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Editoriali

TUTTOSPORT, Milan addio scudetto. Inter a +9

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I rossoneri perdono in casa col Napoli e finiscono a nove punti dall’Inter

SOGNO SVANITO – Già tenere il passo dell’Inter capolista era un’impresa disperata. Figuriamoci ora che il Milan è letteralmente sprofondato a -9 dagli uomini di Antonio Conte. Come riportato da Tuttosport, i ragazzi di Pioli nella gara contro il Napoli sono stati tenuti letteralmente in scacco dall’undici di Gennaro Gattuso. Ancora una volta i rossoneri perdono uno scontro diretto a San Siro. In questo senso il rendimento casalingo del club di Via Aldo Rossi sta lasciando molto a desiderare. I Partenopei si dimostrano molto più concentrati e decisamente molto più sul pezzo rispetto ai rossoneri. I Partenopei, capaci di tenere in mano il pallino del gioco già nel corso dei primi quarantacinque minuti, si portano in vantaggio a cinque minuti dall’inizio della ripresa con Politano. Un contropiede portato a termine nel migliore dei modi, con l’attaccante azzurro che con grande freddezza batte Donnarumma. Serve una reazione, una scossa. Mister Pioli prova a mischiare le carte in tavola: entrano Rebic, Saelemaekers e Diaz per cercare di fare assumere alla partita un’inerzia differente. Ma è tutto inutile. La difesa del Napoli resiste agli assalti del diavolo e alla fine porta a casa un 1-0 fondamentale per continuare a sperare nella rincorsa Champions. Il Milan invece saluta definitamente il sogno scudetto e ora dovrá guardarsi bene le spalle dalle inseguitrici.

ARBITRAGGIO DA RIVEDERE – Durante gli ultimi 10 minuti di gara il direttore di gara Pasqua prende alcune decisioni molto discutibile. Non espelle Theo Hernandez per un intervento alquanto scomposto e fuori luogo, non assegna un rigore alquanto evidente ai padroni di casa nonostante il richiamo al VAR. E dulcis in fundo nel recupero estrarre un cartellino rosso ai danni di Rebic.

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FOCUS, Tutti i vantaggi del nuovo “San Siro”

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Milan e Inter insieme per il progetto del nuovo stadio. Tra lo scetticismo dei tifosi e il dispiacere nel pensare ad una nuova casa del calcio, le due società hanno messo in piedi un colosso che potrebbe portare enormi vantaggi

LE TAPPE – Da anni il Presidente Scaroni parla e si interstardisce con quello che riguarda il nuovo stadio. Per sbaglio diventato un meme, vi siete mai chiesti perchè il “patron” dei rossoneri tiene a cuore questo tema? Andiamo con ordine, a partire dalle primissime tappe. Tutto ebbe inizio, ufficialmente, a luglio 2019, quando Milan e Inter hanno presentato il progetto di fattibilità del nuovo San Siro che, ahimè, prevede la demolizione del Giuseppe Meazza. A settembre dello stesso anno, sono stati presentati i due disegni finalisti per lo stadio: gli Anelli di Sportium e la Cattedrale di Populous. Qualche mese più tardi, ad ottobre, il Comune di Milano dà l’ok, con 16 condizioni: tra esse, la riduzione del cemento e il mantemimento di parte dello stadio Meazza. A maggio 2020, è stato presentanto il progetto ufficiale: ridotte le volumetrie e salva una parte dello stadio che sarà divisa tra attività sportive e negozi. Salto di sei mesi, fino ad arrivare a novembre: vengono depositati l’integrazione dello studio di fattibilità e il piano economico del masterplan. I club sono in attesa del “sì” della Giunta. Tra marzo e giugno, il Sindaco Sala blocca tutto per dei dubbi riguardanti la società nerazzurra, salvo poi correggersi, dopo un incontro a Palazzo Marino con Zhang. Finalmente arriviamo ad oggi, nel 2021, dove entrambi i club cercano l’approvazione definitiva da parte del Comune per arrivare i lavori entro fine 2022. Per l’inaugurazione finale si dovrà aspettare il 2025, stando alla tabella di marcia.

