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Editoriali

FOCUS, Tutti i vantaggi del nuovo “San Siro”

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Milan e Inter insieme per il progetto del nuovo stadio. Tra lo scetticismo dei tifosi e il dispiacere nel pensare ad una nuova casa del calcio, le due società hanno messo in piedi un colosso che potrebbe portare enormi vantaggi

LE TAPPE – Da anni il Presidente Scaroni parla e si interstardisce con quello che riguarda il nuovo stadio. Per sbaglio diventato un meme, vi siete mai chiesti perchè il “patron” dei rossoneri tiene a cuore questo tema? Andiamo con ordine, a partire dalle primissime tappe. Tutto ebbe inizio, ufficialmente, a luglio 2019, quando Milan e Inter hanno presentato il progetto di fattibilità del nuovo San Siro che, ahimè, prevede la demolizione del Giuseppe Meazza. A settembre dello stesso anno, sono stati presentati i due disegni finalisti per lo stadio: gli Anelli di Sportium e la Cattedrale di Populous. Qualche mese più tardi, ad ottobre, il Comune di Milano dà l’ok, con 16 condizioni: tra esse, la riduzione del cemento e il mantemimento di parte dello stadio Meazza. A maggio 2020, è stato presentanto il progetto ufficiale: ridotte le volumetrie e salva una parte dello stadio che sarà divisa tra attività sportive e negozi. Salto di sei mesi, fino ad arrivare a novembre: vengono depositati l’integrazione dello studio di fattibilità e il piano economico del masterplan. I club sono in attesa del “sì” della Giunta. Tra marzo e giugno, il Sindaco Sala blocca tutto per dei dubbi riguardanti la società nerazzurra, salvo poi correggersi, dopo un incontro a Palazzo Marino con Zhang. Finalmente arriviamo ad oggi, nel 2021, dove entrambi i club cercano l’approvazione definitiva da parte del Comune per arrivare i lavori entro fine 2022. Per l’inaugurazione finale si dovrà aspettare il 2025, stando alla tabella di marcia.

I DUE PROGETTI A CONFRONTO – Da una parte la Cattedrale, dall’altra gli Anelli. Due progetti ambiziosi, volti a dare una faccia diversa di questa Milano. Nel primo caso, si tratta di una struttuta targata Populous, il quale prende spunto dai due luoghi più prestigiosi di Milano: il Duomo e la Galleria. Un tunnel, inondanto dalla luca solare, abbraccerà l’intera edificazione, la quale sarà avvolta da una facciata in vetro. Inoltre, il tunnel sarà ventilato naturalmente e avrà a disposizione un riscaldamento passivo, per rimanere in regola con l’inquinamento e andare al passo del pollice green. La seconda struttura, invece realiazzata da Manica/Stadium, prevede la costruzione di due anelli, proprio a raffigurare i due Club. Gli anelli si coloreranno in modo diverso sia per il Milan che per l’Inter, mentre altre soluzioni architettoniche sono studiate per la personalizzazione durante i match disputati.

I VANTAGGI – Come già affermato prima, se le due società insistono per la costruzione dello stadio, sicuramente un motivo ci sarà. Oltre ad un fattore di design che ha sempre una propria importanza, dietro c’è anche, e soprattutto, un discorso economico. Infatti, il progetto garantirebbe un incasso pari a 120 milioni a stagione. Non di certo due spicci. Inoltre, il riutilizzo di una parte del Meazza, garantirebbe un interesse del 5% annuo che coprirebbe circa il 90% delle spese totali. (1,2 miliardi tra nuovo stadio, area sportiva, commerciale, d’intrattenimento e della realizzazione del distretto San Siro).Per farvi un piccolo esempio, prendiamo in considerazione il Barcellona e il Real Madrid. Il Camp Nou e il Santiago Bernabue nel 2018-19 hanno portato nelle casse delle due società ben 175 milioni di euro. Un ricco gruzzolo ricavati da biglietti, ristoranti, menù, hospitality, museo e altre attività secondarie. Ci teniamo a informarvi che tali informazioni sono state prese dalla “Gazzetta dello Sport”.

