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La Gazzetta dello Sport: “Milan, che lezione”

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Una partita da dimenticare per il Milan, che potrebbe trasformarsi in una giornata di Serie A intera da dimenticare, se alla sconfitta di ieri si aggiungesse il sorpasso dell’Inter, che stasera affronta la Lazio. Il calcio sarà anche uno sport poco prevedibile, ma va detto che ieri è stata la peggior prestazione da quando Stefano Pioli allena il Diavolo, escludendo il 5-0 a Bergamo del dicembre 2019. I suoi ragazzi non reggono bene la partita per tutti i 90 minuti, venendo letteralmente surclassati dallo Spezia, sempre in controllo del match. Ora Pioli avrà bisogno di risposte, delle quali ce ne sono state abbastanza, dopo le sconfitta di quest’annata, se pensiamo al Lille, la Juventus e l’Atalanta. Non accadeva da 419 giorni che i rossoneri chiudono una partita fuori da San Siro con una sconfitta. Bisognerà rifarsi contro la Stella Rossa e l’Inter.

Il match contro i bianconeri è tutto di Italiano e la sua squadra, che non cede spazio ai rossoneri. Pressione, contropiedi, tiri in porta…tutto ciò che il Milan non ha potuto gestire in maniera corretta. Si è visto di fatto anche dal contropiede partito dallo sbaglio di Theo Hernandez, che in fase di avanzamento perde il pallone e permette ad Agudelo di ripartire. Con l’aiuto di Gyasi, alla fine è Maggiore che a porta vuota non ha problemi ad insaccare e portare in vantaggio lo Spezia. Mentre il primo gol nasce da uno sbaglio da parte del Milan, il secondo è un vero capolavoro da parte della squadra ligure. Uno schema di punizione indiretta con un tiro diritto nell’angolino alto (imparabile per Donnarumma) mette il risultato al sicuro (2-0). C’è poco da dire, è stata una “lezione di calcio“, come riferisce la “Gazzetta dello Sport”, da parte di Italiano e i suoi ragazzi, che avrebbe potuto finire anche 3-0, ma al 90′ è la traversa a salvare i rossoneri.

Il campionato è ancora lungo. Il prossimo impegno riguarda una competizione differente, una chance per ripartire e far dimenticare la sconfitta di ieri. Nulla è perso fino a qui, perche il Milan resta sempre in vetta della classifica e saldamente in zona Champions League. Come detto anche da Pioli stesso, che dello scudetto se ne parla a maggio. Di certo non adesso giocando così. Il prossimo passo prevede fare bene anche in Europa League. Al derby si decideranno tante cose, così come nella partita successiva contro la Roma. Ma non bisogna mollare in un momento come questo.

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TATTICA-MENTE, Un tempo di ombre e un tempo di luci in Milan-Verona

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L’analisi della partita di ieri

PRIMO TEMPO – Durante la prima frazione è andato in scena il momento più difficile di questo inizio di campionato. Mai il Milan finora aveva sofferto tanto il pressing avversario, non riuscendo praticamente mai a prendere in mano le redini del gioco. L’intensità del Verona dà i suoi frutti già al minuto 7 con il goal di Caprari. L’azione è nata da un clamoroso appoggio sbagliato di Ballo Touré, da lì in poi si possono evidenziare almeno tre errori in serie: il primo è di Bennacer che respinge centralmente nel tentativo di anticipare Kalinic, poi Kessie arriva in netto ritardo sulla respinta, e infine un Calabria distratto si fa infilare dal movimento dello stesso Caprari. In generale gli Scaligeri sembravano assatanati per quanto corressero: i raddoppi erano sistematici e il centrocampo rossonero ha fatto una fatica immensa nel costruire azioni. Data la presenza di Giroud, si è cercato spesso di alzare il baricentro per via aerea, più che con il fraseggio. Il rigore del raddoppio è un svista del var che non segnala il pestone di Kalinic su Romagnoli, ma anche qui Tomori si ritrova solo contro due avversari prima del cross di Lazovic.

SECONDO TEMPO – L’Hellas ha subito diverse rimonte in questo campionato e non è un caso. Giocare in maniera così intensa alla lunga non paga se non si hanno tutti i giocatori in forma smagliante. Il calo degli avversari è stato evidente, ma è dovuto anche al diverso atteggiamento del Milan, molto più propositivo e convinto rispetto al primo tempo. Dunque, prima Giroud di testa, poi Kessie su rigore e infine l’autorete di Gunter ribaltano la partita. Non sono le uniche occasioni: i rossoneri hanno creato almeno due o tre altre palle-goal nitide e dopo l’1-2 si è avuta la costante impressione che sarebbero arrivati i 3 punti. É bastato un tempo di assedio per risolvere una pratica che all’intervallo sembrava insormontabile. Per questa ragione questa vittoria vale più delle altre e ci permette di continuare a sognare.

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Calciomercato

MILAN, Adli: “Quando Maldini ti chiama non c’è bisogno di pensarci troppo”

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Le parole del centrocampista francese prossimo ad indossare la casacca rossonera

LE PAROLE – Attraverso un’intervista concessa a Telefoot, Yacine Adli ha parlato del suo prossimo trasferimento al Milan. Di seguito le parole del centrocampista in prestito al Bordeaux:

“Quando Maldini ti chiama per spiegarti che un grande club come il Milan ti vuole, non c’è bisogno di pensarci molto. È motivo d’orgoglio, anche per le mie origini. Non lo avrei mai immaginato”

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SOCIAL, Ibrahimovic: “Voi camminate, io volo”

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SOCIAL – Sul proprio profilo Instagram, Zlatan Ibrahimovic ha commentato con grande soddisfazione il suo rientro in campo, verificatosi nella sfida contro il Verona. Lo svedese è entrato sul rettangolo di gioco al 77′ minuto, proprio qualche istante prima che arrivasse l’autorete di Gunter.

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