I DUE PROGETTI A CONFRONTO – Da una parte la Cattedrale, dall’altra gli Anelli. Due progetti ambiziosi, volti a dare una faccia diversa di questa Milano. Nel primo caso, si tratta di una struttuta targata Populous, il quale prende spunto dai due luoghi più prestigiosi di Milano: il Duomo e la Galleria. Un tunnel, inondanto dalla luca solare, abbraccerà l’intera edificazione, la quale sarà avvolta da una facciata in vetro. Inoltre, il tunnel sarà ventilato naturalmente e avrà a disposizione un riscaldamento passivo, per rimanere in regola con l’inquinamento e andare al passo del pollice green. La seconda struttura, invece realiazzata da Manica/Stadium, prevede la costruzione di due anelli, proprio a raffigurare i due Club. Gli anelli si coloreranno in modo diverso sia per il Milan che per l’Inter, mentre altre soluzioni architettoniche sono studiate per la personalizzazione durante i match disputati.

I VANTAGGI – Come già affermato prima, se le due società insistono per la costruzione dello stadio, sicuramente un motivo ci sarà. Oltre ad un fattore di design che ha sempre una propria importanza, dietro c’è anche, e soprattutto, un discorso economico. Infatti, il progetto garantirebbe un incasso pari a 120 milioni a stagione. Non di certo due spicci. Inoltre, il riutilizzo di una parte del Meazza, garantirebbe un interesse del 5% annuo che coprirebbe circa il 90% delle spese totali. (1,2 miliardi tra nuovo stadio, area sportiva, commerciale, d’intrattenimento e della realizzazione del distretto San Siro).Per farvi un piccolo esempio, prendiamo in considerazione il Barcellona e il Real Madrid. Il Camp Nou e il Santiago Bernabue nel 2018-19 hanno portato nelle casse delle due società ben 175 milioni di euro. Un ricco gruzzolo ricavati da biglietti, ristoranti, menù, hospitality, museo e altre attività secondarie. Ci teniamo a informarvi che tali informazioni sono state prese dalla “Gazzetta dello Sport”.

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EDITORIALE, La dea si inchina davanti al diavolo

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I rossoneri vincono a Bergamo e si mantengono in scia del Napoli

LA PARTITA – Un Milan semplicemente straripante. Su un campo difficile per chiunque. Contro un’Atalanta che ha venduto cara la pelle. Era necessario metabolizzare subito la sconfitta subita in Champions per mano dell’Atletico Madrid. Era necessario andare a Bergamo per prendersi i tre punti e non perdere terreno nei confronti del Napoli capolista. Tutto questo è stato fatto. Mister Pioli può essere soddisfatto del Milan visto e Bergamo. Di una squadra che mette in chiaro subito le cose, a partire dal primo minuto di gioco.

Quando Davide Calabria, dopo nemmeno 28 secondi dal calcio d’inizio riesce a portare in vantaggio i rossoneri. I ragazzi di Pioli mantengono sempre alta la guardia, sono attenti a non commettere il ben che minimo errore. Dimostrano di essere in grado di sopportare e di superare la pressione della Dea. Zappacosta e Zapata si fanno vedere dalle parti della porta difesa da Maignan. Il portiere rossonero però fa sempre buona guardia e non si lascia sorprendere. Il possesso palla sterile degli uomini di Gasperini rimane praticamente fine a se stesso. Il cinismo spesso e volentieri è l’arma migliore per contrastare il bel gioco. E al 42′ lo si può benissimo vedere. Quando Tonali ruba palla a Freuler al limite dell’area e presentatosi a tu per tu davanti a Musso non manca il bersaglio. Tutta la grinta, tutta la cattiveria di un centrocampista che sta diventando sempre più il perno di questa squadra. Anzi per dirla tutta, lo è già da tempo. Nella seconda frazione di gioco il diavolo addomestica il gioco. E a quasi dieci minuti dal triplice fischio, Theo Hernandez serve Leao, il portoghese fa esplodere il destro che si insacca all’incrocio.

