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FOCUS, Kjaer è il capitano che tutti vorrebbero avere

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Il comportamento impeccabile del nostro Simon nella gara tra Danimarca e Finlandia

EROE – Ieri avremmo potuto assistere alla gara più tragica di tutta la storia degli Europei. Christian Eriksen che sviene in mondovisione con gli occhi sbarrati è un’immagine che difficilmente potrà essere dimenticata, ma per fortuna è l’unica che abbiamo, grazie all’intervento di Simon Kjaer e dei suoi compagni che si sono frapposti tra Chris e le telecamere. Ma partiamo dall’inizio. Simon è il primo a correre verso l’amico e a prestare i primissimi soccorsi. Ha evitato che ingoiasse la lingua e ha posizionato il suo corpo in modo da agevolare le cure. Poi arrivano i medici, ossia gli altri grandi eroi della vicenda, e per 12 minuti il mondo si ferma nel più sconfortante pessimismo, in attesa di un miracolo.

GESTIONE ESEMPLARE – In questi momenti la maggioranza delle persone perderebbe la testa in preda al panico, ma non capitan Kjaer. Prima organizza la sua squadra in modo tale da preservare la privacy di un Eriksen nel mezzo delle cure, poi va a consolare e a dar forza alla moglie disperata. In tutto questo dramma Simon ha dimostrato una forza e una lucidità invidiabile, anche quando guarda impassibile le cure dei medici tra i compagni di spalle che non hanno il coraggio di assistere alla scena. Infine tutti insieme hanno scortato la barella fuori dal campo, sperando di evitare la deriva più drammatica.

SOLO UNO SPAVENTO – Dopo la sospensione della gara sono arrivate le notizie che tutti aspettavamo. Eriksen non è più in pericolo di vita e ha addirittura chiamato i suoi compagni per invitarli a riprendere la partita. Purtroppo lo spavento è stato enorme e sul campo la Danimarca ne ha risentito. Kjaer non ha retto al peso di quel che era accaduto e il tecnico lo ha sostituito. Dopo un’esperienza del genere, era lecito che non riuscisse a giocare. Ha visto la morte negli occhi del suo grande amico e con freddezza è riuscito per primo a evitare il terribile epilogo. Il tifoso milanista deve essere orgoglioso di avere in squadra un uomo di questo spessore.

GRAZIE AI MEDICI – Dopo aver osannato meritamente il comportamento di Kjaer, credo sia fondamentale elogiare il lavoro dei medici. Senza di loro, oggi parleremmo di un decesso in mondovisione. E in questo momento di grande sfiducia verso il mondo della medicina e della scienza, il loro successo di ieri vale doppio perché ci ricorda quanta importanza abbia il mestiere del dottore. Parlo dei dottori veri, non degli “esperti da tastiera” che hanno scelto da un giorno all’altro di parlare di medicina. Per concludere, un grande in bocca al lupo a Christian Eriksen, sperando possa riprendersi al più presto. Magari tornando a mostrare la sua classe innata in un rettangolo di gioco.

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  1. Pingback: GAZZETTA DELLO SPORT, Capitan Kjaer: fascia al braccio anche con il Milan - SoloxMilanisti

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FOCUS, Il punto sui prossimi avversari

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Alla scoperta dello Spezia di Thiago Motta, prossimo avversario del Milan

L’AVVERSARIO – Centrare la terza vittoria consecutiva, per la prima volta da quando allena il Milan. Questo l’obiettivo di mister Pioli, e proverà a raggiungerlo proprio domani sera. Quando a San Siro arriverà Lo Spezia di Thiago Motta. Avversario che lotta per non retrocedere. Ma che in alcun modo va sottovalutato. Specie perchè i rossoneri affronteranno i liguri senza poter contare su diverse colonne portanti, come Tonali, Kessie, Bennacer, Kjaer, Tomori, Romagnoli. 6 titolarissimi, che in un momento così cruciale della stagione avrebbero fatto parecchio comodo. Rimanere concentrati, senza pensare che tra pochi giorni a San Siro arriverà la Juventus di Allegri. Senza pensare che al rientro della sosta, ci sarà il derby. Le insidie che stanno dietro alla sfida di domani sono tante. Contro la compagine allenata da un ex interista, mantenere alta la guardia è di vitale importanza.

Confermato il consueto 4-3-3, con l’estremo difensore Provedel che imposta l’azione centralmente insieme ai due difensori centrali. Con i mediani che si abbassano per impossessarsi della sfera. In modo tale da servire al meglio gli esterni, non appena riescono a crearsi spazi di manovra. Maggiore, una delle principali insidie dei liguri. Insieme a Bastoni, Verde e Gyasi. Giocatori molto interessanti, pronti a dire la loro al Meazza. Lo Spezia si trova al sedicesimo posto, a quota 19 punti. 21 le reti fatte, 41 quelle subite. All’andata i rossoneri vinsero all’ultimo respiro. Segno evidente, che quando bisogna tirare fuori gli attributi, Lo Spezia non si tira certo indietro. Salvezza da una parte. Scudetto dall’altra. Due squadre con obiettivi molto diversi. Ma entrambe pronte a dare il massimo.

