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FOCUS, Juventus: il punto sui prossimo avversari

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La strada per la Champions passa dalla città della Mole

COME UNA FINALE – Tutte le strade portano a Roma, beh in questo caso non è proprio esattamente così. Perchè c’è un sentiero, quello che conduce direttamente alla prossima Champions League, che passa direttamente da Torino. Ed in particolare lo intraprenderà questa sera, con la sfida che andrà in scena all’Allianz Stadium tra Juventus e Milan. Una classica del calcio italiano, una sfida tra le due compagini più titolate del nostro Paese. Una partita che di fatto consegnerà al vincitore il pass per l’accesso diretto alla massima competizione per club. Sfida per l’Europa, sfida per il prestigio, sfida per il futuro. 90 minuti che ci diranno molto sul prossimo avvenire di entrambe le squadre. Lo sa bene Andrea Pirlo, che da allenatore affronterà i rossoneri per la seconda volta. Il tecnico bianconero si augura che la sua Juve riesca a replicare il risultato dell’andata. Quando a San Siro un indiavolato Chiesa, autore di una doppietta ed un McKennie in stato di grazia, inflissero al Milan di Pioli la prima sconfitta di questo campionato. Il giorno dell’Epifania, la Signora riuscì a mettere parecchio carbone all’interno della calza milanista. Tre mesi fa si parlava di match scudetto, ora di spareggio per la Champions. Chi perde è fuori da ogni discorso o quasi. Per la Juve, che dopo 9 anni si è vista interrompere la propria egemonia sul suolo italico, la partita di stasera rappresenta l’ultima ancora di salvezza. La possibilità di rendere meno amaro questo finale di stagione. Certo, ci sarebbe anche la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, ma essere tagliati fuori dal discorso Champions, per i bianconeri sarebbe catastrofico. Stasera, fatti i dovuti scongiuri, è come una finale.

TORNA IL FIGLIO D’ARTE – La panchina del maestro Pirlo è più bollente che mai. Le aspettative sulle sue spalle erano tante. La dirigenza bianconera si aspettava per lo meno di mettere le mani sul decimo scudetto consecutivo, se hai fatto 30 devi far 31 dopotutto. E in aggiunta di far bene anche in Champions League. Ebbene, il tricolore è stato conquistato dall’Inter di Antonio Conte. Da colui che fu l’artefice indiscusso della rinascita bianconera. Il Conte Antonio ha spodestato la Damigella dal trono. In Champions altra delusione. Altra uscita agli ottavi, questa volta contro il Porto. Non c’è due senza tre, ma Andrea intende assolutamente cercare di salvare il salvabile. E per farlo, dovrà schierare il miglio undici possibile se vuole cercare di domare un diavolo che dopo la vittoria sul Benevento, è pronto ad infuocare l’atmosfera. Stando alle ultime news, il tecnico bresciano si affiderà alla sicurezza di Szczesny per difendersi dagli assalti di Ibra e co. La retroguardia bianconera dovrebbe essere invece composta da Danilo, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro. A centrocampo ad affiancare Bentancur, ci sarà Rabiot. Mentre sugli esterni spazio alla fantasia di Cuadrado e attenzione attenzione, all’inventiva del figlio d’arte Federico Chiesa. Il purga diavolo, si è ripreso dall’infortunio muscolare subito contro l’Atalanta. E freme dalla voglia di timbrare la propria presenza fin dai primi minuti contro il Milan di Pioli. Doppietta all’andata, al ritorno il numero 22 è pronto a ripetersi. Davanti, Morata recupera il suo posto da titolare e appoggerà sua maestà CR7 nelle sue trame offensive. Un undici titolare da sogno, per dimostrare che la Juve non è affatto morta, anzi è ancora viva.

