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Editoriali

MILAN, Ripartenza immediata nel campionato ma i rimpianti non mancano

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Le due partite dei rimpianti. Il Milan abbandona l’Europa League con molto amaro in bocca e con la consapevolezza che sarebbe potuto essere diverso l’esito degli ottavi di finale ma non è stato, con la convinzione che sono stati maggiori i demeriti del Diavolo che i meriti dei Diavoli Rossi inglesi. I due gol incassati dalla squadra di Pioli sono stati frutto di dormite, di blackout in cui il portiere Donnarumma non è stato esente da colpe dopo un primo tempo terminato in parità, condotto con autorevolezza e senza correre grossi rischi. 

Con molti giocatori out, con alcuni elementi della rosa non al meglio, il Milan è riuscito a tenere la testa alta ad un Manchester United apparso tutt’altro che imbattibile.

Queste due sfide, questa competizione internazionale servirà da monito e da lezione per tutto lo staff rossonero, per i giocatori, in particolare quelli più giovani che si affacciavano a questa manifestazione.

Domenica ripartrà il campionato con la trasferta a Firenze alle ore 18.00, allo stadio Artemio Franchi, ultimo turno prima della sosta per gli impegni delle Nazionali, in cui scenderà in campo una squadra rimaneggiata dalle molte assenze che, ormai da mesi, stanno attanagliando il lavoro settimanale di mister Pioli. Poi Sampdoria, Parma, Genoa e Sassuolo: cinque partite in cui è fondamentale raccogliere il più possibile per mantenere blindata una posizione di classifica lontana dal quinto posto.  

Il focus e le valutazioni degli addetti ai lavori tendono sempre a focalizzarsi sul lavoro di allenatori, dirigenti e presidente di turno senza che venga mai menzionato il lavoro effettuato dal preparatore atletico vero artefice dell’impostazione muscolare di un’atleta: le continue ricadute di Rebic, e non solo, i problemi di Romagnoli, il Bennacer a mezzo servizio, escludendo ovviamente il Covid, fanno pensare al fatto che urge prendere provvedimenti per limitare gli infortuni che attanagliano la compagine rossonera. 

Capitolo Theo Hernandez. L’apertura del fascicolo da parte della Procura Federale per il post che il difensore rossonero aveva pubblicato al termine del match Milan-Napoli in cui si vedeva una faccina che vomitava sulla figura dell’arbitro Pasqua di Tivoli dimostra come i calciatori dovrebbero riflettere attentamente prima di pubblicare post sui propri profili social.

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FOCUS, Tutti gli assenti e i recuperati per la prossima sfida di Champions League

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E’ ormai risaputo a tutti il famoso detto “La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”. Ed è proprio questo l’attuale motto di mister Pioli, insieme a quello del non mollare mai

GLI ASSENTI – Le giornate passano, ma la lista degli out del Milan rimane, ahimè, sempre lunga e corposa. Gli uomini di mister Stefano Pioli hanno saputo dimostrare tutta la loro compatezza e determinazione, nonostante le decenze in rosa. Se con l’Hellas Verona è filato tutto liscio, la gara di martedì di Champions League, più precisamente con il Porto, trasporta con sè un bagaglio di difficoltà ed esperienza che non è sempre semplice da fronteggiare. I Dragoes, così come i rossoneri, sono alla ricerca della prima vittoria del girone d’andata e non sarà semplice fronteggiare la smania dei tre punti. Il Milan è ancora alle prese con importanti assenze: partiamo dai positivi Brahim Diaz e Theo Hernandez, i due calciatori più in forma della squadra. Maignan resterà fermo per circa 90 giorni, dopo l’operazione di successo al polso sinistro. La lista poi continua con Florenzi e Plizzari, alle prese rispettivamente con una lesione del minisco sinistro e tendinopatia rotulea. Il terzino resterà fermo per altri 20 giorni, mentre il portiere rossonero per 80. Infine arriviamo a Messias e Rebic. L’attaccante brasiliano ha evidenziato una lesione del retto della coscia destra, mentre il croato ha evidenziato una distorsione della caviglia sinistra. Uno dovrebbe ritornare fra una trentina di giorni, mentre l’altro è ancora da definire.

