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NAZIONALE, Parla il dottore che ha operato Spinazzola

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L’intervento  è andato bene  Ora Leonardo dovrà stare  fermo 6 mesi  e poi riprenderà  ad allenarsi

L’INTERVISTA – Lasse Lempaine, il chirurgo che ha eseguito l’operazione del tendine d’Achille di Leonardo Spinazzola, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco il commento del dottore sulle condizioni del terzino azzurro:

Professore, come è andata? 

Molto bene. Tecnicamente l’intervento è perfettamente riuscito. Leonardo è un ragazzo molto positivo, ha già smaltito la delusione per aver rinunciato alla parte finale dell’Europeo ed è concentrato sul recupero
 

Non era possibile evitare l’intervento? 

No. Ci sono dei casi in cui il tendine viene trattato con la terapia conservativa, che produce anche buoni risultati. Ma nel caso di un atleta professionista, non era pensabile agire diversamente. La lesione era grave
 

Spinazzola tornerà come nuovo? 

Nessun chirurgo può stabilire al cento per cento l’esito di un percorso riabilitativo. Ma qui parliamo di un calciatore giovane, che ha tempo per recuperare e riprendere la carriera ad alti livelli. Sono molto ottimista
 

La domanda più banale: quanto dovrà attendere la Roma prima di riaverlo in campo? 

Anche questo elemento cambia a seconda del paziente. In media, dopo una rottura del tendine d’Achille servono sei mesi prima di ricominciare gli allenamenti. A quel punto comincia la riatletizzazione, che richiede pazienza

Se diciamo 7-8 mesi andiamo lontano dalla realtà? 

No, è un periodo ragionevole
 

L’infortunio di Spinazzola è piuttosto raro tra i calciatori. Per quello era impossibile prevenirlo? 

I tendini purtroppo si rompono improvvisamente. Ed è vero che di norma capitano a sportivi che praticano altri sport: atletica, basket. Ma anche nel calcio esistono dei casi: nella nostra struttura, quando ancora operava il professor Orava, è venuto David Beckham per esempio. In ogni caso non sempre esistono sintomi di lesione al tendine d’Achille. Quando arrivano, è già troppo tardi
 

Spinazzola ha uno storico di infortuni muscolari. Le lesioni precedenti possono avere influito? 

Sì. E’ chiaro che Leonardo può essere stato condizionato nella postura, nella corsa. In più dobbiamo considerare lo stress delle tante partite ravvicinate all’Europeo. E poi, la sfortuna. Direi che l’incidente è stato determinato da una combinazione di fattori
 

Anche Cristante, il primo a soccorrere il compagno di club sul campo di Monaco, è stato un vostro paziente. In quel caso avete deciso di non operarlo. 

Era un infortunio diverso: il tendine di un adduttore aveva avuto un problema. Con lui è stato possibile scegliere la terapia conservativa. Con Spinazzola invece è stato un intervento complesso, diviso in quattro fasi, in anestesia spinale. Ma sono davvero soddisfatto del risultato

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FOCUS, Il punto sui prossimi avversari

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Alla scoperta dello Spezia di Thiago Motta, prossimo avversario del Milan

L’AVVERSARIO – Centrare la terza vittoria consecutiva, per la prima volta da quando allena il Milan. Questo l’obiettivo di mister Pioli, e proverà a raggiungerlo proprio domani sera. Quando a San Siro arriverà Lo Spezia di Thiago Motta. Avversario che lotta per non retrocedere. Ma che in alcun modo va sottovalutato. Specie perchè i rossoneri affronteranno i liguri senza poter contare su diverse colonne portanti, come Tonali, Kessie, Bennacer, Kjaer, Tomori, Romagnoli. 6 titolarissimi, che in un momento così cruciale della stagione avrebbero fatto parecchio comodo. Rimanere concentrati, senza pensare che tra pochi giorni a San Siro arriverà la Juventus di Allegri. Senza pensare che al rientro della sosta, ci sarà il derby. Le insidie che stanno dietro alla sfida di domani sono tante. Contro la compagine allenata da un ex interista, mantenere alta la guardia è di vitale importanza.

Confermato il consueto 4-3-3, con l’estremo difensore Provedel che imposta l’azione centralmente insieme ai due difensori centrali. Con i mediani che si abbassano per impossessarsi della sfera. In modo tale da servire al meglio gli esterni, non appena riescono a crearsi spazi di manovra. Maggiore, una delle principali insidie dei liguri. Insieme a Bastoni, Verde e Gyasi. Giocatori molto interessanti, pronti a dire la loro al Meazza. Lo Spezia si trova al sedicesimo posto, a quota 19 punti. 21 le reti fatte, 41 quelle subite. All’andata i rossoneri vinsero all’ultimo respiro. Segno evidente, che quando bisogna tirare fuori gli attributi, Lo Spezia non si tira certo indietro. Salvezza da una parte. Scudetto dall’altra. Due squadre con obiettivi molto diversi. Ma entrambe pronte a dare il massimo.

