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EURO2020, Giaccherini: “Ecco come si batte il Belgio”

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Le parole di Giaccherini in vista della sfida dell’Italia contro il Belgio

LE PAROLE – Emanuele Giaccherini, protagonista indiscusso dell’Europeo del 2016 con il suo gol al Belgio, interviene per parlare della prossima sfida tra gli azzurri ed i Diavoli Rossi. In programma venerdì sera. Ecco le sue considerazioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport:

Giak, quel giorno fu davvero “Giaccherinho”.

Devo tutto a mister Conte e a quel rimprovero. Con l’Italia mi sentivo un vero supereroe. Ci davano tutti per spacciati, invece lui ci convinse a smentire tutti dicendo che i più forti eravamo noi. E così fu. Spero adesso in un altro 2-0

Un viaggio, la sua carriera. E stava pure per mollare…

Vero. Era il 2008, avevo segnato 10 gol in C2 con il Pavia, ma il Cesena mi chiuse la porta. Pensai di trovarmi un lavoro in fabbrica, ma Bisoli mi diede fiducia. Dopo due anni conquistammo la A

Sia lodata la gavetta, quindi.

Fondamentale. Mi rivedo in Pessina, figlio del sacrificio e del duro lavoro: 4 anni fa era in C, guardatelo ora. Se non si fosse infortunato Pellegrini non avremmo visto la sua favola

Chi è il Giaccherini dell’Italia?

Barella. Lui è più fisico, io più dribblomane

E il Belgio come si batte?

Concentrazione, raddoppi, cura dei dettagli, marcature. Sono preoccupati anche loro. L’Italia è forte, difende bene, In avanti c’è Chiesa che è un talento. In mezzo ce la giochiamo con tutti. Il fenomeno è Lukaku. Nel 2016 non era quello di oggi

Rivede il gruppo di Conte?

Beh sì, è un’Italia da “Grande Bellezza” che si vuole bene e soffre insieme. Chiellini, Bonucci e De Rossi mi hanno detto che sono uniti come lo eravamo noi. Daniele, a fine Europeo, ci svelò che nonostante il Mondiale vinto la sua esperienza più bella sarebbe rimasta Euro 2016…

Più forte l’Italia del Mancio o la vostra?

Tecnicamente questa. Noi conoscevano i nostri limiti, ma avevamo fame, cuore e correvamo più di tutti. Una squadra “operaia

Pronostico?

1-1 e poi vinciamo ai rigori, Insigne e Chiesa protagonisti. Sarebbe la chiusura di un cerchio dopo quella serataccia contro la Germania ai quarti…

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RASSEGNA STAMPA, I principali quotidiani di oggi

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GAZZETTA DELLO SPORT – La ‘rosea’ apre la sua prima pagina con il titolo: “fischio da pazzi“. Il riferimento è al fischio arbitrale di Serra che interrompe un’azione che ha portato al gol di Messias, non applicando di fatto la regola del vantaggio. Milan che paga cara la svista del direttore di gara e viene beffato al 96esimo da Gyasi: 1-2 Spezia a San Siro. Rossoneri a -2 dall’Inter e una gara in più, fallito il sorpasso. Nell’immagine in primo piano piccolo trafiletto per il Napoli che ritrova Osimhen e grazie ad una doppietta di Lozano batte il Bologna per 2-0.

In taglio alto la Juventus che si gioca gli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. Allegri chiarissimo: “la Coppa è un obiettivo“. Nei doriani si attende il ritorno in panchina di Marco Giampaolo, ma questa sera ci sarà il tecnico primavera Tufano.

In taglio basso, il calciomercato con due trattative che potrebbero concretizzarsi nelle prossime ore: Vecino verso la Lazio di Sarri, il Newcastle offre 65 milioni all’Atalanta per Zapata e Gosens. Biancocelesti in pressing per avere il centrocampista da subito, bergamaschi che rispediscono al mittente la proposta dei ‘Magpies‘.