I RECUPERI – Se da una parte le assenze si fanno sentire, dall’altra i rossoneri possono sorridere un po’. Infatti, Tiemouè Bakayoko ieri si è allenato con il gruppo ed è pronto a tornare in gareggiata, dopo il problema al tendine achilleo sinistro. Nel match contro il Verona, Daniel Maldini sembra aver recuperato dall’infiammazione al rotuleo. Insieme al figlio d’arte, anche Davide Calabria sembra essersi ripreso dall’affaticamento riscontrato durante il ritiro in Nazionale. Per Rade Krunic e Zlatan Ibrahimovic qualche minuto di rodaggio sabato: sono entrambi recuperati.

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EDITORIALE, Il Milan degli Highlanders ribalta il Verona

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I rossoneri, decimati dalle assenze, vincono 3-2 contro gli scaligeri e conquistano la vetta della classifica

LA PARTITA – Nonostante due casi di positività arrivati a distanza di poche ore l’uno dall’altro, Theo Hernandez e Brahim Diaz, praticamente i due giocatori più in forma. Nonostante in questa settimana sia stata comunicata la notizia che Mike Maignan sarà indisponibile per almeno due mesi, il Milan contro il Verona ha fatto vedere di che pasta è fatto. Chiunque, viste queste premesse, avrebbe avuto un calo di concentrazione. E in effetti è stato così nel primo tempo. Con i rossoneri che hanno concluso la prima frazione di gioco in svantaggio di due gol. Gli scaligeri si sono portanti avanti al 7′ con la conclusione di Caprari che ha bucato le mani di Tatarusanu.

E hanno raddoppiato al 24′ con un rigore molto ma molto dubbio. Il direttore di gara Prontera, dopo aver consultato a lungo il VAR, decide di punire l’intervento di Romagnoli ai danni dell’ex di turno Kalinic indicando il dischetto. Barak realizza con grande lucidità e freddezza. Bennacer non è in forma, Rebic è costretto ad abbandonare anzitempo il rettangolo verde, concedendo spazio a Leao. Il diavolo non decolla e si mostra molto insicuro ed intimorito. Questo nella prima frazione di gioco. Perchè al rientro dagli spogliatoi, la musica cambia sensibilmente. A questo giro, Pioli azzecca i cambi. Inserisce nella mischia Krunic e Castillejo, tra lo scetticismo generale. Due scelte semplicemente geniali. Al 59′ Giroud riapre i discorsi, al 76′ Castillejo viene atterrato in area. Il direttore di gara comanda il rigore.

E Kessie dagli undici metri non sbaglia. Chissà che non possa essere questo il primo passo dal quale ripartire per riconquistare l’amore del popolo rossonero. Dopo due minuti, la rimonta è servita. Gunter devia la conclusione di Castillejo nella propria porta, consentendo al Milan di vincere in rimonta ma meritatamente una partita che significa molto. In primis, significa il primato, anche se momentaneo, della classifica. Ma nello specifico, significa che nemmeno il Covid, nemmeno gli infortuni possono fermare dei ragazzi che non finiscono mai di stupirci e di farci divertire. Di anni bui ne sono trascorsi ma ora possiamo dirlo senza timore di smentite. Il diavolo è tornato. Adesso testa alla Champions League. Testa alla sfida contro il Porto, dalla quale passerà gran parte della speranza dei rossoneri di arrivare agli ottavi di finale. A questo giro comunque, più che di fatal Verona, dal balcone di Romeo e Giulietta parleranno di fatal Milan.