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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FOCUS, Tutti i precedenti tra Porto e Milan

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Altro giro, altra corsa per i rossoneri di Stefano Pioli che questa sera affronteranno i Dragoes di Conceicao

I PRECEDENTI – Questa sera i tre punti sono fondamentali, se si vorrà proseguire il cammino in Champions League. A fare fronte ai rossoneri, ci saranno gli uomini di Sergio Conceiao, coloro che hanno sbattuto fuori la Juventus, non appena un anno fa. Sono tanti i precedenti tra le due formazioni. Il primo, risale al 19779/80 nel primo turno di Champions League: all’andata si registrò un neutro 0-0, mentre al ritorno i rossoneri dovettero piegarsi per 0-1 in casa. Nell’anno 1992/93, più precisamente alla quarta giornata, il Milan restituì il favore, strappando un 0-1 con gol dell’ex Papin. Al ritorno, un corposo 3-0 a favore del Diavolo (Raducioiu, Panucci, Massaro) piegò i lusitani. L’anno seguente, si registra un altro 0-0, mentre nel 1996/97 il Milan conta una sconfitta per 2-3 e un 1-1. Con questo pareggio, si conclude la lista dei precedenti tra le due squadre. Nonostante le difficoltà, i rossoneri sono chiamati alla vittoria e alla conquista dei primi 3 punti.

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FOCUS, Tutti gli assenti e i recuperati per la prossima sfida di Champions League

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E’ ormai risaputo a tutti il famoso detto “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Ed è proprio questo l’attuale motto di mister Pioli, insieme a quello del non mollare mai

GLI ASSENTI – Le giornate passano, ma la lista degli out del Milan rimane, ahimè, sempre lunga e corposa. Gli uomini di mister Stefano Pioli hanno saputo dimostrare tutta la loro compatezza e determinazione, nonostante le decenze in rosa. Se con l’Hellas Verona è filato tutto liscio, la gara di martedì di Champions League, più precisamente con il Porto, trasporta con sè un bagaglio di difficoltà ed esperienza che non è sempre semplice da fronteggiare. I Dragoes, così come i rossoneri, sono alla ricerca della prima vittoria del girone d’andata e non sarà semplice fronteggiare la smania dei tre punti. Il Milan è ancora alle prese con importanti assenze: partiamo dai positivi Brahim Diaz e Theo Hernandez, i due calciatori più in forma della squadra. Maignan resterà fermo per circa 90 giorni, dopo l’operazione di successo al polso sinistro. La lista poi continua con Florenzi e Plizzari, alle prese rispettivamente con una lesione del minisco sinistro e tendinopatia rotulea. Il terzino resterà fermo per altri 20 giorni, mentre il portiere rossonero per 80. Infine arriviamo a Messias e Rebic. L’attaccante brasiliano ha evidenziato una lesione del retto della coscia destra, mentre il croato ha evidenziato una distorsione della caviglia sinistra. Uno dovrebbe ritornare fra una trentina di giorni, mentre l’altro è ancora da definire.

I RECUPERI – Se da una parte le assenze si fanno sentire, dall’altra i rossoneri possono sorridere un po’. Infatti, Tiemouè Bakayoko ieri si è allenato con il gruppo ed è pronto a tornare in gareggiata, dopo il problema al tendine achilleo sinistro. Nel match contro il Verona, Daniel Maldini sembra aver recuperato dall’infiammazione al rotuleo. Insieme al figlio d’arte, anche Davide Calabria sembra essersi ripreso dall’affaticamento riscontrato durante il ritiro in Nazionale. Per Rade Krunic e Zlatan Ibrahimovic qualche minuto di rodaggio sabato: sono entrambi recuperati.

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