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MALDINI: “I conflitti con la società mi hanno cambiato”

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Il direttore sportivo rossonero si racconta con l’autore di una sua autobiografia

LE DICHIARAZIONI – Non poteva esserci occasione più adatta per Paolo Maldini per raccontare molti aneddoti del suo lavoro come dirigente del Milan. Durante un confronto con Diego Guido, autore dell’opera autobiografica intitolata Paolo Maldini 1041, il direttore sportivo ha raccontato cosa significa ricoprire un ruolo così importante.

“La verità è che dopo il licenziamento di Zvone, anche io ero fuori. Siamo stati molto diretti tra noi nel dirci cosa non ci piaceva della idee dell’altro. Poi ci sono le conoscenze calcistiche: se io di calciatori ne so qualcosa, lui ne sa moltissimo. E’ molto più bravo di me, lo ammetto senza alcun problema, ad analizzare una partita e un giocatore. Vedeva cose che io non notavo. E ci completavamo molto bene. Lui osservava più i centrocampisti e i giocatori offensivi, io mi concentravo più sui difensori”

RAPPORTO CON LEONARDO

Mi sono sentito inadatto a accompagnarlo per i primi sei mesi. Tante cose le sapevo, tante idee già le avevo. Però a livello pratico dovevo imparare un lavoro nuovo. Credo di aver iniziato davvero a dare il mio apporto quando Leo mi ha detto che se ne sarebbe andato. Lì mi sono detto “e adesso che cazzo succede?”. Non mi sentivo sicuro a dover condurre una trattativa. Ci sono specificità del lavoro che dovevo ancora approfondire. Poi ho iniziato a doverlo fare da solo ed è diventata la cosa più naturale del mondo. Ho capito cosa dire e cosa non dire. Come cambiare registro sulla base dell’interlocutore, quelli con cui serve parlare chiaro e quelli con cui devi usare più diplomazia. Se sei sempre stato in questo mondo e usi buonsenso sono cose che poi vengono molto facili. Ed è bello farle”

SU RANGNICK

“Ricordo che ne avevamo parlato io e Boban nel suo ufficio. Gli avevo detto che mi ero stancato, che dovevo dire delle cose. E quindi ho pubblicamente detto quello che sentivo giusto. La stessa cosa l’aveva fatta poi lui. Rimanendo, però, fino al termine della stagione per il senso di responsabilità. Verso l’allenatore e verso i giocatori con cui parlavo sempre. Verso il Milan. Mi ero detto che dovevo arrivare fino a fine stagione. A quel punto, con l’accordo con Rangnick ormai fatto, avrei lasciato. Poi però le cose sono cambiate e ora sono qui”.

SCOPRIRE UN GIOCATORE

“Mi dà molta soddisfazione seguire un giocatore, sceglierlo, riuscire a portarlo qui e vedere che gioca bene. Con i giovani, magari che vengono anche da altri paesi, le variabili sono davvero tante. Riuscirci è molto bello. Sono arrivati tanti ragazzi giovani per la prima squadra o la Primavera. E con loro non incontri solo il ragazzo e l’agente, ma anche la mamma, il papà, i fratelli. I genitori mi chiedono di prenderci cura dei loro figli. Io rispondo che anche io sono papà, che baderemo ai loro figli e che sono sempre i benvenuti. A livello umano credo di essere portato a trasmettere certe cose ai ragazzi e alle loro famiglie”

IL SUO LAVORO

“Mi piace fare il mio lavoro seguendo i miei principi, senza farmi condizionare dal momento, dall’eventuale basso budget a disposizione, dall’eventuale flessione di risultati della squadra”. Sulle scelte di mercato: “Non sempre si riesce ad arrivare all’accordo. A volte devi lasciare determinati giocatori sui cui volevi puntare molto e affrontare questa cosa in modo equilibrato. L’equilibrio fa bene a me e fa bene a loro, perché poi il rapporto rimane. Come sempre le cose importanti sono il rispetto e l’onestà. Quando tu sei onesto che cosa ti possono rimproverare? Che non hai acquistato Messi? Io non ti mai detto che avevo i mezzi per riuscirci”

LE SUE IDEE

“Se penso alle mie idee di quando sono arrivato, idee sportive intendo, e a quelle che ho adesso, è cambiato il mondo. Ho visioni completamente diverse. Le ho cambiate anche grazie ai conflitti interni con la proprietà, a confronti con idee diverse dalle mie, con persone diverse da me. Ho vissuto risultati che non mi sarei aspettato così negativi o così positivi. Avevo certezze che ho dovuto mettere in discussioni e cambiare. Adesso la mia visione è diversa, ma probabilmente se me lo chiederai tra due anni sarà ancora diversa”

