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Editoriali

Kessie, già arrivato il pentimento?

MALUMORE – Si è arrivati solo a metà novembre e già si può partire con la frase “Frank, te l’avevamo detto”. Secondo Carlo Pellegatti, Kessie non sta vivendo un periodo felice in quel di Barcellona e vorrebbe ritornare con la coda tra le gambe al Milan. Finora ha totalizzato sette presenze nella Liga, di cui solo due da titolare. In Champions gli è andata meglio dal punto di vista del minutaggio, ma la sua squadra ha fallito il passaggio del turno, arrivando dietro all’Inter. Insomma, è una riserva di lusso e poco più.

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TIFOSI – Quando si parla di Kessie, il pubblico rossonero è spaccato in due. Da una parte c’è chi lo considera un traditore alla pari di Calhanoglu e Donnarumma e dall’altra c’è chi lo perdona perché è andato via da Campione d’Italia. Il sottoscritto fa parte di questo secondo gruppo, ma ciò non mi esime dal contestare le sue scelte professionali. Un suo ritorno sarebbe utile dal punto di vista tecnico, anche perché non è stato rimpiazzato a dovere. Sicuramente dovrebbe riconquistare la fiducia dei tifosi a partire da zero. E poi, escludendo Ibra, al Milan le minestre riscaldate non hanno mai funzionato.

PRECEDENTI – Lasciare il Milan è una condanna per chiunque cerchi di fare un salto verso club più blasonati, perché di club più blasonati, Real Madrid a parte, non ne esistono. Lo dimostrano Kakà, Shevchenko e il già citato Gigio Donnarumma. Se n’è accorto anche Kessie e deve essere una premonizione per Leao, nel caso scegliesse di non rinnovare. Nessuna squadra è superiore al Milan, tante però sono più ricche. A questo punto, la domanda è una: è meglio essere protagonisti e felici con qualche milioncino in meno oppure comprimari tristi e coperti d’oro? Qual è la risposta, Frank?

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