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UEFA, Ceferin sconfigge i ribelli: la sua Champions può partire prima

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Prezioso l’appoggio di Boban. Il nuovo format della coppa può essere anticipato rispetto al 2024

IL TRIONFATORE INDISCUSSO – Doveva essere la settimana delle sue dimissioni. La Superlega era praticamente pronta per partire, eppure nel giro di 72 ore è cambiato tutto. E Aexander Ceferin è riuscito ad ottenere quello che voleva. Il numero uno della Uefa ha sconfitto i club ribelli ed ora si appresta a rafforzare ulteriormente la propria posizione. il rientro dei separatisti ci sarà, ma solo secondo le condizioni imposte dalla Uefa.

NEL SEGNO DI BOBAN – Certo una parte del merito di questa vittoria deve essere attribuita a Zvone Boba, l’homus novus della Uefa che aveva il compito di mantenere pacifici i rapporti tra i vari club. Nel caos della Superlega non è neanche stato presentato ufficialmente come chief del calcio. L’ex fuoriclasse del Milan ad ogni modo era riuscito ad intavolare una trattativa con i club separatisti già ai tempi della Fifa, quando era segretario di Infantino. Era l’uomo giusto, capace di far riconciliare il presidente Fifa con il numero uno della Uefa Ceferin. Tra i due non scorreva certo buon sangue ma ora l’asse Zurigo-Nyon è più forte che mai. Venerdì l’esecutivo Uefa si riunirà per decidere le strategie da attuare nei confronti dei club separatisti, che però hanno deciso di alzare bandiera bianca e di abbandonare definitivamente la Superlega.

NUOVA CHAMPIONS – Ora c’è un nuovo capitolo da affrontare. La nuova Champions League a 36 squadre, disegnata dal direttore dei tornei Uefa Giorgio Marchetti, prenderà il via nel 2024. Certo, tre anni con la stessa formula sono lunghi. Specie ora che si parla intensamente di cambiamenti e di novità. L’Uefa non è rimasta con le mani in mano. In queste ore sono partite trattative alla ricerca di nuovi investitori: il fondo americano Centricus sarebbe pronto a investire 6 miliardi dal 2024 per potenziare il torneo. Chissà che questo non possa essere un nuovo punto di partenza.

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TATTICA-MENTE, Un tempo di ombre e un tempo di luci in Milan-Verona

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L’analisi della partita di ieri

PRIMO TEMPO – Durante la prima frazione è andato in scena il momento più difficile di questo inizio di campionato. Mai il Milan finora aveva sofferto tanto il pressing avversario, non riuscendo praticamente mai a prendere in mano le redini del gioco. L’intensità del Verona dà i suoi frutti già al minuto 7 con il goal di Caprari. L’azione è nata da un clamoroso appoggio sbagliato di Ballo Touré, da lì in poi si possono evidenziare almeno tre errori in serie: il primo è di Bennacer che respinge centralmente nel tentativo di anticipare Kalinic, poi Kessie arriva in netto ritardo sulla respinta, e infine un Calabria distratto si fa infilare dal movimento dello stesso Caprari. In generale gli Scaligeri sembravano assatanati per quanto corressero: i raddoppi erano sistematici e il centrocampo rossonero ha fatto una fatica immensa nel costruire azioni. Data la presenza di Giroud, si è cercato spesso di alzare il baricentro per via aerea, più che con il fraseggio. Il rigore del raddoppio è un svista del var che non segnala il pestone di Kalinic su Romagnoli, ma anche qui Tomori si ritrova solo contro due avversari prima del cross di Lazovic.

SECONDO TEMPO – L’Hellas ha subito diverse rimonte in questo campionato e non è un caso. Giocare in maniera così intensa alla lunga non paga se non si hanno tutti i giocatori in forma smagliante. Il calo degli avversari è stato evidente, ma è dovuto anche al diverso atteggiamento del Milan, molto più propositivo e convinto rispetto al primo tempo. Dunque, prima Giroud di testa, poi Kessie su rigore e infine l’autorete di Gunter ribaltano la partita. Non sono le uniche occasioni: i rossoneri hanno creato almeno due o tre altre palle-goal nitide e dopo l’1-2 si è avuta la costante impressione che sarebbero arrivati i 3 punti. É bastato un tempo di assedio per risolvere una pratica che all’intervallo sembrava insormontabile. Per questa ragione questa vittoria vale più delle altre e ci permette di continuare a sognare.

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Calciomercato

MILAN, Adli: “Quando Maldini ti chiama non c’è bisogno di pensarci troppo”

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Le parole del centrocampista francese prossimo ad indossare la casacca rossonera

LE PAROLE – Attraverso un’intervista concessa a Telefoot, Yacine Adli ha parlato del suo prossimo trasferimento al Milan. Di seguito le parole del centrocampista in prestito al Bordeaux:

“Quando Maldini ti chiama per spiegarti che un grande club come il Milan ti vuole, non c’è bisogno di pensarci molto. È motivo d’orgoglio, anche per le mie origini. Non lo avrei mai immaginato”

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SOCIAL, Ibrahimovic: “Voi camminate, io volo”

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SOCIAL – Sul proprio profilo Instagram, Zlatan Ibrahimovic ha commentato con grande soddisfazione il suo rientro in campo, verificatosi nella sfida contro il Verona. Lo svedese è entrato sul rettangolo di gioco al 77′ minuto, proprio qualche istante prima che arrivasse l’autorete di Gunter.

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