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Editoriali

SIMON, E’ tutto per te!

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Il Milan batte senta troppe difficoltà la Salernitana: vittoria dedicata a Kjaer

Bello e allo stesso tempo generoso. Il Milan visto oggi contro la Salernitana è apparso notevolmente sicuro dei propri mezzi, della propria forza e della propria qualità. Certo l’avversario non era dei più eccelsi, una Salernitana inchiodata in piena zona retrocessione. Considerando però che martedì i rossoneri saranno chiamati a compiere un’autentica impresa contro il Liverpool, il rischio di scendere in campo con il pensiero rivolto già alla Champions era alto. Mister Pioli però è riuscito a scongiurare che si verificasse questa evenienza, facendo rimanere la sua squadra concentrata sul pezzo. Rossoneri che avevano comunque un obiettivo da portare a termine. Tornare a vincere a San Siro a distanza di quasi un mese dall’ultima volta, regalare al proprio pubblico una buona prestazione ma soprattutto dedicare la vittoria a Simon Kjaer. La scritta presente in tutte le magliette indossate dai giovani diavoli nella fase di riscaldamento è emblematica: “Forza Simon”. Tutti uniti al 24 danese. E l’unione si sa, fa la forza. Dopo neanche 5 minuti dal triplice fischio, Kessie sblocca il risultato.

Discesa di Leao che supera due avversari, arriva sul fondo e mette in mezzo per l’ivoriano che da due passi, sigla il vantaggio. Una gara che si incanala subito nel binario giusto per i rossoneri. Milan che continua ad attaccare e al 18′ chiude già i conti. Sinistro vincente di Saelemaekers che ritrova il gol dopo quasi un anno dall’ultima volta. Il belga non può fare a meno di dedicare la rete realizzata a Simon Kjaer. Un momento davvero emozionate, non c’è che dire. In nemmeno 20 minuti, il diavolo ha messo in cassaforte il risultato. Portando a termine la propria missione decisamente con largo anticipo. Certo, ci sarebbe l’occasione di dilagare, di arrotondare ulteriormente il risultato e di aumentare la propria differenza reti. Che male non fa in un campionato nel quale in questi primi mesi sta regnando l’equilibrio tra le prime quattro della classe. Saelemaekers è particolarmente ispirato in questo pomeriggio di inizio dicembre e più volte sfiora la doppietta. Discorso analogo per il presidente, autore di una prestazione letteralmente perfetta. In mezzo al campo non perde un pallone e vince tutti i contrasti. Si presenta più volte al tiro, in almeno due occasioni ha tra i piedi la palla del 3-0. Finalmente il presidente è tornato nella casa bianca.

Ora non gli resterebbe altro da fare che mettere nero su bianco la firma del rinnovo del contratto per riconquistare definitivamente l’amore del popolo rossonero. Questo però è un altro capitolo. Oggi brilla anche la stella Florenzi, considerata da Pioli parte integrante di questo Milan. Maignan ottiene il secondo clean sheet consecutivo. Unica nota dolente, l’ennesimo infortunio. A farne i conti a questo giro è il giovane Pellegri, costretto ad abbandonare il rettangolo verde dopo un quarto d’ora di gioco. Davvero un peccato, considerando che anche Giroud non tornerà a disposizione di mister Pioli prima di gennaio, avrebbe fatto particolarmente comodo come eventuale prima punta da alternare a Zlatan Ibrahimovic. Dopo due ko di fila il Milan risponde prontamente con due vittorie molto convincenti. Anche questo è un segno di maturità. Intanto, la vittoria dell’Atalanta contro il Napoli consente ai rossoneri raggiungere la vetta solitaria della Champions. Insomma, il modo migliore per prepararsi al match contro i Reds di martedì sera. Il modo migliore per presentarsi al meglio a quella che comunque andrà, sarà sicuramente una notte magica. Una notte da Champions. Una notte da Milan.

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Editoriali

UN PAREGGIO ALL’INSEGNA DELLA NOIA

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Termina 0-0 la sfida tra Milan e Juventus: un pareggio che non serve a nessuno

Poche emozioni, parecchi errori individuali da ambo le parti. Ne esce uno 0-0 che ha rispecchiato a pieno l’andamento della partita. Ma che, a conti fatti, non serve a nessuno. Il Milan con ogni probabilità, dice addio al sogno scudetto. La Juventus rimane a -1 dall’Atalanta, in quinta posizione. Quando si pensa esclusivamente a non perdere, più che a portare a casa il risultato, succede questo. In un San Siro in cui erano presenti solamente 5mila spettatori, i ragazzi di mister Pioli non riescono a riscattarsi dal passo falso commesso lunedì contro Lo Spezia. Unica nota positiva Sandro Tonali, che a centrocampo lotta come un leone. E che di gran lunga, è stato il migliore in campo per i rossoneri. Magic Mike spettatore non pagante, mai chiamato in causa, anche perchè di tiri nello specchio, la Juventus ne ha totalizzati davvero pochi. Leao poco ispirato, prova ad effettuare alcune percussioni sulla sinistra. Ma nessuna di esse, di fatto, è andata a buon fine. Ibrahimovic è costretto ad abbandonare il rettangolo di gioco nel corso del primo tempo. Al suo posto entra Giroud, che a differenza di quanto avvenuto in Coppa Italia contro il Genoa, non riesce ad incidere in alcun modo nel match.

