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Ielpo: “Origi universale. CDK sembra giù psicologicamente”

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di “Tutti Convocati”, trasmissione in onda su Radio 24, Mario Ielpo, ex portiere rossonero, parla dei neo acquisti del Milan. In modo particolare, il focus è su Divock Origi, che ieri sera ha trovato la prima rete stagionale a San Siro, e Charles De Ketelaere. Di seguito, le affermazioni di Ielpo.

“Giocatore universale Origi. E’ importanta avere un giocatore così veloce in avanti. Giroud negli spazi fa fatica, è un giocatore da sponda o uno stoccatore in area. E’ un’ottima notizia, perchè nelle prime partite sembrava che l’ex Liverpool volesse strafare. De Ketelaere? – continua Ielpo -Ci son sempre stati giocatori un po’ così, anche Leao aveva quegli atteggiamenti nel primo anno. Anche se qui andiamo anche oltre, perchè De Ketelaere mi sembra proprio tanto giù psicologicamente. Il liscio nella circostanza di ieri è inspiegabile”

Ielpo
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Ielpo parla di crollo psicologico, ma è realmente così?

Charles De Ketelaere era in prima fila a godersi l’abbraccio finale dello stadio dopo un 2-0 al Bologna griffato anche dalle sue magie, vedi l’assist per Leao e il bacio di Rafa, immagine copertina della prima da titolare da milanista del belga. Ieri no, ieri CDK non si vedeva semplicemente perché non c’era: il saluto della curva rossonera ha travolto tutti, dall’infortunato Brahim al terzo portiere Jungdal, tutti tranne il biondo col 90 sulle spalle, risucchiato dal mondo alla rovescia nel quale sembra essere finito ultimamente. Il pomeriggio con il Monza, scandito dai gol e dalle giocate dei ragazzi di talento schierati da Pioli, si è chiuso con quell’errore goffo a pochi passi da Di Gregorio, e Charles al fischio finale ha preferito filare dritto negli spogliatoi che raccogliere gli applausi dei tifosi. Testa bassa, morale probabilmente anche di più: segnali come questo, adesso, preoccupano persino più dei gol sbagliati.

Tempo e volontà anche perché l’amarezza del momento andrà dribblata nello stretto: Zagabria è dietro l’angolo, il recupero di Diaz è in salita e le chiavi del Milan passeranno nuovamente nelle mani di De Ketelaere. Pioli, uno che di semine e raccolti se ne intende, ieri ha usato un termine di paragone ingombrante solo all’apparenza: se al Diaz di oggi riesce tutto quello che a questo De Ketelaere non riesce, è perché lo spagnolo conosce il Diavolo meglio del compagno.  Del resto, da Leao a Tonali, il suo Milan è una collezione di campioni sbocciati quando i più impazienti pensavano che in casa rossonera avessero puntato sul cavallo sbagliato. Magari seguendo le dritte di Origi: quella botta sotto la traversa può finalmente aver scritto il suo nuovo inizio in rossonero.

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