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Milan, con questo ritmo di gioco i rossoneri possono puntare alla seconda stella

I ragazzi di Stefano Pioli vogliono provare ad inseguire il bis

Lo scudetto vinto a maggio è comparso sull’avambraccio di Pioli in tempi record: il 22 Stefano festeggiava il titolo sommerso dalla folla impazzita di gioia a Reggio Emilia, il giorno dopo sfoggiava il tatuaggio con il tricolore numero 19 per le strade di Milano. Con la stessa velocità, l’allenatore del Milan sta scalando le classifiche dei grandi della panchina rossonera: il campionato vinto è il biglietto da visita che gli ha spalancato le porte del club dei vincenti, i numeri del suo lavoro sono la benzina per guadagnare posizioni tra i migliori di sempre.

Longevità La prossima panchina, a Empoli il primo ottobre, sarà la numero 146 da allenatore del Milan. Pioli attualmente è al decimo posto tra i tecnici più longevi di sempre nella storia del club, ma a fine stagione potrà salire di un paio di gradini: Allegri e Banas, rispettivamente 178 e 173 panchine, saranno scavalcati perché il “minimo garantito”, ovvero le partite che il Milan 2022-23 giocherà sicuramente da qui a giugno sarà di 37 gare. Pioli viaggia virtualmente a 182 presenze e in futuro punterà Antonio Busini (193 panchine) e Arrigo Sacchi (220). Niente male per uno che due anni fa sembrava destinato ai saluti dopo pochi mesi di Milan: ribaltare i pronostici, ormai si sa, è una specialità di Pioli. Che si tratti del suo futuro in rossonero o di uno scudetto impronosticabile.

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Vittoria chiama vittoria Per avvicinarsi alla Top 5 degli allenatori più presenti di sempre nella storia del Milan — la forbice è compresa tra le 280 panchine di Liedholm, quinto, e le 459 di Rocco, primatista assoluto — occorreranno altre annate in rossonero: le sue 420 panchine, per dire, Ancelotti le ha spalmate lungo 8 anni ricchi di trofei.

Ecco, tra la bacheca di Carletto (e di altre leggende, da Sacchi a Capello, da Rocco a Viani) e quella di Pioli non c’è partita, anche perché Stefano ha appena iniziato a vincere (e i tempi sono cambiati, oggi le stelle mondiali scelgono soprattutto Premier e Liga). Se il passo resterà quello dell’ultima stagione, però, aggiungere nuovi trofei in bacheca sarà una missione alla portata.

Anche perché il Diavolo di Pioli, in campo, è efficace quanto i fratelloni del passato: con 82 successi su 145 partite giocate, la sua percentuale di vittorie è del 56,55%. Meglio hanno fatto solo Ancelotti, 56,67%, e Busini, 57%. Tutti gli altri, Sacchi compreso, hanno una percentuale peggiore. Con una stagione davanti, il Milan di oggi può proiettare il suo allenatore davanti a tutti.

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