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FOCUS, Tre punti in palio in tre temi. Benvenuti a Juventus-Milan!

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Racchiudere un grande classico del nostro calcio in tre chiavi di lettura non è stato semplice. Tanti gli spunti che una gara così affascinante fornisce, uniti alla contingenza di un momento chiave per il finale di stagione e il prossimo futuro. Senza alcuna pretesa di esaustività ne ho scelti tre. Le altre riflessioni le lascio all’interpretazione del lettore.

A VOLTE RITORNANO – Se il copione dell’andata verrà rispettato anche per il secondo atto della sfida di campionato, occorrerà allora munirsi di un rilevatore di velocità da posizionare lungo la linea del fallo laterale. Juventus e Milan fanno, infatti, dell’incursione sull’esterno una chiave tattica di rilievo nello sviluppo delle rispettive manovre. In particolare la fascia destra bianconera e la fascia mancina rossonera dove imperverseranno Juan Cuadrado, il miglior assist-man della Serie A (11) e Theo Hernandez, 6 reti e 7 assist in stagione. Dallo stesso lato tornerà ad operare Federico Chiesa, recuperato dopo l’infortunio rimediato nella gara di Bergamo, e nuovamente a disposizione di Andrea Pirlo. Le sue iniziative, la sua corsa, i suoi inserimenti hanno deciso a favore della Juventus la partita d’andata. Due reti, un palo e tanti chilometri percorsi. Ne sa qualcosa Theo Hernandez, surclassato dalla mole di gioco prodotta dall’ex viola lo scorso gennaio. Il match di domenica vedrà la rivincita del terzino sinistro francese?

ATTENTI A QUEI DUE – L’infortunio dello svedese costrinse il Milan a privarsi del suo uomo simbolo nella partita della Befana. Domani si assisterà, invece, alla sfida nella sfida tra i due bomber. Zlatan Ibrahimovic non ha mai timbrato il cartellino contro la Juventus nel nuovo stadio. Due le reti siglate dall’attaccante ai bianconeri con la maglia del Milan, entrambe a San Siro. La prima il 30 ottobre 2010, quando la Juventus di Del Neri vinse per 1-2 sui rossoneri, che poi si sarebbero aggiudicati il campionato. L’ultima rete ai bianconeri risale, invece, alla passata stagione. Sotto di due gol, la squadra di Pioli avviò la rimonta con il calcio di rigore trasformato da Ibra. Mai lo svedese ha gonfiato la rete dello Stadium. Lo stesso può dirsi per Cristiano Ronaldo che con la casacca della Vecchia Signora mai è finito sul tabellino marcatori di uno Juve-Milan casalingo. Due volte ha infilato la porta rossonera a San Siro. L’occasione per sfatare il tabù arriva nel momento in cui il portoghese può consacrarsi re dei cannonieri di Serie A (con la doppietta all’Udinese sono 27 i gol in campionato). E può raggiungere Erling Haaland nella speciale graduatoria dei calciatori che hanno messo a segno più marcature multiple in stagione. Il talento del Borussia Dortmund è a 10, il portoghese a 9.

TRA CAMPO E MERCATO – Osservato speciale dello spareggio Champions non può che essere lui. Il portiere rossonero e della Nazionale azzurra che tanti addetti ai lavori già indicano quale successore di Szczesny tra i pali di Madama. Il calcio sa a volte presentare incontri balordi sul cammino della carriera di un calciatore. La gara di domenica può passare attraverso i piedi, anzi i guantoni di Gigio Donnarumma, che Stefano Pioli ha tutta l’intenzione schierare dal primo minuto tra gli 11 che scenderanno in campo all’Allianz Stadium. E’ la decisione più opportuna. Il ragazzo è impassibile davanti alle voci di mercato e blinderà il fortino rossonero nella partita chiave della corsa all’Europa. La vicenda legata all’assistito di Raiola sembra richiamare un episodio del passato della Juventus che verificò la professionalità di una leggenda del pallone. Catanzaro, stadio Comunale, 16 maggio 1982. I bianconeri hanno guadagnato il calcio di rigore che avrebbe potuto significare la vittoria della gara e con essa quella del ventesimo tricolore. Sul dischetto un irlandese dal destino già segnato poiché a fine stagione lascerà Torino per far posto a Michel Platini. “Avevo due scelte, due possibilità: fare il professionista e calciare bene il rigore, oppure fare il bambino stupido e rifiutarmi di calciare o, peggio, sbagliare volutamente il tiro. Ho scelto di fare il professionista, ho tirato ed ho fatto goal”, ha raccontato Liam Brady al termine della gara. Siamo altrettanto convinti che, comunque andranno le cose e qualunque sarà la maglia indossata da Donnarumma nell’annata che verrà, la sua professionalità non ne sarà in alcun modo inficiata.

