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Editoriali

Pioli, un rinnovo dal sapore di ottavi!

Al tecnico emiliano manca solo un’impresa da compiere: riportare il Milan tra le migliori sedici d’Europa

La nostra storia ha inizio 8 anni fa. Era il lontano 11 dicembre 2013. In quel giorno il Milan pareggiò con sofferenza a San Siro contro l’Ajax, una gara difficile quella contro i lancieri, resa ancor più complicata dall’espulsione di Montolivo a pochi minuti dal fischio d’inizio. Quel risultato, ottenuto con grande sofferenza e spirito di sacrificio, consentì ai rossoneri di superare il girone e di approdare agli ottavi di Champions League. Una normalità, o forse non del tutto. Può sembrare assurdo ma quella fu l’ultima volta in cui il diavolo riuscì a posizionarsi tra le migliori sedici squadre del vecchio continente. 2 novembre 2022: arriviamo nel presente.

Il Milan questa sera può finalmente riconquistare un traguardo che gli spetta di diritto, mettendo definitivamente fine ad un periodo buoi durato quasi 8 anni. I rossoneri affronteranno il Salisburgo, in un San Siro che sarà sold out. Ancora una volta, esattamente come contro l’Ajax, al diavolo basterà un pareggio per passare il turno. Ma se nel 2013 a farla da padrona è stata una mentalità prettamente difensivista, figlia anche della filosofia di gioco che caratterizza Massimiliano Allegri, ora la situazione è nettamente diversa. In panchina c’è Stefano Pioli, l’artefice della rinascita rossonera, fresco di rinnovo. Il tecnico emiliano rimarrà a Milano almeno fino al 2025. Pioli è stato l’autore dello scudetto vinto dal Milan nella scorsa stagione e da quando siede sulla panchina rossonera, considerando anche la prima parte difficile tra le voci dell’arrivo di Rangnick e risultati altalenanti, la squadra rossonera viaggia praticamente al ritmo di 2 punti a partita.

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Firma e annuncio erano nell’aria, ma non così in fretta. Il club ha deciso quindi di rinnovare il matrimonio con il suo allenatore. Stavolta con un orizzonte temporale lungo, collocandolo tra una delle prestazioni più brutte del suo Milan e il primo vero crocevia stagionale. E allora, in un contesto simile, che cosa suona meglio? Una vittoria convincente. Tipo quella di Zagabria, per capirci – che certifichi la crescita del Diavolo anche in Europa, o un brodino buono per trasferirsi agli ottavi ma insipido per ridare vigore a una squadra uscita scolorita da Torino? La società ha consegnato fiducia e potere nelle mani dell’allenatore agli occhi di uno spogliatoio che lo ha sempre seguito con stima e affetto: i tre punti domani sarebbero come le firme dei testimoni sull’atto matrimoniale di Pioli con via Aldo Rossi.

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