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TUTTOSPORT, la commozione di Ibrahimovic per suo figlio

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Lo svedese rivela un lato nascosto di se

NAZIONALI – L’altra faccia della stessa medaglia. Il lato nascosto di un fuoriclasse, che prima di essere un campione sul campo da gioco, è innanzitutto una persona. Un ottimo padre di famiglia. Durante la conferenza svoltasi in occasione del suo ritorno in Nazionale, Zlatan Ibrahimovic non ha potuto fare a meno di commuoversi pensando al proprio figlio. Ecco le parole rilasciate dallo svedese e riportate sull’edizione odierna di Tuttosport:

“Come ha preso la mia famiglia il mio ritorno in Svezia? Avevo Vincent qui che piangeva quando sono andato via, ma ora va bene. Ho due piccoli a casa che calciano il pallone. Mia moglie mi chiede di dirgli di smetterla ma io rispondo di no. Possiamo comprare cose nuove se si rompono”.

In tutto ciò il campione rossonero ha mostrato quanto anche un duro come lui faccia fatica a non commuoversi, parlando dei propri figli. Il dono più prezioso che possa capitare nella vita di una persona. In seguito lo svedese si è soffermato molto sull’importanza di aver scelto il Milan:

“Ieri ho battuto un record ( è diventato il giocatore più anziano ad aver segnato 15 gol in campionato), ma non è un record che voglio. Voglio giocare tante partite con il Milan. Per me è una sfida mantenere al meglio il mio fisico ogni giorno. Io sono molto onesto con me stesso. Molti arrivano a una certa età e pensano di poter continuare a giocare allo stesso modo. Io faccio il contrario, mi adeguo. Gioco in una delle squadre più giovani d’Europa. Un leader non è qualcosa che scegli di essere, è qualcosa che succede e basta. Spingo i miei compagni di squadra ogni giorno. Alcuni la prendono nel modo giusto”

Per concludere, il fuoriclasse ha ripercorso la strada che lo ha condotto verso il ritorno in Nazionale:

“Quando sono tornato dagli Stati Uniti e ho firmato per il Milan, mi sono sentito di nuovo vivo. E ho sentito che avrei potuto esibirmi ad alto livello. La volontà cresceva sempre di più, avevo seguito la Nazionale. E giocare in Nazionale è una delle cose più belle nel calcio. Ma non dipendeva solo da me. Deve corrispondere a ciò che vuole il c.t. Quando ho vinto il pallone d’oro svedese, ho dichiarato su un giornale che volevo giocare di nuovo in Nazionale. Ci siamo messi in contatto, io e il ct, e ora sono seduto qui. Mi è mancata la nazionale”

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POSTPARTITA, Tonali: “Su Bennacer dal campo sembrava fallo”

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Le parole del centrocampista rossonero, dopo la sconfitta contro il Porto

LE DICHIARAZIONI – Come riporta TMW, Sandro Tonali commenta la terza sconfitta in Champions League del Milan. Di seguito, le sue parole.

Una partita diversa da quella di Anfield:

“Ogni partita è diversa, ogni squadra che incontri è diversa e va affrontata in modi diversi. Oggi ci è mancato lo spirito di Liverpool, non è stata la nostra miglior partita in Champions. Dobbiamo andare avanti sulla strada intrapresa prima di questa partita. Non è andata come volevamo, siamo partiti con fatica ma nel primo tempo abbiamo dimostrato di essere squadra. Nella ripresa abbiamo sofferto insieme fino all’episodio del gol, da lì è nata un’altra partita perché ti scatta quella cosa nella testa. Dobbiamo prenderla come un’altra lezione, dopo quelle col Liverpool e anche con l’Atletico, tenercela dentro perché ora fa male ma in futuro ci può fare bene”

Sul fallo a Bennacer:

“È un episodio che dal campo sembrava fallo, non l’ho ancora rivisto e non ho chiesto. È una cosa che credo l’arbitro abbia valutato, ripeto non l’ho ancora rivisto però dal campo sembrava fallo”

Come valuti le tue prestazioni in Champions League?

