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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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SIMON, E’ tutto per te!

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Il Milan batte senta troppe difficoltà la Salernitana: vittoria dedicata a Kjaer

Bello e allo stesso tempo generoso. Il Milan visto oggi contro la Salernitana è apparso notevolmente sicuro dei propri mezzi, della propria forza e della propria qualità. Certo l’avversario non era dei più eccelsi, una Salernitana inchiodata in piena zona retrocessione. Considerando però che martedì i rossoneri saranno chiamati a compiere un’autentica impresa contro il Liverpool, il rischio di scendere in campo con il pensiero rivolto già alla Champions era alto. Mister Pioli però è riuscito a scongiurare che si verificasse questa evenienza, facendo rimanere la sua squadra concentrata sul pezzo. Rossoneri che avevano comunque un obiettivo da portare a termine. Tornare a vincere a San Siro a distanza di quasi un mese dall’ultima volta, regalare al proprio pubblico una buona prestazione ma soprattutto dedicare la vittoria a Simon Kjaer. La scritta presente in tutte le magliette indossate dai giovani diavoli nella fase di riscaldamento è emblematica: “Forza Simon”. Tutti uniti al 24 danese. E l’unione si sa, fa la forza. Dopo neanche 5 minuti dal triplice fischio, Kessie sblocca il risultato.

Discesa di Leao che supera due avversari, arriva sul fondo e mette in mezzo per l’ivoriano che da due passi, sigla il vantaggio. Una gara che si incanala subito nel binario giusto per i rossoneri. Milan che continua ad attaccare e al 18′ chiude già i conti. Sinistro vincente di Saelemaekers che ritrova il gol dopo quasi un anno dall’ultima volta. Il belga non può fare a meno di dedicare la rete realizzata a Simon Kjaer. Un momento davvero emozionate, non c’è che dire. In nemmeno 20 minuti, il diavolo ha messo in cassaforte il risultato. Portando a termine la propria missione decisamente con largo anticipo. Certo, ci sarebbe l’occasione di dilagare, di arrotondare ulteriormente il risultato e di aumentare la propria differenza reti. Che male non fa in un campionato nel quale in questi primi mesi sta regnando l’equilibrio tra le prime quattro della classe. Saelemaekers è particolarmente ispirato in questo pomeriggio di inizio dicembre e più volte sfiora la doppietta. Discorso analogo per il presidente, autore di una prestazione letteralmente perfetta. In mezzo al campo non perde un pallone e vince tutti i contrasti. Si presenta più volte al tiro, in almeno due occasioni ha tra i piedi la palla del 3-0. Finalmente il presidente è tornato nella casa bianca.

Ora non gli resterebbe altro da fare che mettere nero su bianco la firma del rinnovo del contratto per riconquistare definitivamente l’amore del popolo rossonero. Questo però è un altro capitolo. Oggi brilla anche la stella Florenzi, considerata da Pioli parte integrante di questo Milan. Maignan ottiene il secondo clean sheet consecutivo. Unica nota dolente, l’ennesimo infortunio. A farne i conti a questo giro è il giovane Pellegri, costretto ad abbandonare il rettangolo verde dopo un quarto d’ora di gioco. Davvero un peccato, considerando che anche Giroud non tornerà a disposizione di mister Pioli prima di gennaio, avrebbe fatto particolarmente comodo come eventuale prima punta da alternare a Zlatan Ibrahimovic. Dopo due ko di fila il Milan risponde prontamente con due vittorie molto convincenti. Anche questo è un segno di maturità. Intanto, la vittoria dell’Atalanta contro il Napoli consente ai rossoneri raggiungere la vetta solitaria della Champions. Insomma, il modo migliore per prepararsi al match contro i Reds di martedì sera. Il modo migliore per presentarsi al meglio a quella che comunque andrà, sarà sicuramente una notte magica. Una notte da Champions. Una notte da Milan.

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SIMON, Ci vediamo presto!

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Oggi l’operazione di Simon Kjaer: il guerriero danese pronto a vincere un’altra battaglia

Elevo questa spada alta verso il cielo, giuro sarò roccia contro il freddo e il gelo. Questo l’incipit di uno dei più celebri testi scritti da Marco Mengoni, intitolato Guerriero. Di guerrieri ne vediamo molti nella vita di tutti i giorni, al lavoro, a scuola e sui campi da gioco. Uno su tutti ha il nome di Simon Kjaer, colonna portante del Milan di Pioli che ora si troverà costretto ad impugnare la spada per affrontare una nuova longeva battaglia. Il centrale rossonero, costretto ad abbandonare il campo dopo nemmeno un giro d’orologio nella sfida contro il Genoa ha riscontrato un danno legamentoso e quest’oggi finirà sotto i ferri. Necessita infatti di artroscopia del ginocchio sinistro che inevitabilmente lo terrà a lungo lontano dal rettangolino di gioco. Gli infortuni non sembrano davvero dare tregua ai ragazzi di mister Pioli, che sul campo stanno vivendo un momento che definire magico è anche riduttivo. Per Kjaer fino a questo momento era una stagione semplicemente sublime.

