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MALDINI: “Quando il Milan chiama i giocatori iniziano a sognare”

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Dalle problematiche legate al Covid-19 ai prossimi acquisti del Diavolo: parla Paolo Maldini

LE PAROLE – Il dirigente rossonero, ai microfoni di So Foot, ha parlato delle ambizioni del Milan:

“Abbiamo avviato il nostro progetto prima che si verificasse questa pandemia. E ora tante squadre ci stanno guardando: perché il Milan quest’anno? Perché il Milan è riuscito ad essere autosufficiente? Come ha fatto il Milan a ringiovanire la rosa? Credo che siamo presi come esempio di un club virtuoso e vedremo se vinceremo anche in futuro. Per quanto riguarda gli acquisti di giocatori, cerchi di prendere quelli che ritieni più funzionali al tuo progetto, e c’è anche un mercato di persone che lavorano con i club che sono gli scout, gli osservatori, i dirigenti. Spetta alla proprietà e ai dirigenti dei diversi settori scegliere le persone giuste. Credo che il Milan, in Italia senza dubbio e anche in Europa, sia considerato un club virtuoso. Ad oggi il Milan non può permettersi di avere un top player dal punto di vista finanziario. Quando saremo stati in Champions League per quattro o cinque anni di fila allora potremo fare altri sacrifici economici”. 

Maldini, ha poi parlato della strategia – sul mercato – del Milan:

“Prima di tutto, quando hai meno tempo di quanto avrebbe potuto avere la prima presidenza Berlusconi, ad esempio, quando non hai molta scelta, devi essere creativo. Io, il primo anno, sono stato chiamato da Leonardo, e avevamo una visione diversa di come doveva essere la squadra. Il primo anno il club ha fatto investimenti importanti, anche se quando si calcolano le entrate e le uscite, la spesa non è stata eccessiva per un club come il Milan. Dopo la partenza di Leo, per necessità economiche – il Milan perdeva e continuava a perdere più di cento milioni all’anno – si imponeva austerità negli acquisti e si era programmato di scommettere sui giovani per avere una squadra più giovane e più competitiva. Certo, le persone che ho scelto di lavorare con me in tutto questo (Zvonimir Boban e Ricky Massara) avevano in mente che lavorare per il Milan significa rispettare quella che è stata la nostra storia. Non possiamo costruire un progetto che non abbia l’idea, per quanto piccola, di essere vincente nel breve periodo. La sfida era quindi quella di tornare competitivi e avere una società finanziariamente virtuosa. E devo dire che oggi abbiamo trovato quell’equilibrio. Il Milan ha abbassato l’età media dei giocatori, è la squadra più giovane d’Italia, una delle squadre più giovani d’Europa. La strada è stata tracciata. In tutto questo, l’esperienza di chi ha giocato serve non a comprare un giocatore solo perché è giovane, ma anche ad essere attento ad avere guide, giocatori più esperti in grado di guidare i più giovani. E questo è fondamentale”.

Il valore del Milan in Europa e il peso che ha sul calciomercato:

“Sono molto fortunato, sono un ex giocatore rispettato e vincente. E poi ho la possibilità di lavorare per il Milan. Credimi: il Milan non si qualifica per la Champions League da otto anni, ma quando il Milan chiama, i giocatori di tutto il mondo iniziano a sognare. Certo, guardiamo al futuro, ma il passato, che dobbiamo rispettare, conta e come. Quando ti chiami Milan e chiami un giocatore, sei uno dei tre club di maggior successo al mondo. Dobbiamo sempre ricordarlo. Per noi è più difficile portare un giocatore oggi. Economicamente chiediamo ai giocatori che vengono a fare dei sacrifici. I giocatori che vengono qui sono lì perché vogliono davvero esserci. Questi sono giocatori che hanno rinunciato a molti degli stipendi che avevano prima di venire qui. Dobbiamo essere creativi e non possiamo combattere con gli altri club. L’ho sempre detto: il fair play finanziario ha fatto bene al calcio perché c’è meno debito, ma ha allargato il divario tra i grandi club e chi vuole investire e tornare competitivo. Abbiamo un fatturato che è circa un quarto o un quinto dei club vincitori in Europa. Il Milan ha le stesse entrate che aveva nel 2000, giusto per farti capire. Sono passati vent’anni e da allora il mondo è andato in una direzione diversa”. 

