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L’impresa del Milan: spende zero, ma si rafforza. Le analisi di mercato

Continua il modus operandi di Casa Milan, in un mercato di gennaio, dove occasioni e fantasie potevano fungere da tentazioni, spinte dall’istinto. Invece, Maldini e Massara hanno continuato a lavorare con razionalità e coerenza: acquisti mirati e funzionali, per aiutare la squadra a rinforzarsi nei reparti più bisognosi e inseguire l’obiettivo del quarto posto. Facciamo una piccola analisi sull’aspetto economico e sul costo del cartellini in entrata: Meite è in prestito per un milione di euro (diritto di riscatto fissato sui 8-9 milioni), uguale per Fikayo Tomori (con diritto di riscatto fissato sui 26 milioni) e infine Mandzukic a zero. Totale spesa (ingaggi compresi): 2,85 milioni di euro. In uscita, invece, sono altrettanto 3 gli esuberi: Conti, Musaccchio e Duarte. La partenza del brasiliano in Turchia, permette alla casse rossonere di risparmiare 900mila euro lordi. L’arrivo del difensore argentino, oltre a fruttare un milione di conguaglio, permette di risparmiare 1,85 milioni lordi d’ingaggio. Infine, arriviamo alla cessione più alta in Casa Milan: il terzino italiano arriva in Emilia in prestito con diritto di riscatto fissato a 7 milioni e che diventerà obbligo in caso di salvezza. In caso di riscatto, il Milan registrerà una plusvalenza di 4,01 milioni , una cifra molto vicina alla spesa per Mandzukic, Tomori e Meite. Una strategia di mercato molto simile a quella di un anno fa: Ibrahimovic (costo zero), Kjaer (riscatto fissato a 3,5 milioni) e Saelemaekers (1 milione per il prestito e 7 per il riscatto), a cui vanno aggiunti i 29 milioni guadagnati dalle cessioni e dagli ingaggi.

Aspirante giornalista sportiva. Studentessa di Scienze della Comunicazione.

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