IBRA, CR7 E GIGIO – Di duelli ne vedremo parecchi, questo è poco ma sicuro. Su tutti, quello tra Sua maestà CR7 e Dio Zlatan. Due campioni fuori dal tempo, verrebbe da dire. Il portoghese, a 36 anni, ha già messo a segno 27 reti e si appresta a mettere un’ipotesa sulla conquista del titolo di re dei marcatori. L’ennesimo record di una carriera che rimarrà negli annali. Dall’altra parte lo svedese, 39 anni compiuti, che da quando è ritornato in Italia ha preso in mano un Milan ormai privo di ogni certezza. Questa è la loro notte. Il fenomeno portoghese, dopo la doppietta messa a segno nei minuti finali contro l’Udinese, ha spento con i fatti ogni critica che gli era stata mossa a seguito di varie prestazioni molto al dì sotto delle aspettative. Zlatan, non segna dalla trasferta di Firenze, non ha mai segnato a Torino contro la Juve. E’ arrivato il momento di cancellare questa clamorosa statistica. 51 gol in due in questa stagione. Quando l’età non ha numero. Se vi sentite avanti con gli anni, chiedete a loro su come ottenere l’elisir di lunga vita. Infine tra i tanti temi che porta con sè questo Juve-Milan il capitolo Gianluigi Donnarumma. L’estremo difensore rossonero, non ha ancora deciso se proseguire il proprio matrimonio con il club di Via Aldo Rossi. Nonostante abbia espresso la volontà rimanere a Milano, non ha ancora firmato il rinnovo del proprio contratto. Il ds Paratici, in queste settimane si è incontrato con il procuratore del giocatore Mino Raiola. La Juve sarebbe disposta a mettere sul piatto 10 milioni per convincere Gigio a trasferirsi a Torino. Il numero 99 rossonero prende tempo. In attesa di capire quale tra le due squadre riuscirà a centrare la qualificazione alla prossima Champions. I supporter milanisti che si erano radunati lo scorso sabato davanti ai cancelli di Milanello per avere un confronto diretto con Gigio, erano stati categorici. Se il predestinato non avesse rinnovato entro ieri, oggi sarebbe dovuto rimanere in panchina. Provocazione bella e buona, segno che questa situazione sta iniziando a creare malumori tra i tufosi milanisti. Maldini ha ribadito che certe scelte, le prende solo la società. Ecco che stasera Gigio sarà in campo dall’inizio. Dal bacio della maglia, alle lacrime di settimana scorsa. Gigio sa quanto sia importante dimostrare di aver retto tutte le pressioni di queste settimane. Una cosa è certa: lui la Champions la giocherà. Resta da capire con quale maglia, ma lo sapremo molto presto. Ora tutti concentrati sull’ennesimo atto di una sfida che non finisce mai.

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TATTICA-MENTE, Un tempo di ombre e un tempo di luci in Milan-Verona

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L’analisi della partita di ieri

PRIMO TEMPO – Durante la prima frazione è andato in scena il momento più difficile di questo inizio di campionato. Mai il Milan finora aveva sofferto tanto il pressing avversario, non riuscendo praticamente mai a prendere in mano le redini del gioco. L’intensità del Verona dà i suoi frutti già al minuto 7 con il goal di Caprari. L’azione è nata da un clamoroso appoggio sbagliato di Ballo Touré, da lì in poi si possono evidenziare almeno tre errori in serie: il primo è di Bennacer che respinge centralmente nel tentativo di anticipare Kalinic, poi Kessie arriva in netto ritardo sulla respinta, e infine un Calabria distratto si fa infilare dal movimento dello stesso Caprari. In generale gli Scaligeri sembravano assatanati per quanto corressero: i raddoppi erano sistematici e il centrocampo rossonero ha fatto una fatica immensa nel costruire azioni. Data la presenza di Giroud, si è cercato spesso di alzare il baricentro per via aerea, più che con il fraseggio. Il rigore del raddoppio è un svista del var che non segnala il pestone di Kalinic su Romagnoli, ma anche qui Tomori si ritrova solo contro due avversari prima del cross di Lazovic.

SECONDO TEMPO – L’Hellas ha subito diverse rimonte in questo campionato e non è un caso. Giocare in maniera così intensa alla lunga non paga se non si hanno tutti i giocatori in forma smagliante. Il calo degli avversari è stato evidente, ma è dovuto anche al diverso atteggiamento del Milan, molto più propositivo e convinto rispetto al primo tempo. Dunque, prima Giroud di testa, poi Kessie su rigore e infine l’autorete di Gunter ribaltano la partita. Non sono le uniche occasioni: i rossoneri hanno creato almeno due o tre altre palle-goal nitide e dopo l’1-2 si è avuta la costante impressione che sarebbero arrivati i 3 punti. É bastato un tempo di assedio per risolvere una pratica che all’intervallo sembrava insormontabile. Per questa ragione questa vittoria vale più delle altre e ci permette di continuare a sognare.

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MILAN, Ibra tocca quota 100 in rossonero

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Importante traguardo per il fuoriclasse svedese

TRAGUARDO – Nella sfida contro il Verona, Zlatan Ibrahimovic ha festeggiato le 100 presenze con la maglia del Milan. Lo svedese è entrato in campo al 77′, esattamente un minuto prima che arrivasse l’autorete di Gunter. All’età di 40 anni, Ibrahimovic ha ancora un obiettivo che intende raggiungere. Vincere un ultimo trofeo prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. E chissà che questo trofeo non possa essere proprio lo scudetto.

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CHAMPIONS LEAGUE, Designato l’arbitro di Porto-Milan

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Il fischietto tedesco Brych dirigerà la sfida tra i lusitani ed i rossoneri

CHAMPIONS – E’ stata resa nota la squadra arbitrale di Porto-Milan, match valido per la terza giornata di Champions League. I rossoneri si trovano ancora a 0 punti e devono assolutamente vincere se vogliono continuare a lottare per raggiungere gli ottavi di finale.

ARBITRO: Felix Brych GER
ASSISTENTI: Mark Borsch GER – Stefan Lupp GER
QUARTO UOMO: Daniel Schlager GER
VAR: Marco Fritz GER
ASSISTENTE VAR: Chris Kavanagh ENG

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