CORRIERE DELLO SPORT – Il titolo del quotidiano romano è riservato al Milan che cade clamorosamente a San Siro contro lo Spezia per 1-2: errore clamoroso dell’arbitro Serra che non concede il vantaggio e nega di fatto il gol di Messias al minuto 92, poi la beffa al 96esimo firmata Gyasi. Pioli è contrariato: “non sono riuscito a calmare i miei ragazzi, Serra ha chiesto scusa”. Intanto il Napoli passa a Bologna con doppietta di Lozano e la Fiorentina passeggia sul Genoa al Franchi con un tennistico 6-0.

Sulla destra la Coppa Italia con la Lazio che affronterà l’Udinese alle 17:30, mentre la Juventus ospiterà la Sampdoria alle 21:00: Sarri schiera i big, Allegri affronta i blucerchiati che riaccoglieranno Giampaolo solo domani. Continuando sulla destra, la decisione della FIFA di cancellare i gialli che pendevano sui giocatori diffidati ai play-off per Qatar 2022: Mancini sospira e salva i suoi ben 10 giocatori a rischio squalifica.

In taglio basso, sulla sinistra, trafiletti per Carlo Ancelotti che continua il suo ruolino di marcia in Liga con il Real Madrid e Christian Eriksen che potrebbe presto firmare con il Brentford e guadagnarsi una convocazione in nazionale per il mondiale del 2022. Sulla destra ancora Novak Djokovic: dopo lo stop degli Australian Open, anche il Roland Garros è a rischio dopo l’ordinanza del governo che farà giocare soltanto i vaccinati contro il Covid-19.

TUTTOSPORT – In primo piano la stizza di Andrea Agnelli e John Elkann nei confronti di Paulo Dybala per l’atteggiamento tenuto dalla ‘Joya‘ in occasione del gol contro l’Udinese. Questa sera il numero 10 partirà dalla panchina nel match contro la Sampdoria valevole per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia.

In taglio alto la rabbia del Milan che viene sconfitto dallo Spezia a San Siro, ma con tante polemiche: l’arbitro Serra non concede il vantaggio nell’azione che avrebbe dato ai rossoneri i 3 punti col gol di Messias, poi i liguri sbancano il Meazza al 96esimo. Napoli che accorcia sui rossoneri e sull’Inter vincendo per 2-0 a Bologna, Fiorentina a valanga sul Genoa: 6-0.

Sulla destra il ‘derby della Mole’ di mercato tra Torino e Juventus per il difensore del Frosinone Federico Gatti. Per i granata ipotesi scambio BaselliNandez. Continuando sulla destra, più in basso, il ritorno di Marco Giampaolo alla Sampdoria: il tecnico chiede Linetty come rinforzo per la mediana. Ancora più in basso il tennis con Matteo Berrettini che non solo supera un problema intestinale, ma anche il primo turno degli Australian Open. Avanti anche Lorenzo Sonego, mentre Novak Djokovic potrebbe saltare anche il Roland Garros.

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Editoriali

LA FATAL SPEZIA

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Milan rimontato in casa dallo Spezia, addio scudetto?

E’ successo tutto quello che non doveva accadere. Un tempo si parlava di Fatal Verona, ora lo stesso appellativo può essere utilizzato per Lo Spezia di Thiago Motta. L’anno scorso fu Vincenzo Italiano, alla guida dei liguri, ad infliggere ai rossoneri una sconfitta che si rivelò determinante per la lotta scudetto. Quest’anno, a giocare un bel tiro mancino al diavolo, ci ha pensato un ex interista. Thiago Motta, con la sua filosofia di calcio, ha espugnato San Siro. Ha battuto un Milan che nel nuovo anno, tra campionato e Coppa Italia, aveva collezionato solo vittorie. Adesso, i fantasmi della scorsa stagione, di quando più o meno in questo stesso periodo, l’Inter riuscì a prendere definitivamente il volo. Effettuando una marcia trionfale verso la conquista del titolo. A meno di rocamboleschi colpi di scena, il copione sembra destinato a rimanere analogo. Fragili mentalmente, incapaci di amministrare una situazione di vantaggio. E troppo superficiali in molte situazioni della partita. Senza considerare che, l’assenza dei titolari, si fa sentire parecchio.

