Connect with us

Editoriali

FROM FIRE TO COLD

Published

on

Il Sassuolo impera a San Siro: Milan ko e vetta ormai perduta

La prima di Pioli dopo il rinnovo del contratto. Davanti a 50 mila spettatori pronti a vivere l’ennesima giornata da ricordare dopo l’impresa in Champions del Wanda Metropolitano. Ci sono tutti i requisiti per salutare con affetto e con calore il mese di novembre. Ma resta solo un piccolo dettaglio da non trascurare. L’ultima squadra a battere il Milan a casa sua in campionato era stata il Sassuolo. E proprio il Sassuolo si conferma la bestia nera dei rossoneri. 3-1 per i nero-verdi di Alessio Dionisi. Una vittoria netta, limpida e strameritata. A centrocampo non c’è stata davvero storia: emiliani superiori in tutto e per tutto. Certo la troppa sufficienza e forse eccessiva sicurezza mostrata dal diavolo ha fatto il resto. Rossoneri che erano anche passati in vantaggio con Romagnoli sugli sviluppi di un corner. Tifosi in delirio, la festa sembra essere pronta per iniziare. Sembra, appunto. Perchè dal 21′ in poi il Milan stende il tappetino rosso ad un Sassuolo che non si lascia certo sfuggire l’occasione insegnare calcio nella casa del diavolo.

Scamacca con un siluro, assolutamente imprendibile anche per Magic Mike, ristabilisce la parità. Poi al 33′ Simon Kjaer, la roccia danese, perde la propria spada nella propria porta. Un’ autorete che non lascia presagire nulla di buono. San Siro letteralmente gelato. Un Milan che appare, forse per la prima volta in assoluto da quando è iniziata la stagione, molto fragile. Per la prima volta, i rossoneri non riescono a far fronte ad una situazione di avversità. Nel secondo tempo entrano anche Tonali, Kalulu e Messias. Questa volta però il Signore non ne vuole proprio sapere di mandare il diavolo in paradiso. Berardi, questa non è una notizia in fondo, trova il 3-1, il decimo gol in carriera contro il Milan. Mettendo a sedere capitan Romagnoli. Da possibile eroe a simbolo indiscusso di un pomeriggio dal cielo grigio e opaco. Al 77′ il centrale rossonero viene espulso e finisce direttamente sotto la doccia, sotto la doccia. Mala tempora currunt. 7 gol subiti nelle ultime due sfide di campionato. Due ko consecutivi e naturalmente primo posto perso. Ora a guarda tutti dall’alto c’è il Napoli di Spalletti. From fire to cold, dal fuoco al freddo. Per mister Pioli forse è arrivato il momento di effettuare qualche riflessione. E anche in fretta perchè mercoledì si torna subito in campo. A Genova, da Sheva. Quanti bei ricordi. In questo momento ce n’è davvero bisogno.

Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Editoriali

UN PAREGGIO ALL’INSEGNA DELLA NOIA

Published

on

Termina 0-0 la sfida tra Milan e Juventus: un pareggio che non serve a nessuno

Poche emozioni, parecchi errori individuali da ambo le parti. Ne esce uno 0-0 che ha rispecchiato a pieno l’andamento della partita. Ma che, a conti fatti, non serve a nessuno. Il Milan con ogni probabilità, dice addio al sogno scudetto. La Juventus rimane a -1 dall’Atalanta, in quinta posizione. Quando si pensa esclusivamente a non perdere, più che a portare a casa il risultato, succede questo. In un San Siro in cui erano presenti solamente 5mila spettatori, i ragazzi di mister Pioli non riescono a riscattarsi dal passo falso commesso lunedì contro Lo Spezia. Unica nota positiva Sandro Tonali, che a centrocampo lotta come un leone. E che di gran lunga, è stato il migliore in campo per i rossoneri. Magic Mike spettatore non pagante, mai chiamato in causa, anche perchè di tiri nello specchio, la Juventus ne ha totalizzati davvero pochi. Leao poco ispirato, prova ad effettuare alcune percussioni sulla sinistra. Ma nessuna di esse, di fatto, è andata a buon fine. Ibrahimovic è costretto ad abbandonare il rettangolo di gioco nel corso del primo tempo. Al suo posto entra Giroud, che a differenza di quanto avvenuto in Coppa Italia contro il Genoa, non riesce ad incidere in alcun modo nel match.

