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Milan, Meite: “Felice di essere qui. Mi ispiro a Yaya Tourè”

Soualiho Meite si presenta ufficialmente alla stampa come il nuovo centrocampista del Milan. Ricordiamo che il francese arriva dal Torino in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Il centrocampista moderno deve interpretare bene sia l’azione difensiva che offensiva. Tu in quale ti ritrovi meglio?: “Un centrocampista deve sapere sia difendere che attaccare. A me piace giocare così, mi piace giocare tanti palloni”. 

L’accoglienza da parte dei nuovi compagni di squadra è importante. Che gruppo hai trovato?: “Ho sentito subito la compattezza del gruppo, parliamo tanto e questa cosa mi è piaciuta. A Cagliari è stato bello l’ingresso in campo”.

Essere arrivati al Milan può essere considerato il momento più in alto della tua carriera?: “Il Milan è la squadra più forte in cui ho giocato. Ci sono tanti campioni, Ibra fa cose incredibili a 40 anni. Io sono giovane e devo fare sempre di più. Qui bisogna cambiare modo di essere. Saranno mesi importanti”.

Il Torino è in apparente difficoltà, non riesce ad esprimere le proprie qualità in mezzo al campo. Cos’è che non sta funzionando?: “Al Torino era differente, perché era da tanto che non vincevamo. Nel primo tempo eravamo sempre avanti, poi andava sempre male. Era più una cosa mentale che altro”.

Ogni giocatore ha dei propri punti di riferimento. A chi ti ispiri?: “Mi piacciono tanti centrocampisti. Guardo i più forti come Pirlo, Modric e Yaya Tourè. Guardo i loro video per cercare di imparare più cose possibili”. 

Hai scelta la maglia numero 18, perchè?: “Non ho scelto a caso il 18. Quando ho iniziato con la prima squadra era il mio primo numero. Quindi l’ho ripreso”.

Cambiare l’allenatore, nel giro di poco tempo, non deve essere facile. Che impressioni ti ha dato Pioli? E che differenza c’è tra lui e Giampaolo?: ” Di Pioli, mi piace molto il suo modo di giocare. Vuole che giochiamo sempre in avanti, è importante per un centrocampista come me. La differenza tra i due è che hanno modi diversi di lavorare. Pensano le cose diversamente. Non posso dire chi è meglio. È diverso il modo in cui vedono le cose. Con Pioli vanno bene, con Giampaolo vanno male”.

In cosa il Milan ti ha colpito, tanto da accettare il trasferimento? Cosa hai provato quando ha saputo dell’insistente interesse?: “Ho avvertito subito un grande gruppo e un’emozione forte, un impatto devastante. Anche se ci sono grandi campioni, mi sono sentito subito nella squadra e tranquillo. Si può solo andare avanti”.

I giorni passavano, la fiducia e la consapevolezza di arrivare in rossonero si facevano sempre più concrete. Quando hai capito che potevi diventare un nuovo giocatore del Milan?: “Era prima della partita di campionato. Mi ha chiamato il mio agente e mi ha detto che dovevamo parlare con Maldini. Da quel momento ho capito che sarei potuto arrivare”. 

Come ti trovi nel 4-2-3-1?: “Io conosco bene le mie caratteristiche. In questa squadra si muovono tutti tanto e a me questa cosa piace tanto. Non conosco bene i miei compagni, ma fin dal primo allenamento mi sono trovato subito bene. Il calcio è come una lingua, se la capisci va tutto bene”. 

L’ultimo giocatore ad aver avuto le treccine è stato Gullit…: “Quando sento il nome di Gullit a me fa piacere, anche se non l’ho visto giocare. Sappiamo tutti che è stato un grande giocatore e mi fa molto piacere”.

Ti piacerebbe essere considerato il nuovo Desailly?: “Lo conosco bene, essendo francese come me. Ha fatto grandi cose, io devo ancora scrivere la mia storia. Desailly è Desailly, Meité è Meitè”. 

Che aiuto puoi dare alla squadra, essendo ora in urgenza infortuni?: “Sono venuto qui per dare una mano alla squadra a restare prima in classifica. Io voglio fare sempre di più, devo lavorare tanto e dare una mano ai miei compagni”.

Aspirante giornalista sportiva. Studentessa di Scienze della Comunicazione.

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