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TUTTOSPORT, Tra scudetto ed europeo, stasera Zlatan si gioca una nuova scommessa

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A 39 anni e 173 giorni contro la Georgia vivrà l’ennesimo esordio della sua carriera, con il ritorno in Nazionale quattro anni e nove mesi dall’ultima volta

NAZIONALI – Questa sera, Zlatan Ibrahimovic scriverà un’altra pagina di storia. Il fuoriclasse rossonero a 39 anni e 173 giorni, tornerà ad indossare la casacca della nazionale svedese. Tornerà a scendere in campo per i colori del proprio Paese a distanza di quattro anni e nove mesi dall’ultima volta. Come rivela l’edizione odierna di Tuttosport, sarà la sua 117esima presenza e dalla partita contro la Georgia, Ibra darà inizio con i propri compagni al cammino nelle qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar. Anche se, concretamente comincerà la sua rincorsa in vista dell’Europeo di giugno. L’obiettivo prioritario del numero 11 del Milan è quello di partecipare alla kermesse continentale. Se poi avrà intenzione di proseguire la sua avventura in Nazionale e perchè no, di chiudere in bellezza proprio con il Mondiale del 2022, è un altro discorso. Che dipenderà da diversi fattori, quali la condizione fisica del centravanti e l’eventuale qualificazione della Svezia. Il tutto avrà inizio da stasera, contro una Georgia che Ibra intende battere. Specie dopo essersi commosso lunedì sera, parlando dei propri figli durante la conferenza nella quale ha parlato del suo ritorno in nazionale. Una partita che servirà anche allo svedese per recuperare ulteriormente la propria condizione. A Firenze è andato ha festeggiato il suo rientro in campo dal primo minuto siglando uno dei gol più belli della propria stagione. E, per quanto l’obiettivo prioritario del Milan sia la qualificazione alla Champions League, Ibrahimovic non ha affatto accantonato il sogno scudetto.

RIENTRO IN ANTICIPO – Come racconta il quotidiano torinese, Gunnar Nordahl, grande leggenda svedese, vinse due campionati con il Milan. Ibra lo ha già superato dal punto di vista dei gol realizzati in Nazionale, con 63 reti contro le 43 del Pompiere. In termini di scudetti però Zlatan è fermo ad uno, quello vinto nel 2011 ma ha tutta l’intenzione di raggiungere il proprio connazionale. Quest’anno non sarà facile conquistare il tricolore, perchè l’Inter di Conte sta viaggiando a ritmi spediti. Ma Il numero 11 rossonero non si è affatto arreso. E qualora non dovesse riuscire a vincere il tricolore quest’anno, ci riproverà la prossima stagione. Perchè intende continuare a fare parte del progetto rossonero. Ad ogni modo, lo svedese salterà l’amichevole contro l’Estonia in programma il 31 marzo, in modo da poter preparare con anticipo la partita di campionato del 3 aprile contro la Sampdoria.

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FOCUS, Il punto sui prossimi avversari

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Alla scoperta del Genoa di Sheva, prossimo avversario dei rossoneri

L’AVVERSAIO – Un diavolo in cerca di riscatto dopo due sconfitte consecutive in campionato approda in terra ligure. Precisamente al Luigi Ferraris di Genova, dove ad attenderlo c’è il Genoa finito da poco più di una settimana sotto la gestione di Andry Shevchenko, un uomo che non ha bisogno di alcuna presentazione. Rossonero nel DNA, che con il Milan di Ancelotti ha vinto tutto quello che c’era da vincere: scudetto, Champions League, Pallone d’Oro e chi più ne ha più ne metta. Passato contro presente. Proprio Sheva rivestirà un ruolo decisivo per il proseguimento del campionato dei ragazzi di mister Pioli. Il suo cuore è rossonero ma il suo posto sulla panchina rossoblù. Il suo obiettivo? Guidare il grifone verso la salvezza. Un’impresa che sembra disperata per una squadra che in 14 giornate ha totalizzato solo 10 punti e che attualmente si trova in piena zona retrocessione. L’era Ballardini ha fatto acqua da tutte le parti, ora il cigno dell’est deve cercare di recuperare il salvabile.

Il nuovo tecnico del Genoa ha già chiara la ricetta per riuscire a compiere un autentico miracolo sportivo. Ballardini utilizzava una varietà di moduli, dal 3-5-2 passando per il 4-2-3-1 fino ad arrivare al 4-3-1-2. Bene con Sheva è stata trovala la risposta definitiva. 3-5-2 e non se ne parla più. Tra i pali c’è sempre Salvatore Sirigu, in mezzo alla difesa a tre Masiello, affiancato da Vasquez e Biraschi. Centrocampo a 5, con Cambiaso e Sabelli liberi di muoversi sulle fasce. Liberi di arretrare e dare manforte alla difesa ma contemporaneamente di supportare il reparto offensivo in fase di possesso. Badej il regista dell’orchestra. Colui che detta le geometrie in mezzo al campo. Pandev ed Ekuban le due punte titolari. Il tecnico ucraino spesso ha schierato squadre molto corte che hanno puntato sulla qualità di palleggio dei suoi interpreti migliori. Sturaro e Rovella pronti ad inserirsi e a creare scompiglio nell’area di rigore avversaria. Senza Destro, punta di diamante di questa squadra, bisognerà affidarsi al proprio collettivo. E al calore del Ferraris. L’anno scorso finì 2-2, con il Milan che riuscì ad agguantare il pari solo all’ultimo respiro. Ora è tutto pronto per un nuovo atto tra due compagini legate certamente da un forte legame di amicizia. Ma entrambe desiderose di punti per conseguire i rispettivi obiettivi.

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MAROTTA: “Conosco i dirigenti del Milan, abbiamo ottimi rapporti”

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Le parole del dirigente nerazzurro sul Milan

LE DICHIARAZIONI – Intervenuto ai microfoni del “Pirellone“, Beppe Marotta parla del suo rapporto con la società rossonera. Queste sono state le sue parole:

“Conosco bene i dirigenti del Milan, abbiamo ottimi rapporti. Diverse volte abbiamo pranzato e cenato insieme, ma sempre e solo per motivi lavorativi. Ero alla Juventus e non mi interessava in quel momento alcuna apertura”

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MILAN, Leao al lavoro per risarcire lo Sporting: la situazione

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Battaglia di legali tra Rafael Leao e lo Sporting Lisbona. In tutto ciò, il Milan rimane accanto e a supporto del ragazzo

LA SITUAZIONE – Stando a quanto riporta “Calcio & Finanza“, i legali di Rafael Leao sono stati ricevuti dalla società rossonera per discutere dell’ultimo accaduto del giovane attaccante. Infatti, l’esterno del Milan dovrà risarcire lo Sporting Lisbona (squadra nella quale ha giocato) per 16,5 milioni di euro. Il tutto nasce con la rescissione unilaterale del classe ’99 avvenuta nel 2018, arrivata in seguito all’invasione di 50 ultras nel centro sportivo del club lusitano. Da lì, si racconta, è nata una vera e propria battagli legale: da una parte lo Sporting che chiede il risarcimento e dell’altra il TAS di Losanna che deve ancora decretare il verdetto. Nonostante la società milanese non sia coinvolta, sta dando comunque supporto al calciatore ex Lille.

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