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EDITORIALE, Quando un presidente tradisce il suo popolo

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LA PARTITA – Il rammarico è tanto. Quello di oggi è il classico esempio di come un episodio possa compromettere l’esito finale di una partita. Il Milan perde la sua seconda partita di Champions League contro l’Atletico Madrid. Il principale responsabile di questo risultato ha un nome e un cognome: Franck Kessie. Il diavolo fino allo scoccare del 29′ stava disputando una prestazione semplicemente perfetta. I ragazzi di Pioli, motivati a mille dal proprio pubblico e dalla musichetta della massima competizione per club, si stavano comportando egregiamente. Theo Hernandez sulla sinistra seminava chiunque gli capitasse a tiro. Brahim Diaz faceva letteralmente girare la testa ai suoi marcatori. E Leao si stava dimostrando finalmente decisivo. Quando il portoghese scende in campo con la giusta dose di concentrazione, non ce n’è per nessuno

. Purtroppo a vanificare tutto, ci ha pensato Franck Kessie. Con un intervento assurdo e completamente fuori luogo. Che gli è costato il secondo giallo. E ha costretto i suoi compagni di squadra a rimanere in dieci per un’ora effettiva di gioco. Naturalmente da quel momento in poi, l’inerzia della partita è cambiata del tutto. Nonostante l’ingresso di Sandro Tonali, che continua a maturare di giorno in giorno. Gli uomini di Simeone hanno iniziato a prendere in mano il pallino del gioco. Nel secondo tempo, per provare a difendere la situazione, ma allo stesso tempo per provare a ripartire, Pioli dà spazio a Ballo-Tourè, Kalulu, Florenzi, e Giroud. Il centravanti francese ha ricevuto il difficile incarico da portare a termine. Tenere alta la squadra, sebbene il baricentro si fosse notevolmente abbassato.

Aggiungiamoci che Brahim Diaz viene costretto ad abbandonare il terreno di gioco e la frittata è fatta. A cinque minuti dal termine un’ingenuità di Florenzi e Romagnoli consente a Griezmann di trovare il gol del pari. Al 96′ un fallo di mano molto dubbio di Kalulu viene punito con un calcio di rigore. Dal dischetto Suarez supera Maignan. Un kessie con la mente rivolta a Parigi. Dei cambi sui quali sussistono molte perplessità e delle decisioni arbitrali che lasciano a desiderare. Luis Suarez, per un intervento falloso ai danni di Calabria e Maignan, non è stato nemmeno ammonito. Kondongbia è stato graziato dal secondo giallo. Questi i motivi per i quali i rossoneri restano ancorati a zero punti. La strada da percorrere d’ora in avanti è tutta in salita. Ma i giochi sono ancora tutti aperti.

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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FOCUS, Tutti i precedenti tra Porto e Milan

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Altro giro, altra corsa per i rossoneri di Stefano Pioli che questa sera affronteranno i Dragoes di Conceicao

I PRECEDENTI – Questa sera i tre punti sono fondamentali, se si vorrà proseguire il cammino in Champions League. A fare fronte ai rossoneri, ci saranno gli uomini di Sergio Conceiao, coloro che hanno sbattuto fuori la Juventus, non appena un anno fa. Sono tanti i precedenti tra le due formazioni. Il primo, risale al 19779/80 nel primo turno di Champions League: all’andata si registrò un neutro 0-0, mentre al ritorno i rossoneri dovettero piegarsi per 0-1 in casa. Nell’anno 1992/93, più precisamente alla quarta giornata, il Milan restituì il favore, strappando un 0-1 con gol dell’ex Papin. Al ritorno, un corposo 3-0 a favore del Diavolo (Raducioiu, Panucci, Massaro) piegò i lusitani. L’anno seguente, si registra un altro 0-0, mentre nel 1996/97 il Milan conta una sconfitta per 2-3 e un 1-1. Con questo pareggio, si conclude la lista dei precedenti tra le due squadre. Nonostante le difficoltà, i rossoneri sono chiamati alla vittoria e alla conquista dei primi 3 punti.

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FOCUS, Tutti gli assenti e i recuperati per la prossima sfida di Champions League

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E’ ormai risaputo a tutti il famoso detto “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Ed è proprio questo l’attuale motto di mister Pioli, insieme a quello del non mollare mai

GLI ASSENTI – Le giornate passano, ma la lista degli out del Milan rimane, ahimè, sempre lunga e corposa. Gli uomini di mister Stefano Pioli hanno saputo dimostrare tutta la loro compatezza e determinazione, nonostante le decenze in rosa. Se con l’Hellas Verona è filato tutto liscio, la gara di martedì di Champions League, più precisamente con il Porto, trasporta con sè un bagaglio di difficoltà ed esperienza che non è sempre semplice da fronteggiare. I Dragoes, così come i rossoneri, sono alla ricerca della prima vittoria del girone d’andata e non sarà semplice fronteggiare la smania dei tre punti. Il Milan è ancora alle prese con importanti assenze: partiamo dai positivi Brahim Diaz e Theo Hernandez, i due calciatori più in forma della squadra. Maignan resterà fermo per circa 90 giorni, dopo l’operazione di successo al polso sinistro. La lista poi continua con Florenzi e Plizzari, alle prese rispettivamente con una lesione del minisco sinistro e tendinopatia rotulea. Il terzino resterà fermo per altri 20 giorni, mentre il portiere rossonero per 80. Infine arriviamo a Messias e Rebic. L’attaccante brasiliano ha evidenziato una lesione del retto della coscia destra, mentre il croato ha evidenziato una distorsione della caviglia sinistra. Uno dovrebbe ritornare fra una trentina di giorni, mentre l’altro è ancora da definire.

I RECUPERI – Se da una parte le assenze si fanno sentire, dall’altra i rossoneri possono sorridere un po’. Infatti, Tiemouè Bakayoko ieri si è allenato con il gruppo ed è pronto a tornare in gareggiata, dopo il problema al tendine achilleo sinistro. Nel match contro il Verona, Daniel Maldini sembra aver recuperato dall’infiammazione al rotuleo. Insieme al figlio d’arte, anche Davide Calabria sembra essersi ripreso dall’affaticamento riscontrato durante il ritiro in Nazionale. Per Rade Krunic e Zlatan Ibrahimovic qualche minuto di rodaggio sabato: sono entrambi recuperati.

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