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Editoriali

MILAN, Avvicinarsi all’Europa che conta senza se e senza ma…

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Dentro all’uovo di Pasqua il Diavolo sperava di trovare una sorpresa dolce e gustosa ma quest’anno l’uovo è stato indigesto…

Quello che conta nel calcio è il verdetto, talvolta severo, del campo che ha sancito il pareggio nel match casalingo, in rimonta, contro la Sampdoria con l’avvicinamento delle dirette concorrenti per la corsa Champions.

Cosi non va: è evidente, il Milan, in questo 2021, ha avuto un andamento troppo altalenante che lo ha definitivamente allontanato dalla corsa per il primo posto ormai appannaggio dell’Inter. I punti di vantaggio sull’Atalanta sono due, quattro su Juventus e Napoli che mercoledì il recupereranno il loro match.  

Il problema attuale del Milan è il Milan. Le prestazioni dei ragazzi allenati da Pioli sono spesso accompagnate dal non gioco, da errori individuali, di leggerezza, di superficialità e collettivi che vanificano tutto quello che di buono è stato costruito nella prima parte della stagione dove Romagnoli e compagni guardavano tutti dall’alto verso il basso. 

Chi vuole ambire a ritornare nella massima competizione europea non può e non deve effettuare il primo tiro in porta al minuto 87’ in una gara casalinga.

Capitolo San Siro: lo stadio milanese non vede un successo dei propri beniamini dalla gara contro il Crotone del 7 febbraio. La rotta va invertita dato che due delle tre prossimi impegni verranno giocate al Meazza. 

Capitolo Nazionali: il turno pre pasquale si è disputato dopo tre impegni delle varie Nazionali per le qualificazioni al Mondiale in Qatar: alcuni giocatori le fatiche le hanno sentite. Due nomi su tutti Zlatan Ibrahimovic e Hakan Chalanoglu, apparsi deludenti: il primo nel ricevere il pallone dai propri compagni e il secondo nel servire nel migliore dei modi i propri compagni di squadra. È evidente che il ritorno di un giocatore, quasi quarantenne, nella propria Nazionale, dopo quattro anni di assenza, ha rappresentato un danno per il club di appartenenza del tesserato. 

Capitolo rinnovi dei contratti: in queste settimane se ne sono scritte e dette molte, forse troppe, alcune senza giusta logica. Il tempo comincia a stringere. Si avvicina, inesorabile, il 30 giugno, ovvero la data di scadenza dei contratti di alcuni calciatori. Più passano le settimane, più l’accordo con i vari procuratori non vengono trovati e più il Milan sente il fiato sul collo, ognuno fa nel sue parti, come vuole la prassi lavorativa, perché sarebbe un errore lasciare partire alcune pedine importanti a parametro zero per mancati accordi con l’agente di turno.  

I matrimoni si fanno in due e l’attesa nei tifosi rossoneri diventa sempre più snervante. Saranno fondamentali gli introiti derivanti dalla qualificazione alla prossima Champions League per sistemare queste pendenze e per dare a mister Pioli (non convincente la sua scelta di schierare Saelemakers da terzino destro) un organico che possa disputare una stagione 2021/2022 importante con la presenza di Gianluigi Donnarumma.

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EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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FOCUS, Tutti i precedenti tra Porto e Milan

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Altro giro, altra corsa per i rossoneri di Stefano Pioli che questa sera affronteranno i Dragoes di Conceicao

I PRECEDENTI – Questa sera i tre punti sono fondamentali, se si vorrà proseguire il cammino in Champions League. A fare fronte ai rossoneri, ci saranno gli uomini di Sergio Conceiao, coloro che hanno sbattuto fuori la Juventus, non appena un anno fa. Sono tanti i precedenti tra le due formazioni. Il primo, risale al 19779/80 nel primo turno di Champions League: all’andata si registrò un neutro 0-0, mentre al ritorno i rossoneri dovettero piegarsi per 0-1 in casa. Nell’anno 1992/93, più precisamente alla quarta giornata, il Milan restituì il favore, strappando un 0-1 con gol dell’ex Papin. Al ritorno, un corposo 3-0 a favore del Diavolo (Raducioiu, Panucci, Massaro) piegò i lusitani. L’anno seguente, si registra un altro 0-0, mentre nel 1996/97 il Milan conta una sconfitta per 2-3 e un 1-1. Con questo pareggio, si conclude la lista dei precedenti tra le due squadre. Nonostante le difficoltà, i rossoneri sono chiamati alla vittoria e alla conquista dei primi 3 punti.

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FOCUS, Tutti gli assenti e i recuperati per la prossima sfida di Champions League

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E’ ormai risaputo a tutti il famoso detto “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Ed è proprio questo l’attuale motto di mister Pioli, insieme a quello del non mollare mai

GLI ASSENTI – Le giornate passano, ma la lista degli out del Milan rimane, ahimè, sempre lunga e corposa. Gli uomini di mister Stefano Pioli hanno saputo dimostrare tutta la loro compatezza e determinazione, nonostante le decenze in rosa. Se con l’Hellas Verona è filato tutto liscio, la gara di martedì di Champions League, più precisamente con il Porto, trasporta con sè un bagaglio di difficoltà ed esperienza che non è sempre semplice da fronteggiare. I Dragoes, così come i rossoneri, sono alla ricerca della prima vittoria del girone d’andata e non sarà semplice fronteggiare la smania dei tre punti. Il Milan è ancora alle prese con importanti assenze: partiamo dai positivi Brahim Diaz e Theo Hernandez, i due calciatori più in forma della squadra. Maignan resterà fermo per circa 90 giorni, dopo l’operazione di successo al polso sinistro. La lista poi continua con Florenzi e Plizzari, alle prese rispettivamente con una lesione del minisco sinistro e tendinopatia rotulea. Il terzino resterà fermo per altri 20 giorni, mentre il portiere rossonero per 80. Infine arriviamo a Messias e Rebic. L’attaccante brasiliano ha evidenziato una lesione del retto della coscia destra, mentre il croato ha evidenziato una distorsione della caviglia sinistra. Uno dovrebbe ritornare fra una trentina di giorni, mentre l’altro è ancora da definire.

I RECUPERI – Se da una parte le assenze si fanno sentire, dall’altra i rossoneri possono sorridere un po’. Infatti, Tiemouè Bakayoko ieri si è allenato con il gruppo ed è pronto a tornare in gareggiata, dopo il problema al tendine achilleo sinistro. Nel match contro il Verona, Daniel Maldini sembra aver recuperato dall’infiammazione al rotuleo. Insieme al figlio d’arte, anche Davide Calabria sembra essersi ripreso dall’affaticamento riscontrato durante il ritiro in Nazionale. Per Rade Krunic e Zlatan Ibrahimovic qualche minuto di rodaggio sabato: sono entrambi recuperati.

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