Specie se non possiedi dei ricambi all’altezza. Gabbia e Kalulu, per quanto possano impegnarsi, non garantiscono la stessa sicurezza di Kjaer e Tomori. In mezzo al campo, Krunic e Bakayoko danno conferma di essere diverse spanne sotto ai vari Tonali, Kessie e Bennacer. Nel corso del primo tempo, i rossoneri più volte vanno vicini al gol. Nel finale, ottengono un rigore sacrosanto che Hernandez non riesce a concretizzare. Già questo doveva essere un segnale che qualcosa sarebbe andato storto. Rafael Leao però, conferma di essere l’arma in più a disposizione di mister Pioli. E’ lui, con un cucchiaio provvidenziale, a portare in vantaggio il Milan. Ma la maledizione, è tutt’altro che terminata. Il gol che avrebbe dovuto spostare gli equilibri, si è rivelato un’arma a doppio taglio. Anziché rientrare dagli spogliati con la bava alla bocca, con la voglia di trovare la rete della sicurezza, il diavolo preferisce adagiarsi sugli allori. Ed ecco aumentare con una certa rapidità, errori di disimpegno e di disattenzione. Lo Spezia prende coraggio e trova il pareggio, strameritato. Al 64′ azione velocissima e micidiale dei liguri, con Kalulu e Gabbia che letteralmente presi in controtempo dagli attaccanti avversari. Agudelo da due passi non sbaglia l’appuntamento con il gol. Da quel momento si gioca in una porta sola. Il Milan le prova tutte per trovare la rete del nuovo vantaggio che significherebbe primato in classifica. Si vive di speranza, ma non è questo il caso. Provedel è in serata di grazia, sfodera una serie di interventi semplicemente straordinari, tiene a galla i suoi compagni. E fa venire il diavolo a quattro ai ragazzi di mister Pioli.

Una squadra che lotta per lo scudetto, non può ridursi all’ultimo per avere la meglio su una che si trova ancorata nei bassifondi della classifica. E questa è una doverosa premessa che va fatta. Ma per dover di cronaca, va detto che la rete che ha condannato il Milan alla sconfitta, è arrivata pochi secondi dopo che Serra aveva fermato il 2-1 rossonero. Il direttore di gara fischia un fallo ai limiti dell’area subito da Rebic, ma se avesse fatto proseguire l’azione, avrebbe convalidato il tiro a giro di Messias, finito direttamente nel sette. Il perchè non sia stata applicata la regola del vantaggio, rimane un mistero. A pochi secondi dal triplice fischio, Kovaleko serve Gyasi in mezzo all’area che beffa Maignan in uscita, con un preciso angolino che si infila all’angolino basso. Milan 1-2 Spezia. Thiago Motta esulta, così come tutto il popolo nerazzurro. La beffa è servita. Primo ko casalingo dell’anno. Insomma, la settimana poteva iniziare meglio. Domenica arriva la Juve di Allegri. Occorrerà cambiare atteggiamento, altrimenti si rischia un’altra figuraccia. Le attenuanti ci sono anche, dalle assenze, ad una decisione arbitrale ai limiti dell’assurdo. Ma ciò non toglie che questo Milan, non ha ancora la mentalità per vincere lo scudetto.

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MARELLI: “Grave errore di Serra. È stato precipitoso”

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Le parole dell’ex arbitro sull’episodio chiave di Milan-Spezia

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di DAZN, Luca Marelli commenta l’errore dell’arbitro Serra, il quale ha fischiato fallo, anziché far continuare l’azione che avrebbe portato il gol rossonero del 2 a 1. Di seguito, le sue parole:

“È stato precipitoso. Sono errori che possono capitare ad arbitri che non hanno grandissima esperienza come Serra. L’errore è grave, tanto che si è scusato e si è portato la mano all’auricolare sperando che il fischio fosse arrivato dopo che il pallone avesse superato la linea di porta. La punizione c’è tutta, ma questi sono errori che possono portare al patatrac. E oggi stiamo commentando un risultato che con un minimo di riflessione in più sarebbe stato diverso”

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