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FOCUS, Ibra e il Milan: una storia condita a suon di gol

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Quando tutto ebbe inizio – Resterei qui a vita, il Milan è casa mia“: queste le parole con le quali Zlatan Ibarhimovic ha commentato il rinnovo del proprio contratto con il Milan fino al 30 giugno del 2022. A quasi 40 anni compiuti lo svedese non ne vuole sapere di appendere gli scarpini al chiodo. Anzi ha ancora voglia di mettersi in gioco, continuare a segnare. E soprattutto chiudere la propria carriera alzando un ultimo trofeo, proprio con indosso la casacca rossonera. Una storia, quella tra il campione nato a Malmoe ed il club di Via Aldo Rossi durata ben 130 partite. Con 84 reti messe a segno da un giocatore che indubbiamente con la sua personalità le sue dichiarazioni, ha scritto di diritto il proprio nome nell’albo di questo sport. Tutto ebbe inizio più di dieci anni fa.

L’Inter aveva appena fatto il Triplete sotto la gestione di Mourinho. Il Milan messo in ombra dai recenti successi dei nerazzurri doveva tornare ad essere protagonista. E per farlo aveva bisogno di puntare su qualcuno disposto a tornare in Italia per vincere ancora. Dopo un mercato praticamente fermo, ecco arrivare il colpo last minute. In stile Adriano Galliani, dopotutto era lui a sostenere che i grandi affari vanno in porto gli ultimi giorni di mercato. Ecco che il 28 agosto del 2010 il Milan ufficializzò l’acquisto di Zlatan Ibrahimovic.

Lo svedese, reduce da una stagione non semplice al Barcellona, tornò nella sua Milano. Questa volta nella sfonda opposta, desideroso di vendicarsi dello sgarbo subito lo scorso anno. Quando l’Inter lo fece approdare in terra catalana in cambio di Samuel Eto’o. La vendetta è un piatto che va consumato lentamente. Il rinato Milan, che acquistò anche dal Manchester City per 18 milioni il brasiliano Robinho, si stava preparato per disputare una stagione d’alto livello.

I Primi gol e lo scudetto – Il debutto in rossonero dello svedese non fu dei migliori. Nella seconda giornata di campionato il Milan perse clamorosamente 2-0 a Cesena, con lo stesso Ibra che nel finale sbagliò un calcio di rigore. La sua prima rete con questa nuova maglia arrivò il 22 settembre del 2010. All’Olimpico contro la Lazio, gara poi terminata sul risultato di 1-1. Contro l’Auxerre in Champions League il suo primo gol davanti al suo nuovo pubblico. Fu un’annata nella quale almeno all’inizio gli uomini di Allegri faticarono a trovare continuità di risultati. La vera e propria svolta si ebbe nel derby d’andata, con lo svedese che affrontò e sconfisse il suo recente passato. Dopo essere stato atterrato fallosamente in area da Materazzi, il numero 11 si presentò sul dischetto e con uno sguardo implacabile, siglò il gol dell’1-0 che valse i tre punti.

Era il 14 novembre del 2010, il Milan grazie alla vittoria sui cugini volò in testa alla classifica. Posizione dalla quale non si scollerà più. A due giornate dal termine, i rossoneri ebbero la matematica certezza della vittoria del tricolore. Il diciottesimo della loro storia. Il primo, purtroppo l’unico dell’era Ibrahimovic. L’anno successivo il Milan si rese protagonista di un duello ricco di colpi di scena contro la Juventus targata Antonio Conte, terminato con la vittoria finale dei bianconeri. Nonostante lo svedese riuscì a chiudere il campionato in cima alla classifica dei marcatori, con ben 28 reti messe a segno, decise di cambiare aria. Il numero 11, insieme a Thiago Silva salutarono a Milano per approdare al Paris Saint Germain.

Una squadra che nel giro di pochi anni avrebbe riscritto le gerarchie del calcio. Fu l’inizio della fine del Milan, che dovette salutare anche molti senatori come Seedorf, Nesta, Gattuso, Zambrotta, Van Bommel. E che da quel momento in poi dovette assistere al dominio assoluto sul suolo italiano della Vecchia Signora. Dopo anni di trionfi, di vittorie, di successi, iniziarono per utilizzare un’espressione storica, i cosiddetti secoli bui rossoneri.

A volte ritornano – Come nei migliori romanzi che si rispettino, tutte le storie hanno un lieto fine. Nel gennaio del 2020 lo svedese, reduce dall’esperienza ai Los Angeles Galaxy fece ritorno al Milan. All’età di 38 anni si sentiva pronto a ricominciare ad essere protagonista nel Vecchio Continente. E per riuscirci decise di caricarsi sulle spalle le sorti di una squadra che di grande ormai aveva ben poco, anzi praticamente nulla al dì fuori del nome. I rossoneri avevano appena subito un’imbarcata dall’Atalanta ed erano distanti anni luce dalle zone alte della classifica. Mister Pioli faticava a trovare la quadra giusta, insomma la situazione generale del club di Via Aldo Rossi era tutt’altro che rosea. Con lo svedese tornato a ricoprire il ruolo di condottiero, nel giro di un anno si assistette alla rinascita rossoneri.

