusso per il popolo milanista. O meglio, fino all’8 agosto era così. Chissà che considerazione avranno ora che il rischio che il presidente concluda con anticipo il proprio mandato, è più alto che mai. Ora che potrebbe benissimo dare il ben servito a Maldini e Massara. Per approdare in quella che a livello di nomi è sicuramente la migliore squadra del mondo. Bisognerà vedere se Franck accetterà di diventare uno in mezzo a tanti pur di vincere facile. O se preferirà continuare ad essere protagonista in un club che con i propri mezzi, e non con quelli degli sceicchi, sta cercando di risollevarsi dopo anni disastrosi.

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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FOCUS, Tutti i precedenti tra Porto e Milan

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Altro giro, altra corsa per i rossoneri di Stefano Pioli che questa sera affronteranno i Dragoes di Conceicao

I PRECEDENTI – Questa sera i tre punti sono fondamentali, se si vorrà proseguire il cammino in Champions League. A fare fronte ai rossoneri, ci saranno gli uomini di Sergio Conceiao, coloro che hanno sbattuto fuori la Juventus, non appena un anno fa. Sono tanti i precedenti tra le due formazioni. Il primo, risale al 19779/80 nel primo turno di Champions League: all’andata si registrò un neutro 0-0, mentre al ritorno i rossoneri dovettero piegarsi per 0-1 in casa. Nell’anno 1992/93, più precisamente alla quarta giornata, il Milan restituì il favore, strappando un 0-1 con gol dell’ex Papin. Al ritorno, un corposo 3-0 a favore del Diavolo (Raducioiu, Panucci, Massaro) piegò i lusitani. L’anno seguente, si registra un altro 0-0, mentre nel 1996/97 il Milan conta una sconfitta per 2-3 e un 1-1. Con questo pareggio, si conclude la lista dei precedenti tra le due squadre. Nonostante le difficoltà, i rossoneri sono chiamati alla vittoria e alla conquista dei primi 3 punti.

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FOCUS, Tutti gli assenti e i recuperati per la prossima sfida di Champions League

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E’ ormai risaputo a tutti il famoso detto “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Ed è proprio questo l’attuale motto di mister Pioli, insieme a quello del non mollare mai

GLI ASSENTI – Le giornate passano, ma la lista degli out del Milan rimane, ahimè, sempre lunga e corposa. Gli uomini di mister Stefano Pioli hanno saputo dimostrare tutta la loro compatezza e determinazione, nonostante le decenze in rosa. Se con l’Hellas Verona è filato tutto liscio, la gara di martedì di Champions League, più precisamente con il Porto, trasporta con sè un bagaglio di difficoltà ed esperienza che non è sempre semplice da fronteggiare. I Dragoes, così come i rossoneri, sono alla ricerca della prima vittoria del girone d’andata e non sarà semplice fronteggiare la smania dei tre punti. Il Milan è ancora alle prese con importanti assenze: partiamo dai positivi Brahim Diaz e Theo Hernandez, i due calciatori più in forma della squadra. Maignan resterà fermo per circa 90 giorni, dopo l’operazione di successo al polso sinistro. La lista poi continua con Florenzi e Plizzari, alle prese rispettivamente con una lesione del minisco sinistro e tendinopatia rotulea. Il terzino resterà fermo per altri 20 giorni, mentre il portiere rossonero per 80. Infine arriviamo a Messias e Rebic. L’attaccante brasiliano ha evidenziato una lesione del retto della coscia destra, mentre il croato ha evidenziato una distorsione della caviglia sinistra. Uno dovrebbe ritornare fra una trentina di giorni, mentre l’altro è ancora da definire.

I RECUPERI – Se da una parte le assenze si fanno sentire, dall’altra i rossoneri possono sorridere un po’. Infatti, Tiemouè Bakayoko ieri si è allenato con il gruppo ed è pronto a tornare in gareggiata, dopo il problema al tendine achilleo sinistro. Nel match contro il Verona, Daniel Maldini sembra aver recuperato dall’infiammazione al rotuleo. Insieme al figlio d’arte, anche Davide Calabria sembra essersi ripreso dall’affaticamento riscontrato durante il ritiro in Nazionale. Per Rade Krunic e Zlatan Ibrahimovic qualche minuto di rodaggio sabato: sono entrambi recuperati.

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