Si salvano Theo Hernandez e Calabria, forse i giocatori che si sono rivelati più pericolosi. Qualche accelerata dalla sinistra per il francese, che ha anche trovato lo specchio della porta, senza impensierire particolarmente Szczesny. Mentre l’azzurro con delle conclusioni dal limite dell’area, ha fatto salire qualche brivido lungo la schiena dei bianconeri. Ma nulla di eccessivo, sia chiaro. Va detto, per dover di cronaca, che Romagnoli e Kalulu hanno svolto un buon lavoro. Ma va anche detto che Dybala, Cuadrado e Morata non erano particolarmente ispirati. La vittoria di horto muso, a sto giro, non è arrivata. Locatelli, l’ex di turno, non ha inciso. Nervoso e molto sconclusionato, si vede che ha sentito la pressione di giocare in quella che fino a qualche anno fa, è stata anche la sua casa. Non si smuovono le carte nemmeno nella seconda frazione di gioco.

Un colpo di testa bloccato agevolmente da Szczesny, poi null’altro da segnalare. Il calo di forma del Milan è evidente. In tal senso, la sosta arriva proprio nel momento del bisogno. Bennacer è rientrato dalla Coppa d’Africa e nel match odierno, ha trovato spazio. Il Milan si augura di poter recuperare Tomori per il derby in programma il 6 febbraio. Contro l’Inter, i rossoneri dovranno sfoderare una prestazione molto diversa da quella odierna. I campioni d’Italia sono solidi, compatti e colpiscono quando meno te lo aspetti. Se li affronti senza un minimo di motivazione, puoi solo sognare di uscirne indenne. Se invece, scenderai in campo con la giusta dose di cattiveria agonistica, il discorso cambia. La realtà è una sola. Il Milan ad oggi, non è ancora pronto per vincere il tricolore.

Continue Reading

Editoriali

LA FATAL SPEZIA

Published

on

Milan rimontato in casa dallo Spezia, addio scudetto?

E’ successo tutto quello che non doveva accadere. Un tempo si parlava di Fatal Verona, ora lo stesso appellativo può essere utilizzato per Lo Spezia di Thiago Motta. L’anno scorso fu Vincenzo Italiano, alla guida dei liguri, ad infliggere ai rossoneri una sconfitta che si rivelò determinante per la lotta scudetto. Quest’anno, a giocare un bel tiro mancino al diavolo, ci ha pensato un ex interista. Thiago Motta, con la sua filosofia di calcio, ha espugnato San Siro. Ha battuto un Milan che nel nuovo anno, tra campionato e Coppa Italia, aveva collezionato solo vittorie. Adesso, i fantasmi della scorsa stagione, di quando più o meno in questo stesso periodo, l’Inter riuscì a prendere definitivamente il volo. Effettuando una marcia trionfale verso la conquista del titolo. A meno di rocamboleschi colpi di scena, il copione sembra destinato a rimanere analogo. Fragili mentalmente, incapaci di amministrare una situazione di vantaggio. E troppo superficiali in molte situazioni della partita. Senza considerare che, l’assenza dei titolari, si fa sentire parecchio.

Specie se non possiedi dei ricambi all’altezza. Gabbia e Kalulu, per quanto possano impegnarsi, non garantiscono la stessa sicurezza di Kjaer e Tomori. In mezzo al campo, Krunic e Bakayoko danno conferma di essere diverse spanne sotto ai vari Tonali, Kessie e Bennacer. Nel corso del primo tempo, i rossoneri più volte vanno vicini al gol. Nel finale, ottengono un rigore sacrosanto che Hernandez non riesce a concretizzare. Già questo doveva essere un segnale che qualcosa sarebbe andato storto. Rafael Leao però, conferma di essere l’arma in più a disposizione di mister Pioli. E’ lui, con un cucchiaio provvidenziale, a portare in vantaggio il Milan. Ma la maledizione, è tutt’altro che terminata. Il gol che avrebbe dovuto spostare gli equilibri, si è rivelato un’arma a doppio taglio. Anziché rientrare dagli spogliati con la bava alla bocca, con la voglia di trovare la rete della sicurezza, il diavolo preferisce adagiarsi sugli allori. Ed ecco aumentare con una certa rapidità, errori di disimpegno e di disattenzione. Lo Spezia prende coraggio e trova il pareggio, strameritato. Al 64′ azione velocissima e micidiale dei liguri, con Kalulu e Gabbia che letteralmente presi in controtempo dagli attaccanti avversari. Agudelo da due passi non sbaglia l’appuntamento con il gol. Da quel momento si gioca in una porta sola. Il Milan le prova tutte per trovare la rete del nuovo vantaggio che significherebbe primato in classifica. Si vive di speranza, ma non è questo il caso. Provedel è in serata di grazia, sfodera una serie di interventi semplicemente straordinari, tiene a galla i suoi compagni. E fa venire il diavolo a quattro ai ragazzi di mister Pioli.