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FOCUS, Tutti i vantaggi del nuovo “San Siro”

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Milan e Inter insieme per il progetto del nuovo stadio. Tra lo scetticismo dei tifosi e il dispiacere nel pensare ad una nuova casa del calcio, le due società hanno messo in piedi un colosso che potrebbe portare enormi vantaggi

LE TAPPE – Da anni il Presidente Scaroni parla e si interstardisce con quello che riguarda il nuovo stadio. Per sbaglio diventato un meme, vi siete mai chiesti perchè il “patron” dei rossoneri tiene a cuore questo tema? Andiamo con ordine, a partire dalle primissime tappe. Tutto ebbe inizio, ufficialmente, a luglio 2019, quando Milan e Inter hanno presentato il progetto di fattibilità del nuovo San Siro che, ahimè, prevede la demolizione del Giuseppe Meazza. A settembre dello stesso anno, sono stati presentati i due disegni finalisti per lo stadio: gli Anelli di Sportium e la Cattedrale di Populous. Qualche mese più tardi, ad ottobre, il Comune di Milano dà l’ok, con 16 condizioni: tra esse, la riduzione del cemento e il mantemimento di parte dello stadio Meazza. A maggio 2020, è stato presentanto il progetto ufficiale: ridotte le volumetrie e salva una parte dello stadio che sarà divisa tra attività sportive e negozi. Salto di sei mesi, fino ad arrivare a novembre: vengono depositati l’integrazione dello studio di fattibilità e il piano economico del masterplan. I club sono in attesa del “sì” della Giunta. Tra marzo e giugno, il Sindaco Sala blocca tutto per dei dubbi riguardanti la società nerazzurra, salvo poi correggersi, dopo un incontro a Palazzo Marino con Zhang. Finalmente arriviamo ad oggi, nel 2021, dove entrambi i club cercano l’approvazione definitiva da parte del Comune per arrivare i lavori entro fine 2022. Per l’inaugurazione finale si dovrà aspettare il 2025, stando alla tabella di marcia.

I DUE PROGETTI A CONFRONTO – Da una parte la Cattedrale, dall’altra gli Anelli. Due progetti ambiziosi, volti a dare una faccia diversa di questa Milano. Nel primo caso, si tratta di una struttuta targata Populous, il quale prende spunto dai due luoghi più prestigiosi di Milano: il Duomo e la Galleria. Un tunnel, inondanto dalla luca solare, abbraccerà l’intera edificazione, la quale sarà avvolta da una facciata in vetro. Inoltre, il tunnel sarà ventilato naturalmente e avrà a disposizione un riscaldamento passivo, per rimanere in regola con l’inquinamento e andare al passo del pollice green. La seconda struttura, invece realiazzata da Manica/Stadium, prevede la costruzione di due anelli, proprio a raffigurare i due Club. Gli anelli si coloreranno in modo diverso sia per il Milan che per l’Inter, mentre altre soluzioni architettoniche sono studiate per la personalizzazione durante i match disputati.

I VANTAGGI – Come già affermato prima, se le due società insistono per la costruzione dello stadio, sicuramente un motivo ci sarà. Oltre ad un fattore di design che ha sempre una propria importanza, dietro c’è anche, e soprattutto, un discorso economico. Infatti, il progetto garantirebbe un incasso pari a 120 milioni a stagione. Non di certo due spicci. Inoltre, il riutilizzo di una parte del Meazza, garantirebbe un interesse del 5% annuo che coprirebbe circa il 90% delle spese totali. (1,2 miliardi tra nuovo stadio, area sportiva, commerciale, d’intrattenimento e della realizzazione del distretto San Siro).Per farvi un piccolo esempio, prendiamo in considerazione il Barcellona e il Real Madrid. Il Camp Nou e il Santiago Bernabue nel 2018-19 hanno portato nelle casse delle due società ben 175 milioni di euro. Un ricco gruzzolo ricavati da biglietti, ristoranti, menù, hospitality, museo e altre attività secondarie. Ci teniamo a informarvi che tali informazioni sono state prese dalla “Gazzetta dello Sport”.

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