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EX MILAN, Kakà: “I rossoneri possono battere la Juve e tornare in Champions”

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L’ex fuoriclasse e pallone d’oro del Milan ha parlato della stagione dei rossoneri e della sfida contro la Juventus

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto in una live su Twich del Milan condotta da Lorenzo Lollo e Mauro Suma, Ricardo Kakà ha rilasciato una lunga intervista. Ecco le parole del grande fantasista brasiliano:

Mi dispiace essere l’ultimo marcatore del Milan in Champions, ma dall’altro lato mi piace perché è sempre un bel ricordo. Non vedo l’ora che il Milan ci possa tornare, per tifarla, per vincere ancora una vola. Siamo vicinissimi, mancano quattro partite difficili e c’è la partita importantissima contro la Juve di Pirlo. Il Milan è capace, può vincere contro la Juve, può tornare in Champions League. È questo che mi auguro e che si augurano tutti i tifosi

Su Juventus-Milan: 

Se gioca Zlatan, che ha fatto una stagione importante, tocca a lui portare la vittoria contro la Juve e portare questa squadra in Champions League. Confronto Ibra-CR7? Vedo una partita tra due squadre che hanno un grandissimo talento, grandissimi calciatori; i due saranno protagonisti, ma ci sono tanti ingredienti esterni che caricheranno le due squadre

Sul progetto Milan: 

Quest’anno sono riuscito a vedere tante partite, non solo del Milan che è la mia priorità. Ho visto una squadra veramente bella, che ha iniziato il campionato molto forte; è normale per la giovane età della squadra perdere un po’ alla fine. Ora ci vuole un po’ più di esperienza, con quei giocatori come Ibra che possano dare sostegno ai giovani: nel nostro Milan c’era questo mix tra gioventù ed esperienza. Vedo una squadra molto forte: sono contento per Ibra e per Maldini, il quale sta lavorando non solo per il presente ma anche per il futuro. Pioli è molto bravo, perché sta sapendo prendere il meglio da ogni giocatore. Ora siamo al momento decisivo: speriamo riescano a tirare fuori il meglio per questo fine campionato

Sull’essere un esempio: 

Sono contentissimo di esserlo per tutti, sia per chi vuole fare i calciatori che per coloro che vogliono realizzare i propri sogni. Mi riempie di orgoglio: la mia storia con il Milan è veramente una cosa unica, sonno contento di poter trasmettere a questi ragazzi quelli che ho vissuto. Mi mancate tantissimo, vi amo, spero di poter tornare in Italia presto a guardare le partite a Sa Siro con voi

Sull’essere simbolo del Milan: 

Non riesco ad esprimere a parole quello che significa. Quando passano gli anni riesci a sentire un po’ di più quello che hai vissuto. Quando guardo le partite dico ‘Un giorno questa città era nostra’. È stato un momento della mia vita molto speciale

Sul suo Juventus-Milan: 

Il mio primo Juve-Milan a Torino, l’anno in cui vincemmo lo Scudetto. Ce ne sono altri: quello a San Siro in cui segnai di rovesciata, c’è quello del fallo di Cannavaro con cui potevamo vincere il campionato. Ho ricordi belli, giocare questa partita è sempre stato un piacere immenso

Un saluto finale: 

Forza Milan sempre! Un bocca al lupo per i ragazzi per la Juventus. Speriamo di vederlo presto in Champions

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POSTPARTITA, Tonali: “Su Bennacer dal campo sembrava fallo”

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Le parole del centrocampista rossonero, dopo la sconfitta contro il Porto

LE DICHIARAZIONI – Come riporta TMW, Sandro Tonali commenta la terza sconfitta in Champions League del Milan. Di seguito, le sue parole.

Una partita diversa da quella di Anfield:

“Ogni partita è diversa, ogni squadra che incontri è diversa e va affrontata in modi diversi. Oggi ci è mancato lo spirito di Liverpool, non è stata la nostra miglior partita in Champions. Dobbiamo andare avanti sulla strada intrapresa prima di questa partita. Non è andata come volevamo, siamo partiti con fatica ma nel primo tempo abbiamo dimostrato di essere squadra. Nella ripresa abbiamo sofferto insieme fino all’episodio del gol, da lì è nata un’altra partita perché ti scatta quella cosa nella testa. Dobbiamo prenderla come un’altra lezione, dopo quelle col Liverpool e anche con l’Atletico, tenercela dentro perché ora fa male ma in futuro ci può fare bene”

Sul fallo a Bennacer:

“È un episodio che dal campo sembrava fallo, non l’ho ancora rivisto e non ho chiesto. È una cosa che credo l’arbitro abbia valutato, ripeto non l’ho ancora rivisto però dal campo sembrava fallo”

Come valuti le tue prestazioni in Champions League?

“La Champions mi ha dato tanta esperienza, soprattutto l’emozione di scendere in campo col Milan in Champions. Sappiamo che il nostro percorso non è ancora finito, il Milan è capace di fare tutto: non ci butteremo giù”

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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POSTPARTITA, Pioli: “Ci è mancata lucidità e la gestione della palla. Ho già parlato alla squadra”

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Le sue parole nel post gara di Porto-Milan

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Stefano Pioli analizza la sconfitta in trasferta contro il Porto. Queste le sue parole.

Su cosa è mancata alla partita:

“Ci è mancata la lucidità e la gestione della palla. Dovevamo essere più sicuri e perdere meno palloni. Non siamo stati precisi nelle scelte e a questi livelli paghi gli errori”

Sulle assenze:

“Non contano gli assenti, la squadra era competitiva stasera. Forse potevamo avere qualcosa più nei cambi in qualità. Stasera abbiamo sbagliato nella gestione della palla e di solito non ci succede. Siamo stati poco dinamici contro avversari veloci e che sono stati bene sul campo”

Un’analisi della gara:

“C’è sempre una questione di mentalità della partita. L’avevamo preparata bene ma in campo non ci sono riuscite le giocate che di solito ci riescono. Nel primo tempo la partita è stata equilibrata, nel secondo tempo sono stati più bravi loro”

Sull’impresa da compiere:

“Ho già parlato alla squadra. Non abbiamo giocato da Milan e ora dobbiamo reagire. E’ stata una serata storta e ora dobbiamo ripartire. Forse con 9 punti ti qualifichi ma dobbiamo vincere ancora una. Ora dobbiamo concentrarci su Bologna, Torino e Roma e poi penseremo alla Champions e vincere la nostra prima partita davanti ai tifosi”

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