Si salvano Theo Hernandez e Calabria, forse i giocatori che si sono rivelati più pericolosi. Qualche accelerata dalla sinistra per il francese, che ha anche trovato lo specchio della porta, senza impensierire particolarmente Szczesny. Mentre l’azzurro con delle conclusioni dal limite dell’area, ha fatto salire qualche brivido lungo la schiena dei bianconeri. Ma nulla di eccessivo, sia chiaro. Va detto, per dover di cronaca, che Romagnoli e Kalulu hanno svolto un buon lavoro. Ma va anche detto che Dybala, Cuadrado e Morata non erano particolarmente ispirati. La vittoria di horto muso, a sto giro, non è arrivata. Locatelli, l’ex di turno, non ha inciso. Nervoso e molto sconclusionato, si vede che ha sentito la pressione di giocare in quella che fino a qualche anno fa, è stata anche la sua casa. Non si smuovono le carte nemmeno nella seconda frazione di gioco.

Un colpo di testa bloccato agevolmente da Szczesny, poi null’altro da segnalare. Il calo di forma del Milan è evidente. In tal senso, la sosta arriva proprio nel momento del bisogno. Bennacer è rientrato dalla Coppa d’Africa e nel match odierno, ha trovato spazio. Il Milan si augura di poter recuperare Tomori per il derby in programma il 6 febbraio. Contro l’Inter, i rossoneri dovranno sfoderare una prestazione molto diversa da quella odierna. I campioni d’Italia sono solidi, compatti e colpiscono quando meno te lo aspetti. Se li affronti senza un minimo di motivazione, puoi solo sognare di uscirne indenne. Se invece, scenderai in campo con la giusta dose di cattiveria agonistica, il discorso cambia. La realtà è una sola. Il Milan ad oggi, non è ancora pronto per vincere il tricolore.

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LA FATAL SPEZIA

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Milan rimontato in casa dallo Spezia, addio scudetto?

E’ successo tutto quello che non doveva accadere. Un tempo si parlava di Fatal Verona, ora lo stesso appellativo può essere utilizzato per Lo Spezia di Thiago Motta. L’anno scorso fu Vincenzo Italiano, alla guida dei liguri, ad infliggere ai rossoneri una sconfitta che si rivelò determinante per la lotta scudetto. Quest’anno, a giocare un bel tiro mancino al diavolo, ci ha pensato un ex interista. Thiago Motta, con la sua filosofia di calcio, ha espugnato San Siro. Ha battuto un Milan che nel nuovo anno, tra campionato e Coppa Italia, aveva collezionato solo vittorie. Adesso, i fantasmi della scorsa stagione, di quando più o meno in questo stesso periodo, l’Inter riuscì a prendere definitivamente il volo. Effettuando una marcia trionfale verso la conquista del titolo. A meno di rocamboleschi colpi di scena, il copione sembra destinato a rimanere analogo. Fragili mentalmente, incapaci di amministrare una situazione di vantaggio. E troppo superficiali in molte situazioni della partita. Senza considerare che, l’assenza dei titolari, si fa sentire parecchio.

Specie se non possiedi dei ricambi all’altezza. Gabbia e Kalulu, per quanto possano impegnarsi, non garantiscono la stessa sicurezza di Kjaer e Tomori. In mezzo al campo, Krunic e Bakayoko danno conferma di essere diverse spanne sotto ai vari Tonali, Kessie e Bennacer. Nel corso del primo tempo, i rossoneri più volte vanno vicini al gol. Nel finale, ottengono un rigore sacrosanto che Hernandez non riesce a concretizzare. Già questo doveva essere un segnale che qualcosa sarebbe andato storto. Rafael Leao però, conferma di essere l’arma in più a disposizione di mister Pioli. E’ lui, con un cucchiaio provvidenziale, a portare in vantaggio il Milan. Ma la maledizione, è tutt’altro che terminata. Il gol che avrebbe dovuto spostare gli equilibri, si è rivelato un’arma a doppio taglio. Anziché rientrare dagli spogliati con la bava alla bocca, con la voglia di trovare la rete della sicurezza, il diavolo preferisce adagiarsi sugli allori. Ed ecco aumentare con una certa rapidità, errori di disimpegno e di disattenzione. Lo Spezia prende coraggio e trova il pareggio, strameritato. Al 64′ azione velocissima e micidiale dei liguri, con Kalulu e Gabbia che letteralmente presi in controtempo dagli attaccanti avversari. Agudelo da due passi non sbaglia l’appuntamento con il gol. Da quel momento si gioca in una porta sola. Il Milan le prova tutte per trovare la rete del nuovo vantaggio che significherebbe primato in classifica. Si vive di speranza, ma non è questo il caso. Provedel è in serata di grazia, sfodera una serie di interventi semplicemente straordinari, tiene a galla i suoi compagni. E fa venire il diavolo a quattro ai ragazzi di mister Pioli.

