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Editoriali

Milan, i motivi di una crisi annunciata

Panchina corta, mercato sbagliato e tanto altro: il diavolo si riscopre fragile

Milan, che ti succede? Questa non può essere la squadra che lo scorso 22 maggio, si è cucita lo scudetto sul petto al termine di un duello mozzafiato contro l’Inter, durato fino all’ultima giornata. Non lo può essere per tanti motivi. Il pareggio contro il Lecce, l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino confermano che i campioni d’Italia non hanno possibilità di difendere il titolo. Non sono nemmeno lontani parenti di quel gruppo che a Reggio Emilia ha scritto la pagina più importante dell’ultimo decennio rossonero.

In Italia si vince con la miglior difesa. E’ una regola scientifica proprio. 33 sono le reti incassate la scorsa stagione dal Milan. Ad oggi, 15 gennaio, ammontano già a 20. Praticamente una media di un gol a partita. Perchè? Perchè un conto è poter contare su Mike Maignan, un altro è doversi, per cause superiori, affidarsi a Tatarusanu. La prolungata assenza dell’estremo difensore francese sta avendo parecchie ripercussioni sul rendimento della squadra. Tatarusanu non trasmette la ben che minima sicurezza alla difesa.

Emblematica la discussione tra il portiere e Tomori che si è verificata in Milan-Roma, dopo un’uscita del tutto inutile e fuori luogo dell’estremo difensore rumeno. Non c’è sintonia, non c’è fiducia. Quando Mike Maignan rientrerà, non prima di 60 giorni, i giochi molto probabilmente saranno fatti. Il Napoli vola verso lo scudetto, l’Inter salvo soprese vincerà la Supercoppa e in Champions il passaggio del turno al momento è pura utopia. Stagione fallimentare? Il rischio c’è.

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De Ketelaere: 35 milioni spesi. Resa? 0 gol in questa prima fetta di stagione in tutte le competizioni disputate. La riposta appare chiara. Il belga non sta affatto incidendo e appare del tutto inaffidabile e privo di personalità. Ci si aspettava di aver acquistato un giocatore di grande qualità. Ma di queste qualità, non si è vista nemmeno l’ombra. Adli? Pioli non lo considera funzionale al proprio progetto, mentre Origi tutte le volte c’è da sperare che non finisca in infermeria. Il mercato ha dato nulla e tolto molto. Non è stato acquistato un erede di Kessie. Non è stato preso, durante il corso della sosta invernale, un portiere in grado quanto meno di parare il possibile. Messaggio? La proprietà non ha intenzione di investire. Conta avere i bilanci in verde. Il risultato sportivo interessa fino a un certo punto.

Con questi presupposti, il Milan dove può arrivare? Di sicuro non molto lontano.

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