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Editoriali

In Europa l’arbitro lascia correre di più…o meno

EPISODIO CHIAVE – Ieri a San Siro è andata in scena una non partita. Tutte le premesse di bel calcio in una sfida di cartello come quella tra Milan e Chelsea, sono state infrante dal signor Siebert al minuto 18, quando Tomori poggia le mani sulla schiena di Mount con l’intento di contrastarlo. L’arbitro tedesco ha scelto di essere il protagonista del match, inventandosi di sana pianta un calcio di rigore con annessa espulsione. Una decisione del genere mette in crisi il calcio in quanto sport di contatto. Forse pensava di giudicare una competizione di valzer…

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DIREZIONE – Oltre all’episodio decisivo, mister Siebert si è fatto notare per la leggerezza nell’estrarre i cartellini. L’espulsione di Tomori è solo il coronamento di una gara con dieci sanzioni disciplinari, di cui nove gialli. Cinque sono stati sventolati solo nel primo tempo. Chi non ha visto la partita potrebbe pensare che Milan-Chelsea si sia trasformata in un incontro di boxe. E invece no, nessun comportamento antisportivo. I giocatori in campo sono stati corretti per tutta la durata del match e i Blues, Mount compreso, non hanno minimamente protestato in occasione del rigore. Per un momento non ci hanno creduto nemmeno loro. Non si aspettavano che Babbo Natale fosse tedesco.

RIMPIANTI – Avrei voluto scrivere un pezzo che parlasse di calcio, ma il calcio è passato in secondo piano. Il Milan aveva approcciato la gara in maniera esemplare, chiudendo il Chelsea nella propria metà campo per i primi diciotto minuti. Alla prima occasione dei Blues succede quel che succede e addio sogni di gloria. Sui social qualcuno ha esortato Siebert a fare dei provini per il ruolo di Kapò in un film sulla seconda guerra mondiale. Non ci resta che piangere come il grande Troisi oppure non ci resta che riderci su. Sdrammatizzare, si sa, aiuta sempre a digerire le delusioni. E poi la qualificazione è ancora lì, a portata di mano…

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