Una squadra che lotta per lo scudetto, non può ridursi all’ultimo per avere la meglio su una che si trova ancorata nei bassifondi della classifica. E questa è una doverosa premessa che va fatta. Ma per dover di cronaca, va detto che la rete che ha condannato il Milan alla sconfitta, è arrivata pochi secondi dopo che Serra aveva fermato il 2-1 rossonero. Il direttore di gara fischia un fallo ai limiti dell’area subito da Rebic, ma se avesse fatto proseguire l’azione, avrebbe convalidato il tiro a giro di Messias, finito direttamente nel sette. Il perchè non sia stata applicata la regola del vantaggio, rimane un mistero. A pochi secondi dal triplice fischio, Kovaleko serve Gyasi in mezzo all’area che beffa Maignan in uscita, con un preciso angolino che si infila all’angolino basso. Milan 1-2 Spezia. Thiago Motta esulta, così come tutto il popolo nerazzurro. La beffa è servita. Primo ko casalingo dell’anno. Insomma, la settimana poteva iniziare meglio. Domenica arriva la Juve di Allegri. Occorrerà cambiare atteggiamento, altrimenti si rischia un’altra figuraccia. Le attenuanti ci sono anche, dalle assenze, ad una decisione arbitrale ai limiti dell’assurdo. Ma ciò non toglie che questo Milan, non ha ancora la mentalità per vincere lo scudetto.

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UN BEL GENOA TIENE TESTA AL MILAN

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I rossoneri vincono ai Supplementari contro un ottimo Genoa

Missione compiuta, ma che fatica. Da una parte un Milan che per almeno 70 minuti di gioco, non è di fatto sceso in campo. Dall’altra un Genoa che è venuto a San Siro per giocarsela a viso aperto, contro una delle squadre più forti d’Italia. La prima di Andriy Shevchenko al Meazza da avversario, sulla panchina del grifone. La Curva Sud non poteva certo non omaggiare quello che per tanti anni, è stato il proprio idolo indiscusso. Ci si attendeva un Milan arrembante, ma così non è stato. In questa prima partita di Coppa Italia, i rossoneri appaiono deconcentrati e molto superficiali per gran parte del match. I giocatori del Genoa, lottano, corrono e combattono su ogni pallone. Si vede che il tecnico ucraino ha preparato al meglio una sfida che, per ovvie questioni di cuore, per lui non sarà mai come le altre. E la caparbietà, viene premiata.

Ostigard, sugli sviluppi di un corner, trova la deviazione vincente che supera Maignan. Genoa avanti, con merito. Verticalizzazioni e cambi di gioco precisi a millimetro. Nessuno oggi, avrebbe scommesso un centesimo che quella di Sheva, è una squadra che al momento si trova in penultima posizione nel nostro campionato. Il Milan appare letteralmente in bambola. Perde Tomori, costretto ad abbandonare il rettangolo verde dopo soli 24′ di gioco. Nemmeno il tempo di rientrare in campo dopo essere risultato negativo al Covid, che dovrà stringere i denti per garantire la propria presenza almeno per la sfida contro la Juventus. Da questo punto di vista, in casa rossonera, continua veramente a piovere sul bagnato. Il diavolo non riesce a spiccare il volo, nemmeno con l’ingresso in campo di Florenzi, che ha preso il posto proprio del centrale inglese. Theo Hernandez non è in giornata, Messias in avanti prova a dare un’accelerata, senza tuttavia riuscirsi. Krunic perde palloni a raffica. E Oliver Giroud, fatica ad essere servito. Mister Pioli nel secondo tempo getta nella mischia Bakayoko, Brahim Diaz, Leao e Saelemaekers. Il cambio di marcia si vede. E al 74′ con un autentico eurogol, Giroud trova il pari. L’atmosfera di San Siro inizia a riscaldarsi.

Finalmente, il Milan entra in partita. E per il Genoa iniziano i guai. Il grifone regge e resiste. Riuscendo a portare la gara ai tempi supplementari. un autentico miracolo per Sheva sotto il cielo di quello che rimarrà per sempre, il suo San Siro. Un diavolo spento, ora trova la forza, per incanalare la qualificazione ai quarti, nel binario giusto. Leao si illumina d’immenso e con un tiro-cross al 102′ beffa Semper, portando avanti il Milan. Gli spauracchi sembrano essersi dissolti. Rossoneri in vantaggio e percorso in discesa. Ci sarà tempo anche per il 3-1 di Saelemaekers, che spedisce i rossoneri direttamente ai quarti di finale. Dove ad attenderli ci sarà la vincente di Lazio-Udinese. Massimo risultato, con il massimo sforzo. Avere ragione del Genoa solo ai supplementari. Nel calcio, non esiste mai nulla di scritto. La lezione che i rossoneri dovranno imparare dalla partita contro i liguri, è proprio questa.

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