Una squadra che lotta per lo scudetto, non può ridursi all’ultimo per avere la meglio su una che si trova ancorata nei bassifondi della classifica. E questa è una doverosa premessa che va fatta. Ma per dover di cronaca, va detto che la rete che ha condannato il Milan alla sconfitta, è arrivata pochi secondi dopo che Serra aveva fermato il 2-1 rossonero. Il direttore di gara fischia un fallo ai limiti dell’area subito da Rebic, ma se avesse fatto proseguire l’azione, avrebbe convalidato il tiro a giro di Messias, finito direttamente nel sette. Il perchè non sia stata applicata la regola del vantaggio, rimane un mistero. A pochi secondi dal triplice fischio, Kovaleko serve Gyasi in mezzo all’area che beffa Maignan in uscita, con un preciso angolino che si infila all’angolino basso. Milan 1-2 Spezia. Thiago Motta esulta, così come tutto il popolo nerazzurro. La beffa è servita. Primo ko casalingo dell’anno. Insomma, la settimana poteva iniziare meglio. Domenica arriva la Juve di Allegri. Occorrerà cambiare atteggiamento, altrimenti si rischia un’altra figuraccia. Le attenuanti ci sono anche, dalle assenze, ad una decisione arbitrale ai limiti dell’assurdo. Ma ciò non toglie che questo Milan, non ha ancora la mentalità per vincere lo scudetto.

Continue Reading

Editoriali

UN BEL GENOA TIENE TESTA AL MILAN

Published

on

I rossoneri vincono ai Supplementari contro un ottimo Genoa

Missione compiuta, ma che fatica. Da una parte un Milan che per almeno 70 minuti di gioco, non è di fatto sceso in campo. Dall’altra un Genoa che è venuto a San Siro per giocarsela a viso aperto, contro una delle squadre più forti d’Italia. La prima di Andriy Shevchenko al Meazza da avversario, sulla panchina del grifone. La Curva Sud non poteva certo non omaggiare quello che per tanti anni, è stato il proprio idolo indiscusso. Ci si attendeva un Milan arrembante, ma così non è stato. In questa prima partita di Coppa Italia, i rossoneri appaiono deconcentrati e molto superficiali per gran parte del match. I giocatori del Genoa, lottano, corrono e combattono su ogni pallone. Si vede che il tecnico ucraino ha preparato al meglio una sfida che, per ovvie questioni di cuore, per lui non sarà mai come le altre. E la caparbietà, viene premiata.

Ostigard, sugli sviluppi di un corner, trova la deviazione vincente che supera Maignan. Genoa avanti, con merito. Verticalizzazioni e cambi di gioco precisi a millimetro. Nessuno oggi, avrebbe scommesso un centesimo che quella di Sheva, è una squadra che al momento si trova in penultima posizione nel nostro campionato. Il Milan appare letteralmente in bambola. Perde Tomori, costretto ad abbandonare il rettangolo verde dopo soli 24′ di gioco. Nemmeno il tempo di rientrare in campo dopo essere risultato negativo al Covid, che dovrà stringere i denti per garantire la propria presenza almeno per la sfida contro la Juventus. Da questo punto di vista, in casa rossonera, continua veramente a piovere sul bagnato. Il diavolo non riesce a spiccare il volo, nemmeno con l’ingresso in campo di Florenzi, che ha preso il posto proprio del centrale inglese. Theo Hernandez non è in giornata, Messias in avanti prova a dare un’accelerata, senza tuttavia riuscirsi. Krunic perde palloni a raffica. E Oliver Giroud, fatica ad essere servito. Mister Pioli nel secondo tempo getta nella mischia Bakayoko, Brahim Diaz, Leao e Saelemaekers. Il cambio di marcia si vede. E al 74′ con un autentico eurogol, Giroud trova il pari. L’atmosfera di San Siro inizia a riscaldarsi.

Finalmente, il Milan entra in partita. E per il Genoa iniziano i guai. Il grifone regge e resiste. Riuscendo a portare la gara ai tempi supplementari. un autentico miracolo per Sheva sotto il cielo di quello che rimarrà per sempre, il suo San Siro. Un diavolo spento, ora trova la forza, per incanalare la qualificazione ai quarti, nel binario giusto. Leao si illumina d’immenso e con un tiro-cross al 102′ beffa Semper, portando avanti il Milan. Gli spauracchi sembrano essersi dissolti. Rossoneri in vantaggio e percorso in discesa. Ci sarà tempo anche per il 3-1 di Saelemaekers, che spedisce i rossoneri direttamente ai quarti di finale. Dove ad attenderli ci sarà la vincente di Lazio-Udinese. Massimo risultato, con il massimo sforzo. Avere ragione del Genoa solo ai supplementari. Nel calcio, non esiste mai nulla di scritto. La lezione che i rossoneri dovranno imparare dalla partita contro i liguri, è proprio questa.

Continue Reading

Trending

Copyright © 2021 Soloxmilanosti.com edito da Koros Editore p.iva/cod.fis. 94286360485 Testata Registrata Presso la Cancelleria del Tribunale di Firenze n° 5994 - Direttore responsabile: dr Luca Russo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: