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Milan, le nazionali mietono vittime: il punto della situazione

STRAGE – Uno dopo l’altro, i rossoneri cadono nelle rispettive avventure con le nazionali. Uno dopo l’altro, (forse) torneranno a Milanello prima del tempo. Finora il Milan era riuscito a evitare le grosse difficoltà degli anni precedenti legati agli infortuni (Rebic e Origi a parte), ma non aveva fatto i conti con la sosta per la Nations League. Pronti, via e sono già tre le vittime degli inutili impegni delle nazionali tra le file dei rossoneri.

CHI SONO – Il primo a fermarsi è stato Theo Hernandez e questa notizia si ripercuoterà sul prossimo futuro del Milan. Il suo stiramento del lungo adduttore destro potrebbe fargli saltare la trasferta di Londra del 5 ottobre. Non la partita più semplice del mondo. Poi è toccato a Tonali: il centrocampista rossonero ha dato forfait per la sfida tra Italia e Inghilterra per colpa di un problema muscolare. Per il momento continuerà a essere monitorato dallo staff di Coverciano, ma il Milan non dorme sonni tranquilli. L’obiettivo è riaverlo al massimo della condizione per il Chelsea.

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MM – Ultimo, ma non per importanza, ecco l’infortunio di Mike Maignan. Ancora una volta le brutte notizie arrivano dalla Francia. Il portiere è stato sostituito all’intervallo della partita con l’Austria per un non meglio specificato fastidio al polpaccio. Tre pilastri della squadra caduti in pochi giorni. Un’ecatombe che potrebbe costare cara in questa fase della stagione, se si considera la difficoltà dei prossimi impegni rossoneri. In attesa di buone notizie riguardo ai tempi di recupero dei giocatori, la speranza è di arrivare alla fine di questo tour de force senza ulteriori incidenti. I reduci devono tornare alla base integri.

CRITICA – Dietro al lessico di guerra, utilizzato in questo contesto per fare una (non troppo) velata ironia, si nasconde una drammatica questione che Fifa e Uefa non potranno ignorare a lungo. Si gioca troppo. Le spese del calcio sono aumentate e gli introiti sono rimasti gli stessi. La soluzione vacillante delle grandi associazioni che governano il calcio consiste nel giocare sempre più partite per appianare il dislivello economico tra costi e benefici, a discapito dell’integrità degli atleti. Così nasce la Nations League, un torneo di cui non importa nulla a nessuno, ma a cui tutti partecipano. Nel nome del soldo, nel nome del business che prevarica lo sport. Quanto potrà durare questo spingersi all’estremo?

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