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POSTPARTITA, Tonali: “Su Bennacer dal campo sembrava fallo”

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Le parole del centrocampista rossonero, dopo la sconfitta contro il Porto

LE DICHIARAZIONI – Come riporta TMW, Sandro Tonali commenta la terza sconfitta in Champions League del Milan. Di seguito, le sue parole.

Una partita diversa da quella di Anfield:

“Ogni partita è diversa, ogni squadra che incontri è diversa e va affrontata in modi diversi. Oggi ci è mancato lo spirito di Liverpool, non è stata la nostra miglior partita in Champions. Dobbiamo andare avanti sulla strada intrapresa prima di questa partita. Non è andata come volevamo, siamo partiti con fatica ma nel primo tempo abbiamo dimostrato di essere squadra. Nella ripresa abbiamo sofferto insieme fino all’episodio del gol, da lì è nata un’altra partita perché ti scatta quella cosa nella testa. Dobbiamo prenderla come un’altra lezione, dopo quelle col Liverpool e anche con l’Atletico, tenercela dentro perché ora fa male ma in futuro ci può fare bene”

Sul fallo a Bennacer:

“È un episodio che dal campo sembrava fallo, non l’ho ancora rivisto e non ho chiesto. È una cosa che credo l’arbitro abbia valutato, ripeto non l’ho ancora rivisto però dal campo sembrava fallo”

Come valuti le tue prestazioni in Champions League?

“La Champions mi ha dato tanta esperienza, soprattutto l’emozione di scendere in campo col Milan in Champions. Sappiamo che il nostro percorso non è ancora finito, il Milan è capace di fare tutto: non ci butteremo giù”

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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POSTPARTITA, Pioli: “Ci è mancata lucidità e la gestione della palla. Ho già parlato alla squadra”

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Le sue parole nel post gara di Porto-Milan

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Stefano Pioli analizza la sconfitta in trasferta contro il Porto. Queste le sue parole.

Su cosa è mancata alla partita:

“Ci è mancata la lucidità e la gestione della palla. Dovevamo essere più sicuri e perdere meno palloni. Non siamo stati precisi nelle scelte e a questi livelli paghi gli errori”

Sulle assenze:

“Non contano gli assenti, la squadra era competitiva stasera. Forse potevamo avere qualcosa più nei cambi in qualità. Stasera abbiamo sbagliato nella gestione della palla e di solito non ci succede. Siamo stati poco dinamici contro avversari veloci e che sono stati bene sul campo”

Un’analisi della gara:

“C’è sempre una questione di mentalità della partita. L’avevamo preparata bene ma in campo non ci sono riuscite le giocate che di solito ci riescono. Nel primo tempo la partita è stata equilibrata, nel secondo tempo sono stati più bravi loro”

Sull’impresa da compiere:

“Ho già parlato alla squadra. Non abbiamo giocato da Milan e ora dobbiamo reagire. E’ stata una serata storta e ora dobbiamo ripartire. Forse con 9 punti ti qualifichi ma dobbiamo vincere ancora una. Ora dobbiamo concentrarci su Bologna, Torino e Roma e poi penseremo alla Champions e vincere la nostra prima partita davanti ai tifosi”

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