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MILAN-SPEZIA, In avanti possibili conferme per i titolari di Venezia

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Le probabili scelte del mister

IL PUNTO – In difesa e a centrocampo mister Pioli non ha tanta scelta a causa delle numerose assenze di questi giorni. Per fortuna però l’attacco è tornato al completo e dunque, si può puntare su diverse possibilità. Secondo Tuttomercatoweb, dovrebbero essere confermati gli interpreti che sono scesi in campo a Venezia, ossia Leao, Diaz e Saelemaekers dietro Zlatan Ibrahimovic. Messias, Rebic e Giroud saranno armi da utilizzare a gara in corso.

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PIOLI: “Dobbiamo giocare da squadra. Se fosse per Tomori tornerebbe in campo già domani”

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Le parole del mister nella conferenza della vigilia di Milan-Spezia:

Sulla partita:

“Dobbiamo giocare da squadra. Affrontiamo un avversario che nelle ultime trasferte non ha subito goal vincendo sia a Napoli che col Genoa. Dovremo avere le idee chiare. Le prestazioni dei singoli sono importanti, ma se la squadra le esalta in un certo modo”.

Su Rebic:

Ha avuto problematiche abbastanza importanti, ci vorrà un po’ di tempo soprattutto per uno con le sue caratteristiche che va di strappi e di forza. Non credo ci vorrà tanto per recuperare la forma migliore, ma serve un po’ di pazienza”.

Sul profilo dei difensori da comprare:

La nostra è una strategia condivisa: non vogliamo cambiare tanto per cambiare, ma per avere giocatori che migliorino per qualità, presenza e spessore la rosa. Non vogliamo prenderne uno tanto per dire che abbiamo comprato un giocatore. Kalulu-Gabbia stanno dimostrando che sono giocatori pronti anche per partite importanti. Se capiterà l’occasione giusta il club si farà trovare pronto, altrimenti rimarremo così…Tomori si è fatto male, ma spero che perderà solo 3-4 partite”.

Sulla fascia sinistra:

“Ora gli avversari ci conoscono meglio, quindi dobbiamo sempre variare le nostre posizioni. Theo sta diventando più completo perché va più spesso dentro al campo e si alterna davanti con Leao e Rebic. Sono ragazzi ancora in grande crescita e possono migliorare molto: sono già a livelli alti, ma possono crescere ancora. Stiamo facendo bene anche a destra con Saelemaekers, Messias o l’inserimento dei terzini“.

Su San Siro:

“In questo periodo, per il clima, i terreni non possono essere dei migliori. Non credo che l’infortunio di Fik sia riconducibile al terreno. I troppi impegni non permettono un intervento. Dopo la sosta speriamo di giocare su un terreno più pulito, per essere più veloci. Sulla rosa: abbiamo recuperato due giocatori e ne abbiamo persi altri due”.

Su Pellegri:

“Sta sicuramente meglio, ma credo che tornerà dopo la sosta. Ha qualità, ma ha avuto troppa poca continuità nel lavoro per dimostrarle”.

Su Brahim:


“Il Milan può fare a meno di qualsiasi giocatore, non è dipendente da nessuno. Adesso sta tornando brillante, ma dipende dai giocatori mantenere le gerarchie. Se le prestazioni calano, c’è un altro pronto a subentrare. Se vuoi giocare nel Milan e farlo da titolare devi essere pronto a tenere alto il livello alto”.

Su Florenzi:

“Florenzi ha avuto bisogno di tempo per ritrovare ritmo e condizione, poi un piccolo problema fisico lo ha rallentato. Alessandro è un giocatore di alto livello, duttile e utile in entrambe le fasi di gioco”.

Sulle palle ferme:

“Stiamo lavorando per cercare di migliorare in fretta la fase difensiva nei calci da fermo avversari. Abbiamo preso troppi goal da queste situazioni”.

Su Tomori:

“Se fosse per lui giocherebbe domani. L’intervento di solito richiede quattro settimane, i tempi sono quelli, vedremo. L’intervento è andato bene, è la prima volta che gli capita un infortunio del genere. Se poi saranno 4 settimane o più o meno è troppo prematuro per dirlo”.

Sul modo di riprendere le partite all’intervallo:

“La gestione dell’intervallo per me è abbastanza simile. Sfrutto il tragitto dal campo agli spogliatoi per avere le idee chiare in testa da dire alla squadra, poi lascio due minuti alla squadra e, poi, dopo il confronto con i video-analisti, do qualche indicazione tattica per migliorare la partita”.

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