In estate, durante l’Europeo, ha offerto il proprio contributo per salvare la vita al suo connazionale Eriksen. Poi la notizia che il suo nome sarebbe comparso tra i candidati l’assegnazione del Pallone d’Oro. Dall’essere considerato un difensore poco più che modesto al vedersi accendere la speranza di poter vincere il premio più ambito da ogni calciatore professionista. Il gigante danese di strada, ne ha percorsa parecchia. Con orgoglio, tenacia e professionalità ha saputo conquistare non soltanto l’amore dei tifosi rossoneri ma in generale di tutti coloro che sono ancora legati ai valori puri e disinteressati che animano il mondo del calcio. Gli esempi sono ricchi di calciatori che sono riusciti ad esplodere completamente forse in modo leggermente tardivo. Quando non erano più nel fiore della loro giovinezza. Ne sa qualcosa Jamie Vardy, così come ne sa qualcosa Junior Messias, attualmente compagno di avventura di Simon Kjaer. Quando la forza di realizzare un sogno, ti porta ad affrontare e superare ogni forma di avversità. Simon è un giocatore che in campo dà tutto quello che può, non ama finire sotto i riflettori.

Non è il classico chiacchierone, lui preferisce rispondere con i fatti, incarnando l’emblema perfetto di quello che dovrebbe rappresentare il professionismo. Sempre concentrato, non si arrende mai e sa come tira fuori il meglio dai propri compagni di squadra. Qualche settimana fa aveva dichiarato che il Milan avrebbe lottato fino all’ultimo per vincere lo scudetto. Dati alla mano, possiamo affermare senza timore di smentita che aveva ragione. Certo ora bisognerà tenere le dita incrociate e sperare che arrivino buone notizie in merito alle tempistiche del suo recupero. Una cosa è certa: Simon in un modo o nell’altro sarà sempre vicino al suo Milan. Perchè lui è questo: un guerriero. Restiamo in attesa del suo ritorno, vittorioso.

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ANCHE SHEVA SI INCHINA AL COSPETTO DEL MESSIAS

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IL Messias ci mette la testa: il diavolo cala il tris a Marassi e torna alla vittoria

La vittoria ha sempre un dolce sapore. O meglio quasi sempre. Perchè se da un lato il Milan si può godere a pieni polmoni i tre punti conquistati contro il Genoa, dall’altro dovrà trattenere ancora il respiro in attesa di conoscere con esattezza l’entità dell’infortunio di Simon Kjaer. Un assenza che sicuramente peserà in vista delle prossime partite, in particolare in vista di quella di settimana prossima contro il Liverpool. Sicuramente il centrale danese, che ha rimediato un trauma distorsivo-contusivo nei primi minuti del match di Marassi, non potrà essere a fianco dei propri compagni di squadra in quella che rappresenta l’ultima spieggia a disposizione del diavolo per approdare agli ottavi di finale di Champions League. Procediamo comunque con ordine, che di questi tempi non fa mai male. Il diavolo nonostante la non certo bella notizia iniziale, non perde la testa e al 10′ sblocca il risultato con l’eterno Zlatan. Con una punizione magistrale, lo svedese batte Sirigu, sotto gli occhi increduli di Andry Shevchenko.

Passato, presente e perchè no, futuro. Ibra c’è sempre, nella buona e nella cattiva sorte. Amen, si è proprio il caso di dirlo. Perchè ancora una volta una mano provvidenziale arriva dal cielo. Il Messias viene in aiuto di Poli proprio come a Madrid e sul finire del primo tempo, con un altro colpo di testa semplicemente sublime manda il diavolo in paradiso. 2-0 Milan e partita praticamente in ghiaccio. Rispetto alla trasferta di Firenze e al ko contro il Sassuolo, si vede una squadra molto più matura. Decisamente più concentrata e sul pezzo. Segno evidente che le Forche Caudine e Canne a qualcosa sono servite. Al rientro i rossoneri addomesticano il gioco senza correre eccessivi rischi. Si sa, la prudenza non è mai troppa. A Natale mancano 24 giorni ma il Signore decide che è oggi il giorno della definitiva consacrazione. Messias, servito ottimamente da Brahim Diaz controlla e con un piazzato mirato all’angolino, batte nuovamente Salvatore Sirigu. Boccone amaro per Sheva, molo dolce invece per Pioli. Con il ritorno di Tomori, è stato ricostruito l’antico muro rossonero.

O forse non è solo merito del centrale inglese. Con due parate dall’elevato coefficiente tecnico, Mike Maignan riesce a mantenere la propria porta inviolata. Davanti Brahim si è acceso e non di poco, il 10 è tornato in piena forma e si appresta a farci vivere un dicembre davvero molto interessante. Dopo due settimane di pausa, il Milan è tornato a fare il Milan. E quando succede questo, non ce n’è per nessuno. Sheva aveva promesso di fare il massimo per provare ad arrestare ulteriormente la marcia infernale del diavolo. Questo Genoa che dovrà lottare per la salvezza, in condizioni normali non può e non deve minimamente impensierire una squadra che invece cercherà di dire la propria in ottica scudetto. Milan che tocca quota 35 punti e si porta a -1 dalla vetta. Il Sassuolo ammazza big ha infatti bloccato sul 2-2 il Napoli capolista. Al terzo posto, a 34 punti, i campioni in carica dell’Inter. Un campionato così avvincente non lo ricordavamo da anni. Servite Domino in letizia. Servite Messia(s) in letizia. E naturalmente Pioli is on fire anche a Genova.

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