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Milan, 35 anni fa ebbe inizio l’era Berlusconi

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Sotto la presidenza di Berlusconi i rossoneri hanno vinto 29 titoli

UN’EPOCA IRRIPETIBILE – Se il Milan è diventata la realtà blasonata e prestigiosa che noi tutti conosciamo, gran parte del merito va attribuita ad un uomo che ha contribuito forse più di chiunque altro ha contribuito a rendere grande questa squadra. Il 20 febbraio del 1986 Silvio Berlusconi acquistava il Milan e il 24 marzo dello stesso anno ne divenne ufficialmente il presidente. Erano periodi molto bui per i colori rossoneri. Il club era stato coinvolto in prima linea nello scandalo del Totonero, a causa del quale fu punito con la retrocessione in Serie B. Non solo, la pessima gestione dell’imprenditore Giuseppe Farina aveva condotto il Milan verso l’orla del fallimento. Un destino che sembrava scritto fino a quando non arrivò Berlusconi. Dopo aver risistemato i guai economici del club, provvide subito a resettare l’asse societario. Adriano Galliani venne nominato come amministratore delegato, mentre il ruolo di direttore generale venne assegnato ad Ariedo Braida. Il presidente era pronto a far decollare la sua squadra:

“Vogliamo costruire una squadra che duri nel tempo. Soprattutto una squadra che possa ritornare con stile, con classe, con cuore sulle scene nazionali e internazionali per ridare al Milan la sua tradizione”

Una impegno che è stato portato a termine. I risultati, ma soprattutto la bacheca è sotto gli occhi di tutti. 29 trofei vinti, tra cui 8 scudetti e 5 Coppe dei Campioni/Champions League, con 8 finali disputate. Vittorie, successi, trionfi. Resi possibili grazie ad una figura che ha dedicato gran parte della propria vita al calcio. Nel 2017, Berlusconi decise di ritirarsi dalla scena e di consegnare la società nelle mani di Li Yonghong. L’avventura del cinese si rivelò fallimentare sotto ogni punto di vista. Attualmente è il fondo Elliott a gestire il club. Tante gioie e soddisfazioni ma anche alcuni rammarichi, come la maledetta notte di Istanbul. Il Milan berlusconiano ne ha trascorse davvero tante.

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TATTICA-MENTE, Un tempo di ombre e un tempo di luci in Milan-Verona

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L’analisi della partita di ieri

PRIMO TEMPO – Durante la prima frazione è andato in scena il momento più difficile di questo inizio di campionato. Mai il Milan finora aveva sofferto tanto il pressing avversario, non riuscendo praticamente mai a prendere in mano le redini del gioco. L’intensità del Verona dà i suoi frutti già al minuto 7 con il goal di Caprari. L’azione è nata da un clamoroso appoggio sbagliato di Ballo Touré, da lì in poi si possono evidenziare almeno tre errori in serie: il primo è di Bennacer che respinge centralmente nel tentativo di anticipare Kalinic, poi Kessie arriva in netto ritardo sulla respinta, e infine un Calabria distratto si fa infilare dal movimento dello stesso Caprari. In generale gli Scaligeri sembravano assatanati per quanto corressero: i raddoppi erano sistematici e il centrocampo rossonero ha fatto una fatica immensa nel costruire azioni. Data la presenza di Giroud, si è cercato spesso di alzare il baricentro per via aerea, più che con il fraseggio. Il rigore del raddoppio è un svista del var che non segnala il pestone di Kalinic su Romagnoli, ma anche qui Tomori si ritrova solo contro due avversari prima del cross di Lazovic.

SECONDO TEMPO – L’Hellas ha subito diverse rimonte in questo campionato e non è un caso. Giocare in maniera così intensa alla lunga non paga se non si hanno tutti i giocatori in forma smagliante. Il calo degli avversari è stato evidente, ma è dovuto anche al diverso atteggiamento del Milan, molto più propositivo e convinto rispetto al primo tempo. Dunque, prima Giroud di testa, poi Kessie su rigore e infine l’autorete di Gunter ribaltano la partita. Non sono le uniche occasioni: i rossoneri hanno creato almeno due o tre altre palle-goal nitide e dopo l’1-2 si è avuta la costante impressione che sarebbero arrivati i 3 punti. É bastato un tempo di assedio per risolvere una pratica che all’intervallo sembrava insormontabile. Per questa ragione questa vittoria vale più delle altre e ci permette di continuare a sognare.

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MILAN, Ibra tocca quota 100 in rossonero

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Importante traguardo per il fuoriclasse svedese

TRAGUARDO – Nella sfida contro il Verona, Zlatan Ibrahimovic ha festeggiato le 100 presenze con la maglia del Milan. Lo svedese è entrato in campo al 77′, esattamente un minuto prima che arrivasse l’autorete di Gunter. All’età di 40 anni, Ibrahimovic ha ancora un obiettivo che intende raggiungere. Vincere un ultimo trofeo prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. E chissà che questo trofeo non possa essere proprio lo scudetto.

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CHAMPIONS LEAGUE, Designato l’arbitro di Porto-Milan

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Il fischietto tedesco Brych dirigerà la sfida tra i lusitani ed i rossoneri

CHAMPIONS – E’ stata resa nota la squadra arbitrale di Porto-Milan, match valido per la terza giornata di Champions League. I rossoneri si trovano ancora a 0 punti e devono assolutamente vincere se vogliono continuare a lottare per raggiungere gli ottavi di finale.

ARBITRO: Felix Brych GER
ASSISTENTI: Mark Borsch GER – Stefan Lupp GER
QUARTO UOMO: Daniel Schlager GER
VAR: Marco Fritz GER
ASSISTENTE VAR: Chris Kavanagh ENG

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