“La Champions mi ha dato tanta esperienza, soprattutto l’emozione di scendere in campo col Milan in Champions. Sappiamo che il nostro percorso non è ancora finito, il Milan è capace di fare tutto: non ci butteremo giù”

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Editoriali

EDITORIALE, Una lezione dalla quale trarre insegnamento

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Luis Diaz fa volare il Porto, rossoneri ultimi nel girone a 0 punti: per gli ottavi serve un miracolo

DURA LEZIONE – Inutile girarci troppo intorno, il percorso europeo del Milan finisce praticamente qui. Oggi due cose servivano: vincere contro il Porto e contemporaneamente sperare che il Liverpool facesse bottino pieno a Madrid. Ebbene, i Reds hanno battuto l’Atletico 3-2, assicurandosi di fatto il primato del girone con largo anticipo. I rossoneri invece hanno ottenuto il terzo ko consecutivo. Contro un Porto che è sceso in campo con la giusta dose di concentrazione, che ha corso e lottato per tutto il corso dei novanta minuti, sostenuto a gran voce dal pubblico amico. I rossoneri ci hanno provato nei limiti delle proprie possibilità. Senza Mike Maignan, senza Brahim Diaz, senza Theo Hernandez, in pratica senza i tre principali elementi a disposizione di mister Pioli, era difficile pensare che il diavolo avrebbe potuto imporre il proprio gioco ed il proprio ritmo. D’altro canto va detto anche che lo score che si è potuto leggere al termine del match deve far riflettere: 18 tiri effettuati da parte dei lusitani, contro i 3 dei rossoneri.

Tirando le somme generali, questa è stata sicuramente la peggior prestazione europea. Un Milan che non è sceso in campo con la giusta dose di cattiveria, troppi errori di disimpegno. Bennacer e Tonali hanno faticato parecchio nel tenere alta la squadra, Krunic ha mostrato ancora una volta i propri limiti tecnici. Ballo-Tourè si è impegnato, ma non è ai livelli del trenino Hernandez. Nella prima frazione di gioco, ad eccezione del palo colpito da Luis Diaz al 5′ minuto, non accade nulla di sconcertante. I portoghesi spesso arrivano al tiro ma raramente trovano lo specchio della porta. Al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambia. Il Milan è tutto rintanato nella propria area, il Porto continua a fare la partita. L’ingresso di Ibrahimovic non dà la giusta scossa ai ragazzi di Pioli. Al 65′ arriva il gol che decide l’incontro.

Scontro in area tra Taremi e Bennacer, la palla termina tra i piedi di Luis Diaz che con un destro mirato all’angolino, batte Tatarusanu. Molti dubbi sulla regolarità dell’azione, con il centrocampista rossonero che finisce a terra in seguito al contrato. Il Var però giudica l’azione regolare, convalidando il gol. Il diavolo non si sveglia, non trova l’appiglio giusto per provare a reagire. E alla fine, esce ancora una volta sconfitto. 3 sconfitte nelle prime 3 partite di Champions, non era mai successo. Il Porto invece mantiene viva la speranza di superare il girone. Per il Club di Via Aldo Rossi c’è sicuramente una nuova lezione da trarre. In Europa, occorre avere anche delle valide alternative se si vuole fare strada. Ma sono anche queste partite, in fondo, che consentono ad una squadra di diventare grande. Lo sa bene la Juventus, lo sa bene l’Inter. Lo deve sapere bene anche il Milan.

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POSTPARTITA, Pioli: “Ci è mancata lucidità e la gestione della palla. Ho già parlato alla squadra”

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Le sue parole nel post gara di Porto-Milan

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Stefano Pioli analizza la sconfitta in trasferta contro il Porto. Queste le sue parole.

Su cosa è mancata alla partita:

“Ci è mancata la lucidità e la gestione della palla. Dovevamo essere più sicuri e perdere meno palloni. Non siamo stati precisi nelle scelte e a questi livelli paghi gli errori”

Sulle assenze:

“Non contano gli assenti, la squadra era competitiva stasera. Forse potevamo avere qualcosa più nei cambi in qualità. Stasera abbiamo sbagliato nella gestione della palla e di solito non ci succede. Siamo stati poco dinamici contro avversari veloci e che sono stati bene sul campo”

Un’analisi della gara:

“C’è sempre una questione di mentalità della partita. L’avevamo preparata bene ma in campo non ci sono riuscite le giocate che di solito ci riescono. Nel primo tempo la partita è stata equilibrata, nel secondo tempo sono stati più bravi loro”

Sull’impresa da compiere:

“Ho già parlato alla squadra. Non abbiamo giocato da Milan e ora dobbiamo reagire. E’ stata una serata storta e ora dobbiamo ripartire. Forse con 9 punti ti qualifichi ma dobbiamo vincere ancora una. Ora dobbiamo concentrarci su Bologna, Torino e Roma e poi penseremo alla Champions e vincere la nostra prima partita davanti ai tifosi”

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