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DI MARZIO: “Ancora distanza tra le parti sul rinnovo di Kessie”

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L’aggiornamento del noto esperto di mercato

IL PUNTOGianluca Di Marzio è intervenuto sul sito di Williamhillnews.it per parlare di alcuni rinnovi molto chiacchierati. Ovviamente si è soffermato anche sulla situazione di Kessie. Le sue parole:

“Il Milan ha messo sul piatto la sua offerta di rinnovo, ma le richieste dell’entourage dell’ivoriano (che durante le Olimpiadi aveva affermato di voler rimanere) sono ritenute eccessive. Al momento c’è dunque distanza tra le parti e per sbloccare la situazione servirà che il centrocampista – che piace a mezza Europa e che a zero rappresenterebbe un vero e proprio affare – venga incontro al club”.

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BOL-MIL, La lista degli indisponibili si allunga ancora

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L’elenco degli assenti nella trasferta di sabato

ASSENZE – L’emergenza infortuni non si placa. Oggi Pioli ha annunciato le assenze di Kessie e Pellegri, mentre Rebic non recupera per sabato. Ecco la lista completa degli indisponibili:

Maignan – operazione, infortunio traumatico 
Plizzari – operazione 
Theo Hernandez – covid
Diaz – covid 
Kessiè – influenza 
Rebic – distorsione 
Pellegri – infiammazione 
Florenzi – operazione 
Messias – problema muscolare

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PIOLI: “Kessie non ci sarà per un’influenza, non recupera neanche Rebic. Potrebbe giocare Castillejo”

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Le dichiarazioni del mister nella conferenza della vigilia

CONFERENZA – Il mister Stefano Pioli ha risposto alle domande dei giornalisti nella vigilia di Bologna-Milan. Le sue parole sull’avversario:

“Sono tre anni che io e Sinisa ci affrontiamo, vuole dire che c’è una buona programmazione nei due club. Sono cambiate tante cose però, il calcio è fatto di step e di cambiamenti. Ora il Bologna ha cambiato modo di giocare, ci aspetta un avversario di buone qualità. Con la Lazio ha vinto aspettando gli avversari e ripartendo velocemente. Conosco Mihajlovic, siamo preparati a qualsiasi atteggiamento ma conterà muovere la palla velocemente: dovremo farli muovere. Affrontiamo una squadra con qualità importanti. Saranno motivati, stanno bene e hanno avuto tutta la settimana per preparare la partita. Dovremo stare concentrati ed essere convinti dei nostri mezzi”.

Sulla sconfitta di Oporto:

“Abbiamo valutato la prestazioni, le poche positive e quelle negative. Poi siamo tornati in campo per prepararci alla partita di domani, sarà una gara difficile. Ora pensiamo alle prossime tre gare di campionato, poi penseremo alla Champions. Siamo consapevoli che abbiamo fatto una brutta partita. Abbiamo perso troppi palloni e siamo stati poco compatti in difesa. Abbiamo capito i nostri errori, dobbiamo cercare di non ripeterli domani contro un avversario che ci metterà in difficoltà”

Sull’attaccante titolare:

“Ibra ha bisogno di allenarsi e di giocare. Si allena in gruppo da una settimana. Il suo minutaggio sarà in crescendo, devo ancora decidere chi partirà titolare tra lui e Giroud. Rebic ha provato a esserci ma ha ancora dolore alla caviglia. La condizione attuale di Ibra e Giroud non ci permette di giocare con le due punte, quando staranno bene potranno giocare insieme. Pellegri ha avuto un piccolo problema e domani non ci sarà”. 

Sui recuperi:

“Rispetto alla partita di Porto recuperiamo Conti e Castillejo. Kessie ha avuto una forte influenza e domani sarà fuori. Castillejo è disponibile ed è uno di quelli che potrebbe giocare”. Tutti gli altri stanno bene, compreso Tomori. E’ disponibile, poi vedremo se giocherà. La formazione la deciderò domani mattina”. 

Su Daniel Maldini:

Il primo tempo contro il Verona è stato difficile per tutti. Daniel sta crescendo e si farà trovare pronto“.

Sulle 100 panchine con il Milan:

“Sono concentrato su domani, non sapevo di questo traguardo. È normale che sia bello essere qui, mi sento bene con tutti e sto bene con tutti. Dobbiamo pensare al presente; si parla tanto del futuro, tanto del campionato, tanto della Champions: dobbiamo pensare a far bene domani. La stagione è ancora molto lunga e noi dobbiamo avere nella continuità il nostro punto di forza. Sono deluso quando non giochiamo al nostro livello e non vinciamo, ma sono convinto che abbiamo una squadra che sa riprendersi e sa giocare a calcio”.

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