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MILAN-SPEZIA, In avanti possibili conferme per i titolari di Venezia

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Le probabili scelte del mister

IL PUNTO – In difesa e a centrocampo mister Pioli non ha tanta scelta a causa delle numerose assenze di questi giorni. Per fortuna però l’attacco è tornato al completo e dunque, si può puntare su diverse possibilità. Secondo Tuttomercatoweb, dovrebbero essere confermati gli interpreti che sono scesi in campo a Venezia, ossia Leao, Diaz e Saelemaekers dietro Zlatan Ibrahimovic. Messias, Rebic e Giroud saranno armi da utilizzare a gara in corso.

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PIOLI: “Dobbiamo giocare da squadra. Se fosse per Tomori tornerebbe in campo già domani”

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Le parole del mister nella conferenza della vigilia di Milan-Spezia:

Sulla partita:

“Dobbiamo giocare da squadra. Affrontiamo un avversario che nelle ultime trasferte non ha subito goal vincendo sia a Napoli che col Genoa. Dovremo avere le idee chiare. Le prestazioni dei singoli sono importanti, ma se la squadra le esalta in un certo modo”.

Su Rebic:

Ha avuto problematiche abbastanza importanti, ci vorrà un po’ di tempo soprattutto per uno con le sue caratteristiche che va di strappi e di forza. Non credo ci vorrà tanto per recuperare la forma migliore, ma serve un po’ di pazienza”.

Sul profilo dei difensori da comprare:

La nostra è una strategia condivisa: non vogliamo cambiare tanto per cambiare, ma per avere giocatori che migliorino per qualità, presenza e spessore la rosa. Non vogliamo prenderne uno tanto per dire che abbiamo comprato un giocatore. Kalulu-Gabbia stanno dimostrando che sono giocatori pronti anche per partite importanti. Se capiterà l’occasione giusta il club si farà trovare pronto, altrimenti rimarremo così…Tomori si è fatto male, ma spero che perderà solo 3-4 partite”.

Sulla fascia sinistra:

“Ora gli avversari ci conoscono meglio, quindi dobbiamo sempre variare le nostre posizioni. Theo sta diventando più completo perché va più spesso dentro al campo e si alterna davanti con Leao e Rebic. Sono ragazzi ancora in grande crescita e possono migliorare molto: sono già a livelli alti, ma possono crescere ancora. Stiamo facendo bene anche a destra con Saelemaekers, Messias o l’inserimento dei terzini“.

Su San Siro:

“In questo periodo, per il clima, i terreni non possono essere dei migliori. Non credo che l’infortunio di Fik sia riconducibile al terreno. I troppi impegni non permettono un intervento. Dopo la sosta speriamo di giocare su un terreno più pulito, per essere più veloci. Sulla rosa: abbiamo recuperato due giocatori e ne abbiamo persi altri due”.

Su Pellegri:

“Sta sicuramente meglio, ma credo che tornerà dopo la sosta. Ha qualità, ma ha avuto troppa poca continuità nel lavoro per dimostrarle”.

Su Brahim:


“Il Milan può fare a meno di qualsiasi giocatore, non è dipendente da nessuno. Adesso sta tornando brillante, ma dipende dai giocatori mantenere le gerarchie. Se le prestazioni calano, c’è un altro pronto a subentrare. Se vuoi giocare nel Milan e farlo da titolare devi essere pronto a tenere alto il livello alto”.

Su Florenzi:

“Florenzi ha avuto bisogno di tempo per ritrovare ritmo e condizione, poi un piccolo problema fisico lo ha rallentato. Alessandro è un giocatore di alto livello, duttile e utile in entrambe le fasi di gioco”.

Sulle palle ferme:

“Stiamo lavorando per cercare di migliorare in fretta la fase difensiva nei calci da fermo avversari. Abbiamo preso troppi goal da queste situazioni”.

Su Tomori:

“Se fosse per lui giocherebbe domani. L’intervento di solito richiede quattro settimane, i tempi sono quelli, vedremo. L’intervento è andato bene, è la prima volta che gli capita un infortunio del genere. Se poi saranno 4 settimane o più o meno è troppo prematuro per dirlo”.

Sul modo di riprendere le partite all’intervallo:

“La gestione dell’intervallo per me è abbastanza simile. Sfrutto il tragitto dal campo agli spogliatoi per avere le idee chiare in testa da dire alla squadra, poi lascio due minuti alla squadra e, poi, dopo il confronto con i video-analisti, do qualche indicazione tattica per migliorare la partita”.

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