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Serie A, le big lasciano l’assemblea per una sfuriata di ADL

ASSEMBLEA – Stando a quanto riporta “Calcio&Finanza”, sale la tensione in Lega Serie A. Difatti, ben sette squadre del massimo campionato italiano hanno abbandonato l’assemblea prevista oggi, prima ancora dell’inizio della riunione in via Rosellini. Di questi club, fanno parte i dirigenti di Milan, Napoli, Roma, Juventus, Inter, Fiorentina e infine Monza. Il Torino non si è neanche presentato. Tale decisione nasce dopo una sfuriata del patron partenopeo Aurelio De Laurentiis. Il motivo? Alla base ci sarebbe la divisione del potere in Lega, con De Laurentiis che vorrebbe un consiglio più ampio con otto-nove club presenti rispetto ai quattro attuali.

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Dopo la sfuriata, De Laurentiis ha lasciato l’assemblea e, insieme al presidente del Napoli, si sono accordati gli altri club, d’accordo con il pensiero e le parole di quest’ultimo. Altri, invece, hanno preferito lasciare via Roselkini, a causa del clima di tensione creatosi. Conseguentalmente, la riunione è iniziata con 12 società presenti, ossia il numero minimo per cominciare l’assemblea.

Le parole di Casini su quanto accaduto all’assemblea:

“Sette squadre hanno deciso di utilizzare un loro diritto, cioè quello di non partecipare all’assemblea, creando un minimo di incertezza. Verificato che ci fosse il numero legale per l’assemblea, l’assemblea è iniziata. Il motivo è il non aver raggiunto un intesa sull’elezione del consigliere. Io ho il dovere di far funzionare lo statuto; i club presenti hanno votato scegliendo di rinviare l’elezione del consigliere ad una prossima assemblea da convocare prima del 5 dicembre.Sugli adempimenti fiscali si è discusso di quelli sospesi dal legislatore nello scorso dicembre e nello scorso marzo. L’assemblea mi ha dato mandato di continuare a interloquire con le istituzioni per assicurare l’adempimento dei pagamenti nell’interesse del sistema e dello sport. La misura della sospensione dei pagamenti riguarda tutto lo sport, non solo il calcio; la Serie A è il maggior contribuente e ha un impatto maggiore rispetto agli altri settori. Questa misura di sospensione è stata presentata dal governo come la principale forma di ristoro e sollievo per un ambiente che non ha avuto contributi a fondo penduto; l’ipotesi della rateizzazione era quella più plausibile per poter chiudere questa vicenda, ma non fu concessa, procedendo per un ulteriore sospensione. La reteizzazione è già prevista dalla legge, ma il tema è quello di sanzionare oppure no i club che hanno avuto legittimamente la sospensione dei pagamenti.Sull’ultimo punto – le riforme – ho aggiornato l’assemblea su progetti che riguardano non solo il gioco, ma anche i giovani, il rapporto con le altre leghe, l’ordinamento dei campionato; ai primi di dicembre si farà un’altra riunione con la commissione riforme per avere poi un documento da pubblicare per metà dicembre” (Tuttomercatoweb)

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