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Ts, Ciaschini: “CDK somiglia a Kakà ma piano, il mio Ricky era un campione”

Lo storico vice di Ancelotti si esprime sul fantasista belga arrivato al Milan

RASSEGNA STAMPA – Attraverso un’intervista concessa a Tuttosport, Giorgio Ciaschini, storico vice di Carlo Ancelotti, ha parlato di Charles De Ketelaere:

 De Ketelaere, a differenza di Kakà, è sbarcato a Milano con grandissime aspettative. Può risentire della pressione?

 “È cambiato il mercato. Oggi è molto difficile acquistare un giocatore che si è affermato in Europa pagandolo poco e nulla. Su questi profili c’è già la pressione del dover competere con altre squadre per ingaggiare il calciatore. Kakà fu una scoperta di Braida e dei suoi collaboratori. Il brasiliano non era conosciuto così tanto a livello internazionale come oggi lo è De Ketelaere, che ha brillato col Bruges, con delle prestazioni, soprattutto in Europa, sotto gli occhi di tutti”

 De Ketelaere potrà affermarsi subito anche in Italia?

 “Il Milan, da campione in carica, ora si gioca un ruolo importante anche in Europa. Se Maldini, che io stimo moltissimo, ha scelto il belga, vuol dire che il giocatore potrà fare la differenza. Darà qualcosa in più ai rossoneri, indubbiamente”

Come Kakà, che nonostante Rivaldo e Rui Costa, divenne il trequartista principe del Milan.

 “Carlo cercò di far giocare tutti insieme questi calciatori, non ci fu una sostituzione di un giocatore per un altro. Ma la ricerca di Ancelotti di inserire al meglio tutti i tesserati di qualità che avevamo a disposizione. Da lì il famoso albero di Natale. Kakà poi prese indiscutibilmente il posto quando Rui Costa venne ceduto, ma Ricardo sin da subito aveva dimostrato le sue grandi qualità”

 Il Milan punta anche Renato Sanches, un calciatore che lei ha allenato in Germania.

 “Sì, al Bayern. Allora era molto giovane, veniva da un grande Europeo col Portogallo. Ha le potenzialità per essere un grandissimo centrocampista. Aveva bisogno solo di maturare. È un giocatore di quantità, con buona qualità, che potrebbe dare molto alla mediana rossonera, portando equilibrio e aggressività difensiva”

 Il Milan, può rivincere lo scudetto?

 “Il Milan dovrà lottare per riuscirci. Parliamo di un club che può giocare solo per i vertici. Le avversarie si stanno tutte rinforzando, quindi non sarà facile. L’anno scorso, a parte l’Inter, non c’è stata una rivale vera e propria. In questa stagione sarà diverso, le rivali saranno più agguerrite. La Juventus, che aveva deluso, tornerà a lottare insieme all’Inter. Attenzione poi alla terza o alla quarta incognita. Può essere la Roma, ma anche il Napoli, che sulla carta ora si è indebolito, ma il mercato non è finito”

 Cosa pensa di Pioli?

 “Si tratta di un allenatore che senza tanti clamori o aspetti scenografici ricercati, riesce a svolgere un lavoro straordinario, sia dal punto di vista umano, che da quello tecnico e tattico. Un allenatore che punta al concreto e sa mettere in campo una squadra efficace. Ha creato un gruppo importante. Mi sembra di vedere Carletto quando aveva iniziato”

 Può essere l’erede di Ancelotti quindi?

 “Pioli è un tecnico affidabile. I suoi risultati non sono casuali, ma derivano da un lavoro ottimale. Può essere un tecnico su cui il Milan potrebbe puntare per molto tempo”

 Chiudiamo come avevamo iniziato, parlando di Kakà. C’è un aneddoto che vi lega?

 “Quando abbiamo vinto la Champions ad Atene, mi ha regalato le sue scarpe firmate, che custodisco con orgoglio”

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