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DI MARZIO: “Ancora distanza tra le parti sul rinnovo di Kessie”

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L’aggiornamento del noto esperto di mercato

IL PUNTOGianluca Di Marzio è intervenuto sul sito di Williamhillnews.it per parlare di alcuni rinnovi molto chiacchierati. Ovviamente si è soffermato anche sulla situazione di Kessie. Le sue parole:

“Il Milan ha messo sul piatto la sua offerta di rinnovo, ma le richieste dell’entourage dell’ivoriano (che durante le Olimpiadi aveva affermato di voler rimanere) sono ritenute eccessive. Al momento c’è dunque distanza tra le parti e per sbloccare la situazione servirà che il centrocampista – che piace a mezza Europa e che a zero rappresenterebbe un vero e proprio affare – venga incontro al club”.

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BOL-MIL, La lista degli indisponibili si allunga ancora

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L’elenco degli assenti nella trasferta di sabato

ASSENZE – L’emergenza infortuni non si placa. Oggi Pioli ha annunciato le assenze di Kessie e Pellegri, mentre Rebic non recupera per sabato. Ecco la lista completa degli indisponibili:

Maignan – operazione, infortunio traumatico 
Plizzari – operazione 
Theo Hernandez – covid
Diaz – covid 
Kessiè – influenza 
Rebic – distorsione 
Pellegri – infiammazione 
Florenzi – operazione 
Messias – problema muscolare

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PIOLI: “Kessie non ci sarà per un’influenza, non recupera neanche Rebic. Potrebbe giocare Castillejo”

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Le dichiarazioni del mister nella conferenza della vigilia

CONFERENZA – Il mister Stefano Pioli ha risposto alle domande dei giornalisti nella vigilia di Bologna-Milan. Le sue parole sull’avversario:

“Sono tre anni che io e Sinisa ci affrontiamo, vuole dire che c’è una buona programmazione nei due club. Sono cambiate tante cose però, il calcio è fatto di step e di cambiamenti. Ora il Bologna ha cambiato modo di giocare, ci aspetta un avversario di buone qualità. Con la Lazio ha vinto aspettando gli avversari e ripartendo velocemente. Conosco Mihajlovic, siamo preparati a qualsiasi atteggiamento ma conterà muovere la palla velocemente: dovremo farli muovere. Affrontiamo una squadra con qualità importanti. Saranno motivati, stanno bene e hanno avuto tutta la settimana per preparare la partita. Dovremo stare concentrati ed essere convinti dei nostri mezzi”.

Sulla sconfitta di Oporto:

“Abbiamo valutato la prestazioni, le poche positive e quelle negative. Poi siamo tornati in campo per prepararci alla partita di domani, sarà una gara difficile. Ora pensiamo alle prossime tre gare di campionato, poi penseremo alla Champions. Siamo consapevoli che abbiamo fatto una brutta partita. Abbiamo perso troppi palloni e siamo stati poco compatti in difesa. Abbiamo capito i nostri errori, dobbiamo cercare di non ripeterli domani contro un avversario che ci metterà in difficoltà”

Sull’attaccante titolare:

“Ibra ha bisogno di allenarsi e di giocare. Si allena in gruppo da una settimana. Il suo minutaggio sarà in crescendo, devo ancora decidere chi partirà titolare tra lui e Giroud. Rebic ha provato a esserci ma ha ancora dolore alla caviglia. La condizione attuale di Ibra e Giroud non ci permette di giocare con le due punte, quando staranno bene potranno giocare insieme. Pellegri ha avuto un piccolo problema e domani non ci sarà”. 

Sui recuperi:

“Rispetto alla partita di Porto recuperiamo Conti e Castillejo. Kessie ha avuto una forte influenza e domani sarà fuori. Castillejo è disponibile ed è uno di quelli che potrebbe giocare”. Tutti gli altri stanno bene, compreso Tomori. E’ disponibile, poi vedremo se giocherà. La formazione la deciderò domani mattina”. 

Su Daniel Maldini:

Il primo tempo contro il Verona è stato difficile per tutti. Daniel sta crescendo e si farà trovare pronto“.

Sulle 100 panchine con il Milan:

“Sono concentrato su domani, non sapevo di questo traguardo. È normale che sia bello essere qui, mi sento bene con tutti e sto bene con tutti. Dobbiamo pensare al presente; si parla tanto del futuro, tanto del campionato, tanto della Champions: dobbiamo pensare a far bene domani. La stagione è ancora molto lunga e noi dobbiamo avere nella continuità il nostro punto di forza. Sono deluso quando non giochiamo al nostro livello e non vinciamo, ma sono convinto che abbiamo una squadra che sa riprendersi e sa giocare a calcio”.

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