Con il diavolo pronto ad abbandonare l’inferno per tornare in paradiso. 28 reti tra campionato, Coppa Italia ed Europa League da quando ha indossato nuovamente la casacca a tinte rossonere. Chi affermava con ironia e spavalderia che non sarebbe più stato in grado di fare la differenza, è stato abbondantemente messo a tacere dallo svedese. I rossoneri ora inseguono il traguardo Champions. Competizione dalla quale sono assenti da ormai 7 anni. Mancano 6 partite al termine del campionato, i ragazzi di Pioli stanno vivendo un momento di stanchezza più che comprensibile. Ma forti del secondo posto in classifica, sono ancora padroni del loro destino.

Lunedì voleranno a Roma per affrontare la Lazio di Simone Inzaghi, in cerca di riscatto dopo il 5-2 subito dal Napoli. Il numero 11, che ha saltato la sfida contro il Sassuolo, persa dai rossoneri, a causa di un affaticamento muscolare farà di tutto per esserci all’Olimpico. Nello stadio dove 10 anni fa mise a segno la prima delle sue 84 reti totali in rossonero. Dove tutto ebbe inizio. Tornare in Champions, lo vuole il Milan. Lo vuole Ibra che in mente ha un altro obiettivo: arrivare a quota 100 reti con la maglia del diavolo.

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POSTPARTITA, Berardi: “Il Milan mi porta fortuna. Spero di continuare così”

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Le sue parole, al termine del match contro il Milan

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di DAZN, Domenico Berardi parla nel dopo gara di MilanSassuolo. Queste le sue parole.

Sulle emozioni:

“Sono contentissimo, mi sembra di vivere un sogno. Lo sto vivendo alla grande, questa squadra meritava di fare i tre punti. Ultimamente abbiamo fatto ottime prestazioni ma non abbiamo raccolto. Oggi invece abbiamo giocato su un campo difficile contro una grandissima squadra, devo fare i complimenti ai ragazzi”

Sui numeri contro il Milan:

“Non lo so, mi porta fortuna. Faccio sempre gol e spero di continuare così”

Oggi l’avete ribaltata:

“Non riuscivamo mai a portare a casa punti, invece oggi nel secondo tempo abbiamo fatto il salto di qualità che ci mancava”

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POSTPARTITA, Tonali: “E’ stata una partita diversa. Non abbiamo dimostrato di giocare da Milan”

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Le sue parole, dopo la sconfitta a San Siro

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di DAZN, Sandro Tonali parla nel dopo gara di MilanSassuolo. Queste le sue parole.

Sul match:

“È stata una partita diversa tra quelle vissute in questa settimana Milan. L’unica in cui non abbiamo dimostrato di giocare da Milan. Nel primo tempo abbiamo creato tanto ma non siamo riusciti a trovare le conclusioni e lo abbiamo pagato. Quando non riesci a concludere sono cose che paghi, al primo errore ci hanno subito segnato. Non credo che sono mancate energie, abbiamo trovato una squadra che gestiva bene il palleggio e siamo andati in difficoltà: può succedere anche a noi. Non credo che sia questione di energie. Abbiamo trovato difficoltà e non siamo riusciti a reagire come facciamo di solito. Una giornata storta, ora dobbiamo rialzarci e per fortuna si gioca fra tre giorni”

Ti trovi meglio a due? Con quale compagno ti senti a tuo agio?

“L’anno scorso ti avrei detto a tre, oggi ti dico a due. Per tornare a tre mi servirebbe ancora un po’ di tempo. Siamo con lo stesso metodo da due anni, e ora sta andando molto meglio rispetto all’anno scorso. Non ha importanza il compagno ma è importante lavorare tutti e 4 bene e farsi ritrovare pronti. Bisogna essere pronti con qualsiasi compagno, non ti dico il nome del compagno perché non c’è uno preferito”

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POSTPARTITA, Tonali: “Male il non gestire il vantaggio. Contro il Genoa dobbiamo vincere”

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Le sue parole, dopo la sconfitta con il Sassuolo

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di MilanTv, Sandro Tonali parla nel dopo partita di MilanSassuolo. Di seguito, le sue parole.

Sugli errori:

“Ci ha fatto male non gestire il vantaggio dell’1-0 e subire una rete dopo tre minuti. Questo ci ha influenzato e poi abbiamo subito il 2-1 poco dopo e non abbiamo reagito. Non abbiamo avuto una reazione all’altezza del Milan. Anche oggi abbiamo preso 3 gol, abbiamo fatto tanti errori e possiamo fare di più”

Sulla gara col Genoa:

“Giochiamo subito e si può subito reagire in un’altra partita. Dobbiamo vincere e questo è il nostro obiettivo”

Vi siete rilassati dopo la partita con l’Atletico?

“Non credo ci sia stato un rilassamento. Siamo professionisti. La vittoria di Madrid ci dà fiducia e non ci deve fare rilassare. Il problema è stato subire due gol in maniera ravvicinata e non riuscire ad essere cinici dopo tante occasioni create”

La squadra è preoccupata?

“Non siamo preoccupati ma è brutto essere il Milan e perdere due partite in campionato in un momento così. Dopo le prime 11 partite di campionati abbiamo visto che non c’è nulla di cui preoccuparsi, c’è da rialzarsi e tornare a giocare da Milan come abbiamo sempre fatto”

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