Sembra tutto finito ma ecco che all’84’, dopo aver consultato il VAR, Di Bello assegna un rigore a favore dell’Atalanta. Punendo quindi un fallo di mano molto dubbio commesso da Messias. Dal dischetto Zapata accorcia le distanze. Al 95′ Pasalic trova il gol dell’ex ma è tutto inutile. Un Milan determinato, caparbio e maturo vince a Bergamo. Lancia un messaggio alle inseguitrici e alle contendenti al titolo. Proprio nel giorno del compleanno di Ibrahimovic. Pioli può essere soddisfatto. I suoi ragazzi ancora una volta hanno dimostrato di essere finalmente pronti per lottare per lo scudetto. Intanto non ci sono più parole sufficienti per descrivere il percorso di crescita effettuato da Tonali. Diventato a tutti gli effetti uno dei più forti centrocampisti presenti in Italia.

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FOCUS, L’ex di giornata: Mario Pasalic

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Arrivato in prestito al Chelsea nella stagione 2016-2017, Mario Pasalic è ricordato con molto affetto dai tifosi rossoneri. E, proprio quest’oggi, Mario e iil Milan si ricontreranno in un match dai tre punti fondamentali

ESORDI Mario Pasalic nasce, calcisticamente parlando, come centrocampista centrale. Le sue prime esperienze risalgono ai tempi del Gosk di Castel Abbadessa. Le sue qualità e tecnica furono subito notate dall’Hajduk Spalato, nota società calcistica croata. Fu prelevato da quest’ultima e lascito crescere, fino al giorno dell’esordio in prima squadra. Qualche mese più tardi, siglò il suo primo gol contro lo Zadar e poi una doppietta ai danni della Dinamo Zagabria. Concluse quella stagione con 37 presenze e 11 reti.

L’ARRIVO AL CHELSEA – Il 9 luglio 2014 viene ceduto al club londinese per soli 3 milioni di euro, firmando un quinquiennale. La sua esperienza però, non fu molto positiva. Infatti, prima di affermarsi in modo definitivo, Pasalic è stato mandato più volte in prestito. Dall’Elche al Monaco, fino ad arrivare al trasferimento temporaneo al Milan.

IN ROSSONERO – Il 27 agosto 2016 viene ufficializzato e arriva per un conduaglio di un solo milione. L’esordio arriva con la vittoria casalinga con il Pescara per 1-0. Il 4 dicembre arriva il suo primo gol con la maglia del Diavolo e, uno dei tanti, anche in Serie A, contro il Crotone. Qualche giorno più avanti, il ricordo che lo ha incoronato come eroe per caso del Milan: il rigore che sconfisse la Juventus in finale di SuperCoppa italiana a Doha. Conclude la sua avventura in rossonero con in totale 27 presenze e 5 reti. Molti tifosi vollero l’acquisto definitivo, ma ciò non accadde. In quegli anni, infatti, entrava in vigore la proprietà di Li Yonghong, imprenditore cinese e Presidente del Milan dal 2017 al 2018.

…ECCOLO ALL’ATALANTA – Dopo un breve capitolo allo Spartak Mosca, Mario Pasalic sembra aver trovato la sua dimensione con i bergamaschi. Arrivato nel 2018 dai nerazzurri, il classe ’95 si sta sempre più affermando con la maglia della Dea. Lo dimostra chiaramente il riscatto effettuato dalla famiglia Percassi (di 14,5 milioni) e il suo impiego in campo. Definito non il titolarissimo, il centrocampista croato è l’arma in più per mister Gasperini. Infatti, fin dai tempi del Milan, il 26enne può essere d’aiuto nei minuti finali o per dare forze fresche nel secondo tempo. Aiuta molto i compagni e la sua generosità in campo si fa sentire: per lui in totale 17 assist e 26 gol in soli due anni. Cifre molto interessanti, per un giovane ragazzo proveniente da un campionato non reputato “top”. Quest’oggi Mario e il Milan si affronteranno nuovamente. La maledizione dell’ex è sempre dietro l’angolo e le due formazioni si presentano in campo con diversi acciacchi. I tre punti, però, restano fondamentali. E chissà se qualcuno di conosciuto ambo i lati, possa lasciarci lo zampino…

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